"La Contea Nolana"

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Il Villaggio Preistorico di Nola  

Quattromila anni fa il villaggio dell’età del bronzo antico di Nola distrutto dal Vesuvio (1800 – 1600 a. C.)  

(Villaggio preistorico-Reperti)

Ministero per i Beni e le Attività Culturali Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Napoli e Caserta Comune di Nola – settore BB.CC

(testi di Giuseppe Vecchio, Claude Albore Livadie, Nicola Castaldo)  

Il Villaggio di località Croce del Papa a Nola

Durante i lavori per la realizzazione di una costruzione nella località Croce del Papa, al confine tra i comuni di Nola e Saviano, è stato individuato un villaggio dell’Età del Bronzo Antico, seppellito dall’eruzione delle Pomici di Avellino.  

Scavo del Villaggio preistorico, capanna maggiore vista dall'alto, sono ancora 

 visibili le impronte delle impalcature lignee (1800 - 1600 a.C.)

 

La distruzione ed il seppellimento

L’eccezionalità del ritrovamento di Nola, è dovuta alla circostanza che il villaggio, alcune ore dopo l’inizio dell’eruzione, dopo essere stato già ricoperto da circa un metro di pomici e da pioggia di ceneri, fu investito da un’alluvione fangosa che, penetrata all’interno delle capanne, ne inglobò le strutture.

Il fango ha effettuato un vero e proprio calco delle strutture in legno e paglia, riempiendo anche le suppellettili che vi erano sistemate, come vasi ed i forni.  

Gli oggetti più pesanti rimasero al loro posto appoggiati a terra; altri invece furono capovolti o cominciarono a galleggiare nella massa fangosa, spinti verso l’alto; quelli appesi alle pareti restarono bloccati.

Il calco che si era formato ha fatto sì che numerosi dettagli siano ancora perfettamente leggibili, come i fasci di paglia o di giunchi che ricoprivano le pareti esterne o come i tessuti. 

Per la prima volta è stato così possibile comprendere la forma che avevano queste costruzioni, l’orditura dei tetti e la carpenteria e quale organizzazione avessero dato gli abitanti agli spazi delle abitazioni, nello svolgimento delle attività di ogni giorno.  

 

(Villaggio preistorico - Archeologi al lavoro)

Le Capanne

Le strutture abitative avevano pianta a forma di ferro di cavallo, con l’ingresso posto nella parte rettilinea, protetto da una tettoia aggettante; una porta, che si apriva all’interno, permetteva di accedere all’abitazione.

Le capanne erano del tipo a due navate.

Dai pali assiali reggevano il tetto, che aveva una forte pendenza e poggiava a terra e forse anche su dei pali più corti, posti lateralmente all’interno della capanna.

Le pareti oblique erano costituite da una struttura fatta di paletti, disposti verticalmente ogni 40 centimetri circa e da correntizi di legno posti orizzontalmente ogni 25 centimetri; il tutto era ricoperto da fasciami di giunchi o di paglia, forse resi impermeabili anche da strati di argilla, che giungevano fino a terra.

I paletti e i correntizi erano legati da corde, le cui tracce sono rimaste impresse nel fango.

 

 

 

(Villaggio preistorico - Copricapo in zanne di cinghiale 1800-1600 a. C)

(Villaggio preistorico - Idolo femminile 1800-1600 a.C.

 i reperti sono esposti nel Museo Storico - Archeologico di Nola)

 

 

All’interno, sui lati delle capanne, erano posti dei graticci verticali, costituiti da rametti intrecciati, che creavano con la parete obliqua una specie di intercapedine avente la funzione di camera d’aria. Nella capanna più ampia (n.3) probabilmente era stato creato un ammezzato, cui si accedeva con una scala a pioli di legno, di cui si è trovata l’impronta, vicino all’ingresso.

Internamente le capanne erano divise da tramezzi di legno in due o tre ambienti comunicanti tra loro.

La zona absidale di fondo veniva utilizzata come dispensa in cui erano disposti i grandi vasi pieni di derrate, mentre gli ambienti centrali, con il pavimento in battuto in cui era inserito il focolare, il forno e delle fosse (per la raccolta dei rifiuti) erano usati come luoghi di soggiorno.

Le capanne sono di diverse dimensioni: la più larga (n.3) è di metri 15,20 X 9 X mt. 5 circa di altezza; la più lunga (n.4) è di metri 15,60 X 4,60 X 4,50 di altezza; la più piccola (n.2) di metri 7,50 X 4,50 X mt. 4,30/4,50 di altezza.  

 

 

 

   

Il Villaggio

Poco conosciamo ancora dell’insediamento: solo ulteriori e più estesi indagini esplorative potranno fornire dati fondamentali per la comprensione della tipologia del sito e per determinarne l’estensione.

Al momento si può solo affermare che le tre capanne messe in luce facevano parte di un agglomerato più vasto, che poteva essere composto da alcune decine di strutture abitative.

Le capanne sono tutte orientate in direzione NO – SE ed ognuna era circondata da un recinto che delimitava uno spazio intorno ad esse. Dei percorsi realizzati con battuti di terra, lapilli e pietre accostate, si estendeva all’interno del villaggio.

Le tre capanne sembrano essere site al margine di altre zone recintate, tra cui un’area sub – circolare, verosimilmente sfruttata per la battitura dei cereali. Un contenitore realizzato in argilla e legno era stato utilizzato al momento dell’eruzione per ospitare nove caprette, tutte gravide.

Ad ovest dell’abitato,all’interno di alcuni steccati dovevano essere infine concentrati animali come pecore, mucche e maiali.

L’umidità del terreno ha conservato le impronte degli zoccoli degli animali, vicino alle impronte di piedi nudi di uomini, che si sono consolidate a seguito della caduta di sabbie calde e lapilli.  

  

Arrivederci al prossimo scavo!!!!!!

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