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Il Villaggio di
località Croce del Papa a Nola Durante i lavori
per la realizzazione di una costruzione nella località Croce del Papa, al
confine tra i comuni di Nola e Saviano, è stato individuato un villaggio
dell’Età del Bronzo Antico, seppellito dall’eruzione delle Pomici di Avellino.
Scavo del Villaggio preistorico, capanna maggiore vista dall'alto, sono ancora visibili le impronte delle impalcature lignee (1800 - 1600 a.C.)
La distruzione ed
il seppellimento L’eccezionalità del
ritrovamento di Nola, è dovuta alla circostanza che il villaggio, alcune ore
dopo l’inizio dell’eruzione, dopo essere stato già ricoperto da circa un metro
di pomici e da pioggia di ceneri, fu investito da un’alluvione fangosa che,
penetrata all’interno delle capanne, ne inglobò le strutture. Il fango ha
effettuato un vero e proprio calco delle strutture in legno e paglia, riempiendo
anche le suppellettili che vi erano sistemate, come vasi ed i forni.
Gli oggetti più pesanti rimasero al loro
posto appoggiati a terra; altri invece furono capovolti o cominciarono a
galleggiare nella massa fangosa, spinti verso l’alto; quelli appesi alle pareti
restarono bloccati. Il calco che si era
formato ha fatto sì che numerosi dettagli siano ancora perfettamente leggibili,
come i fasci di paglia o di giunchi che ricoprivano le pareti esterne o come i
tessuti.
Per la prima volta
è stato così possibile comprendere la forma che avevano queste costruzioni,
l’orditura dei tetti e la carpenteria e quale organizzazione avessero dato gli
abitanti agli spazi delle abitazioni, nello svolgimento delle attività di ogni
giorno. (Villaggio preistorico - Archeologi al lavoro)
Il Villaggio Poco conosciamo ancora dell’insediamento:
solo ulteriori e più estesi indagini esplorative potranno fornire dati
fondamentali per la comprensione della tipologia del sito e per determinarne
l’estensione. Al momento si può solo affermare che le
tre capanne messe in luce facevano parte di un agglomerato più vasto, che poteva
essere composto da alcune decine di strutture abitative. Le capanne sono tutte orientate in
direzione NO – SE ed ognuna era circondata da un recinto che delimitava uno
spazio intorno ad esse. Dei percorsi realizzati con battuti di terra, lapilli e
pietre accostate, si estendeva all’interno del villaggio. Le tre capanne sembrano essere site al
margine di altre zone recintate, tra cui un’area sub – circolare, verosimilmente
sfruttata per la battitura dei cereali. Un contenitore realizzato in argilla e
legno era stato utilizzato al momento dell’eruzione per ospitare nove caprette,
tutte gravide. Ad ovest dell’abitato,all’interno di
alcuni steccati dovevano essere infine concentrati animali come pecore, mucche e
maiali. L’umidità del
terreno ha conservato le impronte degli zoccoli degli animali, vicino alle
impronte di piedi nudi di uomini, che si sono consolidate a seguito della caduta
di sabbie calde e lapilli.
Arrivederci al prossimo scavo!!!!!! Contea Nolana WebDesign © 2007 |