CARMIGNANO

 

Citato dal Giustiniani e definito: "Fiumicello del territorio di Acerra, a mezzogiorno di essa Città, come corrono benanche i Regi Lagni". Storici del basso medioevo, lo fanno scorrere e provenire dalle "Radici del Monte Vesuvio", lambire la periferia di Nola e Scisciano, per poi proseguire verso il mare. In seguito questo fiume venne canalizzato ed usato come acquedotto; e si vuole che prendesse tale nome perché costruito a spese di Cesare Carmignano, e da quel momento cambiò percorso, anche perché l'eruzione del Vesuvio del 1631, aveva molto danneggiato l'antico alveo.

Solo nel 1850 venne radicalmente rifatto e ricostruito nel suo percorso originale e nelle sue acque vennero fatte confluire quelle del fiume Isclero che attraverso S. Agata dei Goti, Arienzo, Marigliano, Pomigliano, fino a Napoli, era di supporto alla sorgente Bolla (Volla), insufficiente per la Città di Napoli. Il Giustiniani, per la cronaca, ci informava che, a suo tempo: "...le anguille del Carmignano ebbero fama di essere squisite...".