CHIESA DEI SS. APOSTOLI

(o dei morti)

 

Di antichissima origine, situata sulla sinistra del Duomo di Nola, sorge pochi metri sotto il livello stradale; vi si accede per una scala in marmo, con due rampe, attraverso un anti-portico bislungo: essa era dedicata agli Apostoli SS. Pietro e Paolo, e sorgeva parallelamente alla cripta di S. Felice, allo stesso livello dell’antico Tempio di Giove. Eretta intorno al V secolo, pochi anni dopo l'edificazione delle Basiliche di Cimitile da parte di San Paolino, può considerarsi la prima Basilica PaleoCristiana di Nola. La prova della sua antichità ci viene data e dal Leone e dal Remondinì, anche in rapporto alla bassezza della volta; sappiamo che fu ricostruita dal Vescovo di Nola, Bernardo II, nel XII secolo, mentre da una Bolla del Papa Clemente III, si può desumere che nel 1190 non era ancora Cattedrale, avendo come capo un Rettore e non un Vescovo.

Nel tardo secolo XIV, questa Basilica venne trasformata e fu Sede della prima Cattedrale di Nola, quando Mons. Scaccano trasferì la Sede Vescovile da Cimitile a Nola; e tornò ad essere Cattedrale nel 1583, quando il Duomo cadde, il 26 dicembre dello stesso anno. Fece in essa, Mons. Fabrizio Gallo,il suo Primo Sinodo nel 1588, essendoci già oltre l’altar maggiore, gli altari del SS. Crocifisso, della SS. Annunziata, del Presepio, dell’Arcangelo S. Michele, di S., Andrea e di S. Giacomo.


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Nel 1594 ricostruito il Duomo, il Vescovo Gallo vi riportò il suo trono, lasciando in completo abbandono questa Chiesa tanto che Mons. Lancellotti, nella sua visita nel 1615 la trovò in rovina; per la qual cosa lo stesso Lancellotti promosse una sottoscrizione, ripulì e ricostruì la Chiesa e vi aggiunse una sacrestia, ricavata da un locale donato dal Vescovo, che con solenne cerimonia, benedisse il I novembre del 1640. Nel 1735, Don Felice Maria Mastrilli, l’abbellì ancora con marmi e stucchi (ricoprendo in tal modo l’antica struttura) e creando anche un vuoto al di sotto della Chiesa, per eliminare l’umidità e le infiltrazioni continue di acqua: essendo il piano dei SS: Apostoli, molto più basso di quello stradale; cominciandosi anche a celebrar messe in suffraggio dei morti. Attualmente (anni 1980) la Chiesa è chiusa al culto ed è in stato di semi-abbandono, in special modo dopo i terremoti del novembre 1980 e febbraio 1981, che dissestarono ancor più la copertura, provocando anche dei crolli nell’antiportico che conduce nella Chiesa.

La Chiesa si presentava a tre navate, con colonne ioniche di pietra viva ricoperte in marmo ioniche di pietra viva ricoperte in marmo; essa è ricca di marmi  barocchi come si puoi notare dalla scalea e dall’altare. Sopra a quest’ultimo vi era una tela di grande dimensione di Andrea Vaccaro; mentre altri dipinti quasi distrutti, del XVII secolo, su tela, adornavano le pareti delle navate laterali. Nella tela del soffitto, sulla quale si notavano gli stemmi dei Mastrilli, vi erano dipinti di Andrea Vaccaro ed un'altra ormai scomparsa attribuita a Mattia Preti (Il Cavalier Calabrese). Vi era un magnifico Coretto di oro zecchino, che era una delle opere più pregevoli della Chiesa.


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