COMPAGNIA DI GESU'

(a Nola)

 

La Compagnia di Gesù venne fondata nell’aprile del 1541, da Sant'Ignazio di Loyola (1491/1556) – che fu anche il primo Generale dell’Ordine –. Nel 1557, la Compagnia aprì un suo Collegio a Nola – per le reiterate insistenze di Maria Sanseverino – che vedeva nella fondazione di un Collegio Gesuitico, un grande beneficio per la stessa Città, sia anche perché, nello stesso anno, il Laynez (1558/65), succeduto a Sant’Ignazio, quale Generale dell’Ordine, ne aveva aperti circa 40, solo in Italia entro il 1559. Furono i Gesuiti, per circa 2 anni, allocati nella casa di Gerolamo Mastrilli (e di altri cittadini nolani), sempre a spese della Contessa Sanseverino (dal 1558 al 1560 ed oltre), nella piazzetta Santa Maria La Nova (attuale piazza Paolo Maggio), in attesa del riscatto dell’immobile di proprietà Castriota. Passarono in seguito, appunto, nel Palazzo Orsini, donato ai Gesuiti, da Maria Sanseverino, vedova di Enrico, ultimo Conte di Nola. La pia Contessa, frequentemente gli ambienti religiosi di Napoli, aveva avuto modo di conoscere Padre Alfonso Salmeron, compagno ed ispiratore di Sant’Ignazio, nella fondazione dell’Ordine, per la quale cosa, avendo preso accordi con il Vescovo di Nola Scarampo; aveva riscattato dalla Nobildonna Ippolita Castriota – il Palazzo Orsini – per 1800 scudi. La donazione ufficiale avvenne il I ottobre 1559 – Primo Rettore del Colleggio di Nola fu padre Montoya. La Sanseverino, inoltre, assegnò ai Padri una rendita di 1000 ducati annui, per il loro sostentamento, oltre alle donazioni dei cittadini Nolani, che ammontavano a circa 3000 ducati l’anno. Così dai 12 religiosi che, all’inizio, abitavano Casa Mastrilli, si arrivò al numero di Trenta, tra sacerdoti, chierici e fratelli, e proprio il 5 novembre del 1568 "… vi eressero il I Noviziato della Provincia di Napoli, la quale comprende tutto il Regno, essendo il terzo, Generale della Compagnia il Padre (San) Francesco Borgia, e provinciale di Napoli, il dottissimo Padre Alfonso Salmeron… nell’arrivo dei Padri a Nola, suonarono tutte le campane, in segno di universale letizia, ed il Sacro Corpo di san Felice, che per il passato aveva scaturito la manna solo la sua Festa, il 15 novembre, in quel giorno la produsse in notabile abbondanza…", scriveva Carlo Guadagni in Nola Sacra. Nel 1568, sotto la direzione del Gesuita, Architetto Giovanni De Rosis – fu costruito accanto al Palazzo – una spaziosa Chiesa, che fu detta del Gesù; furono usati per la costruzione materiali prelevati dal Palazzo stesso, in special modo dalla facciata e dall’ultimo piano, dal quale fu asportato il cornicione, riducendo così la facciata a guisa di una comune abitazione.

Nella Chiesa del Gesù fu infine sepolta Maria Sanseverino, i cui resti mortali furono portati a Nola, da Napoli (nel 1573) dove era morta nel 1565. I Gesuiti iniziarono con grande zelo, l’insegnamento scolastico, fin dagli inizi del 1560 (gennaio), sviluppando inoltre tutte quelle opere proprie del loro ministero: aprendo scuole, istituendo congregazioni di Secolari, come quelle chiamate dei Nobili, e l’altra, degli Artisti; promossero l’insegnamento del catechismo, introducendo la pratica degli esercizi spirituali, accrescendo di molto il lustre nelle sacre cerimonie. Organizzarono sinanche delle Recite, vere Rappresentazioni teatrali – che furono le prime in Nola – almeno nel modo nel quale furono condotte: opere rappresentate in un grande salone, al pian terreno del Palazzo Orsini, con un pubblico formato dalla "Elite" del Agro Nolano del tempo. Continuando nella loro opera fondarono nuove chiese, tra queste la Cappella Nuova (Immacolata).

In un documento del luglio 1639, vengono descritte delle proprietà terriere dei Gesuiti (a Nola), chiamate "scampi", cioè terreni senza alberi, in prossimità della Porta del Carmine (o Vicanziana), i terreni sono: "… dove terminano i fossi, delli Padri Gesuiti, ed a mano destra terminano li scampi, predetti fortilizi, che dalla parte di mezzogiorno terminano con la via pubblica…". Ma il 3 novembre del 1767, un Decreto di Ferdinando IV aboliva e nello stesso tempo, cacciava dal Regno, la Compagnia di Gesù, Decreto tenuto celato fino al giorno della sua esecuzione. Sul far della notte del 20 novembre 1767 – le case Gesuitiche di Napoli e di tutto il Regno, furono circondate da soldati in armi, ed entrati un gran numero di Regi Commissari, Notai ed Alti Ufficiali, corsero subito a tagliare le funi a tutte le campane, temendo che suonandosi queste dai Padri, non accorresse il popolo in loro difesa. Indi avendo adunato insieme, in una sala, i sacerdoti, intimarono loro l’esilio perpetuo, con l’assegnazione a ciascuno di loro, per sostentamento, di 72 Ducati l’anno; nello stesso tempo, caricati su delle carrozze, nella stessa notte, furono imbarcati a Pozzuoli ed a Castellammare di Stabia, ed infine – dopo due giorni di navigazione procellosa, furono sbarcati nello Stato Pontificio, sulla spiaggia di Terracina.