(Famiglia)
Questa famiglia, già residente in Nola al principio del XV secolo, era di origine francese e si vuole che discendesse da Carlo Magno.L'Arma: I spaccato di rosso al monte di argento a 5 cime; II di argento pieno. I Chiaromonte (facenti parte di quegli ebrei Neofiti),si dedicarono al commercio delle nocciole e del vino, ed a loro si deve la sistemazione e lincremento delle colture, oltrechè la creazione e la trasformazione in nocelleti degli antichi castagneti. Le nocelle (allora Avellane), rappresentavano insieme al vino, i prodotti più abbondanti ed eccellenti dell'Agro di Nola. L'agricoltura e l'industria erano allora in stato di arretratezza, ed il commercio quasi nullo, poichè i Nolani, attaccati alla loro Terra, erano alieni dal fare lunghi viaggi ed in special modo per mare. I Chiaromonte introdussero per primi in Italia, molte piante esotiche, tra queste: la Palma da dattero, e lo stesso A. Leone, ricorda una pianta meravigliosa di proprietà dei Chiaromonte:"...nel giardino di Pacello Chiaromonte è cresciuta una palma, che ha raggiunto laltezza di una Torre, e produce ogni anno in quantità notevole, carote e palmole, di colore giallo, ma che non raggiungono la piena maturità; questi frutti li chiamano anche datteri". Ma non solo la Palma, ma anche molte altre piante tropicali e spezie, comprate sui mercati dellEgitto e dell'Asia Mìnore, furono introdotti in Italia, oltrechè trapiantate nell'Agro di Nola. Sotto questo aspetto i Chiaromonte possono considerarsi dei veri pionieri, non solo come esportatori dei buoni prodotti nostrani e del Regno di Napoli, verso i mercati dell'Oriente, ma fervidi sostenitori dell'incremento della nostra agricoltura, allora unica e sola ricchezza della nostra Terra. I Chiaromonte furono indicati da Ambrogio Leone, come una delle Famiglie nobili di Nola. Oltre Angelo, altri tre figli ebbe Pacello:Vìncenzo,filosofo e medico; emerse nel campo scientifico e nella professione sanitaria; Sigismondo, che dedicatosi alla vita pubblica, raggiunse l'ambita e alta carica di Senatore; Antonio, che seguendo l'esempio paterno e del fratello Angelo (nel commercio), ne continuò l'attività con valore e fortuna. Non conosciamo (di preciso) lanno della nascita e della morte di Pacello: il periodo più fiorente fu tra il 1487 ed il 1506, fino al 1514; questo ultimo anno è quello nel quale il Leone diede alle stampe, a Venezia il DE NOLA. In considerazione del fatto che il Pacello fu eletto Commissario nel 1487,carica che dovette assumere all'età di circa quaranta anni, possiamo porre la data della nascita intorno al 1450,e quella della morte dopo il I5I4 ma non più tardi del 1520. Norninato, come abbiamo scritto, Primo Commissario del Principato Ulteriore e Capitanata nel 1487; fu deputato a vendere i beni che si fossero trovati nelle terre già possedute nel Principato Citeriome, dai Baroni, imprigionati in Castel Nuovo; ed accusati di aver preso parte alla congiura, capeggiata dal potente ex Capo della Cancelleria: Antonio De Petrutiis, dai Principi di Sarno e Salerno, ed altri nobili minori. Una seconda missione l'ottenne nell'anno 1493, quando fu nominato Precettore delle entrate di alcuni Baroni in Calabria. In una terza missione nel 1506, fu ancora deputato alla riscossione delle rendite dei Baroni ribelli, partecipanti alla Congiura detta appunto, dei Baroni, che ebbe fine con la condanna a morte dei promotori.