CIMITERO DI NOLA

  

Una legge di Ferdinando I di Napoli, dell’11 marzo 1817, vietava l’uso della sepoltura dei cadaveri nelle Chiese (o comunque in luoghi abitati) prescrivendo l’inumazione dei defunti, nei cimiteri pubblici, ad una notevole distanza dalle abitazioni civili.

Questa Legge venne varata, poiché i vari Ispettori e Commissari preposti all’igiene pubblica, a causa del diffondersi delle varie epidemie di peste, colera ed altro, avevano stimato non essere buona norma igienica, seppellire i morti al centro della Città.

Anche i Vescovi e le altre Autorità, sia civili che Ecclesiastiche, del Regno, furono sollecitati a voler in breve tempo, benedire questi nuovi Cimiteri, appartenenti alla loro Diocesi, infatti sino ad allora, le Chiese, dove venivano inumati i cadaveri, apparivano, in relazione alla fede religiosa del popolo, l’unico luogo dove i resti umani potessero dormire in pace nel sonno del Signore.

Ma la medicina e l’igiene avevano fatto passi da gigante e richiedevano ardite riforme, trionfò lo spirito religioso, e tutti furono convinti che anche nei nuovi Cimiteri, come negli antichi sepolcri, la religione avrebbe resa sacra e venerabile l’ultima dimora dei cristiani.

Nola per l’interessamento del Sindaco dell’epoca, Cav. Cocozza, fece costruire, in breve, un cimitero, che fu benedetto da Mons. Torrusio alla fine di maggio del 1820, esso:"… per la scelta del sito, per l’eleganza del disegno, per il regolare suo compartimento, era tra i più belli di quanti fossero, fino allora, stati costruiti, così scriveva un cronista del "Giornale del Regno delle Due Sicilie", presente all’inaugurazione del Cimitero Monumentale di Nola: il 28 ottobre 1922, la Giunta Municipale di Nola deliberò di destinare una zona di terreno nel Cimitero di Nola, a Sacrario Militare; mentre nel 1932 fu concesso al Comando del Presidio Militare di Nola, un suolo del Cimitero, per la sistemazione di un recinto da riservare ai militari morti in servizio di leva.