DEL GIOVANE GIANDOMENICO

 

Giandomenico Del Giovane (detto anche Giandomenico da Nola), nacque a Nola nel 1510 morì a Napoli nel 1592 (circa), fu definito dai critici: "Il maggior polifonista Napoletano del ‘500". Il Larousse nella sua "Enciclopedia" sia nell’edizione francese che italiana, scrive: "…nato a Napoli nel 1510 e detto "da Nola"; sebbene fin da giovane visse a Napoli, Città nella quale si formò e trascorse la sua vita". Mentre l’Enciclopedia Garzanti della musica, lo definisce: "…Gian Domenico del Giovane – detto Giovanni da Nola (Nola 1510 – Napoli 1592). Allievo forse di G. T. de Majo, fu dapprima Organista, poi Maestro di Cappella nella Chiesa dell’Annunziata a Napoli".

Sue composizioni:

 

Musica Sacra.

Il De Giovane visse a Napoli in un periodo in cui trionfavano le "Villanelle" cioè un canto polifonico a più voci nel quale Giandomenico fu Maestro. Questo Canto dal contenuto melanconico – patetico – sentimentale, aveva come tema un motivo, vuoi a stornello, cantilena o serenata: mandava in estasi i Napoletani che apprezzarono molto, accompagnandosi con i primitivi strumenti, quali la Tiorba a Laccone, la Cetola, il Calascione, (ed altri più semplici) esibendosi su palcoscenici di fortuna, davanti ad un pubblico dal facile entusiasmo, sfidandosi in Canti, in special modo nella notte di San Giovanni, ed in altre Feste, che a Napoli non mancavano mai! Questi canti, richiamano stranamente quelle Cantate a Figliola che i Monterverginali Napoletani, esibendosi nella Piazza Duoma di Nola, facevano in occasione della Pasqua Rosata al ritorno del loro Pellegrinaggio al Partenio. Il Del Giovane abbandonò ben presto questo genere musicale e si diede alla Musica Sacra probabilmente le Villanelle stavano avvicinandosi sempre più ad una ad una forma precisa di canzone popolari Napoletana. All’epoca in Napoli vi erano ben quattro Conservatori musicali: il Sant’Onofrio – Capuana; il Santa Maria della Pietà dei Turchini; il Consevatorio Arcivescovile dei poveri di Gesù Cristo e quello di Santa Maria di Loreto. Ma il nostro Giovanni, potè conoscere e frequentare solo il primo cioè quello di Sant’Onofrio, poiché gli altri ebbero uno sviluppo, diremo musicale, solo qualche secolo dopo; ivi il Del Giovane si adoperò se non altro a preparare e coltivare "Voci Bianche", per uso liturgico. Infatti nella Maturità, il Nostro, fu Organista e Maestro di Cappella nella Chiesa dell’Annunziata di Napoli, carica che ricoprì fino alla sua morte. Lionello Cammarota, storico della musica riunì tutta la produzione di Giandomenico in due grossi volumi , mentre i manoscritti delle opere sono custoditi a Monaco di Baviera, a Parigi, e nella Biblioteca Nazionale di Napoli. Il Del Giovane istruì molti giovani al canto, ricordiamo: Camillo Lombardi di una illustre Famiglia di "Madrigalisti" e compositori di Musica per organo (si ricordano il figlio di Camillo, Francesco ed altri due fratelli, Andrea e Giacinto) che tenore nella Chiesa dell’Annunziata, succederà nella carica di Maestro di Cappella nel 1598 proprio al Del Giovane. Altri allievi di Giandomenico furono: Ascanio Maione, Organista di talento, che suonò nel 1602, accanto al famoso Trebaci. Il Maione pubblicò nei primi anni del 1600 a Napoli diversi libri di musica a tastiera e madrigali. Scipione Stella il più celebre Organista della fine del ‘500 a Napoli (Enc.della Musica Garzanti) di Famiglia Patrizia, seguì gli insegnamenti di Giandomenico nella Chiesa dell’Annunziata, dove fu organista nel 1583, tre anni dopo, entrò al servizio del Principe Venosa.