CIMITILE

 

Alcuni storici ipotizzano che Cimitile, abbia origine dall’Ebraico Kimetil, poiché in questa località gli antichi Padri Semitici, avevano una fornace a mo’ di ferriera onde lavorare il ferro. Altre derivazione "Coemeterium", luogo dove fin dagli albori del Cristianesimo, si riunivano i Cristiani per pregare e seppellire i Martiri della Nuova Fede. Nola all’epoca Longobarda fu nota addirittura come Coemeterium, ed i Nolani appellati "Popolo del Cimiterio". Lo stesso G. S. Remondini, si richiama alle scritture Longobarde, nelle quali ordinariamente si legge Cimiterio e non Nola; appellandosi altresì alle affermazioni di Camillo Pellegrino e degli altri storici napoletani, in particolare il Summonte ed il Capaccio, che recitano: "Nolae quae haud alio quam hoc nomine dicta olim fuit, se media aetate Cimiterium nuncupatur".

Ed il Pellegrino: "Non so per quale disavventura il nome di Nola, non si legge nel capitolare della divisione del Principato di Benevento dell’anno 851, ma in sua vece vi è quello di Cimiterio: villaggio distante un miglio da Nola, che volgarmente si appella Cimitino, e ne attribuisce la ragione, come poi

Posteriormente ha fatto il Remondini alla "Religiosità" della Chiesa di Cimitile, che doveva essere in molto maggior fama che non la vicina Città di Nola, che nei secoli precedenti fu sempre considerata di grande reputazione e ricca di glorie.

Si legge altresì nelle Cronache Cavensi, a proposito della calata degli Ungari in Campania (934/39) e dei loro saccheggi ed incendi: "Ungari per Campaniam et Leguries discurrentes omnia devastarunt per circuitum radicitus pro sua barbarie, et feritate Sarnum, Abellam et Coemeterium incendunt".

E’ chiaro che per "Coemeterium" si intendesse la Città di Nola, allora così appellata in uno con il Territorio e la Cittadina di Cimitile.

La forma primitiva Cemeterio, però, durò ancora per molti secoli, nei pubblici atti, come si rileva da un documento del 1530: Privilegio di R. Demanio, Principe di Orange, che nomina tra i vari Casali: Cimiteriis, Faivani ecc. mentre il nome di Cimitile era stato assunto fin dal VII secolo!

In ogni modo in documenti degli anni 967/70, alcune località dell’Agro di Nola, tra le quali, Casole, Koranum e Sasso, vengono assegnate al Territorio Cimiterense o Coemitiensi.

Nel 1643, Cimitile divenne Comune autonomo, e fu l’anno in cui Nola perse i suoi sedici Casali (tra questi Cimitile); infatti la Cittadina con altri Casali fu venduta al Duca Maddaloni, e da questi a Donna Popa Albertini, moglie del Regio Consigliere, Antonio Navarrete. L’Albertini poi rassegnò a sua volta, al suo congiunto, D. Girolamo Albertini Seniore, Principe di Santa Severina in Basilicata. Lo stemma di Cimitile è costituito da una campana con sotto un teschio, che ricorda forse le ossa di tanti Santi Martiri immolatisi per la Fede, mentre intorno alla Campana volteggiano 7 insetti (cicale, api, farfalle?), che simboleggiano probabilmente le 7 Basiliche di Cimitile.