Pittore. Detto Il Greco - pur nascendo ad Acaia (oggi prov. di Lecce) era di famiglia Greca: nacque nel 1558, morì nel 1643. Fu del Canaletto; un critico scrisse " fu un buon pittore, ma un pessimo uomo ", ed anche G. A. Galante, nel 1872, aggiungeva che: " Il Domenichino mentre dipingeva la Cupola del Duomo, gli convenne fuggire da Napoli, per frode tramatagli da Belisario Corenzio...". Fu soprattutto un pittore di affreschi, nella Chiesa del Gesù Nuovo, a Napoli, dipinse un cielo sulla vita di "SantIgnazio di Loyola" nel 1505, ma le opere sono scomparse, sia per lusura del tempo, che per il crollo di parte della Chiesa nel terremoto del 1668 a Napoli:
nel 1615 affrescò la volta lunettata dellabside della Chiesa di S. Maria di Costantinopoli, con soggetto: "La Vergine e S. Giovanni" e nei pennacchi della Cupola e nei sottarchi: "I Profeti e le Sibille".
Operò per molti anni nella Chiesa di S. Maria La Nova, ne affrescò il soffitto, il Coro, con "Storie della Vergine e dei Profeti" dal 1603 al 1621, i finestroni della navata "Articoli del Credo" (1605); la controfacciata e numerose Cappelle; tanto da essere definito: " uno dei pittori più attivi della scena napolitana".
In Santa Maria del Popolo (Incurabili), nelle Cappelle sulla destra, vi erano 4 sue tele: Natale - Riposo in Egitto - Epifania e Presentazione.
Nel 1615 dipinse tutta la Chiesa di San Severino e Sossio, per 3260 ducati, ed in questo Tempio il Corenzio fu sepolto; come scrive il Galante (1872): " in direzione del terzo pilastro verso sinistra, al suolo, la tomba di Belisario Corenzio, che di anni 85, precipitò giù dalla volta di questo Tempio " (Lepigrafe in greco).
Quattro sue tavole facevano bella mostra, nella Chiesa dellAnnunziata (Collegio di Nola, vedi foto), nelle Cappelle laterali.

Mentre nel Tempietto" della Basilica di Santa Maria a Parete, in Liveri di Nola, il Corenzio dipinse un affresco, ed un altro più grande nella parte destra che rappresentava: " La Danza della Morte, Giudizio, Inferno, Paradiso". Ma i critici sono concordi nel ritenere il Corenzio autore dellintero "ciclo" di affreschi del Tempietto.