CAPPELLA DI SAN PAOLINO

NEL DUOMO DI NOLA

 

E'  la quarta cappella della navata laterale sinistra del Duomo, le decorazioni e gli affreschi sono del pittore Vincenzo Severino: nella volta della piccola abside vi ha dipinto sette angeli allegorici; il primo allude alla dignità consolare di San Paolino; il secondo al genio poetico del Santo; il terzo al genio artistico nell'edificarc le Basiliche di Cimitile; il quarto alla dignità di vescovo; il quinto alle invenzioni delle campane; il sesto allo spirito di sacrificio dimostrato nel darsi in schiavitù; il settimo allude alla vita di agricoltore durante la prigionia. All'esterno della Cappella, alla parte sinistra della volta è dipinto S. Paolino circondato dalle sue ancelle: nel centro si ravvisano due angeli allusivi, dei quali uno mostra a Terasia il Pastorale per significarle che S. Paolino sarà Vescovo; l'altro addita a Paolino un velo per indicargli che la moglie diventerà suora, al di sotto un putto svolazza e fugge dal Santo per portar lungi i fasci consolari ed ogni umano fastigio cui egli rinunzierà! Nella lunetta di centro sono raffigurati Paolino e Terasia che innanzi al lettuccio di morte di Celso (il loro bambino di appena 8 giorni) fanno decisiva risoluzione di abbandonare il mondo. Nella parete sinistra è raffigurato con molto affetto San Paolino, che si dà schiavo per il figlio della vedova. In quello di destra si vede il ritorno di S. Paolino insieme agli alti nolani prigionieri dall'Africa, tra il popolo festante. L'edicola dove è situata un'antica statua di legno di San Paolino, ivi portata dalla chiesa della Pace ove si venerava, ha due colonnine di broccato di Spagna, provenienti dall'antico Duomo. Sotto l'altare vi è un paliotto di bronzo raffigurante un'arena tra due palme, ed è opera pregevole dell'artista Cepparulo; nel suo zoccolo in marmo si trovano incisi dei distici latini: "Praesulis vatis paulini hic ossa quiescunt quae dudum romam tertius otho tulit nunc decimo donante pio post tempora multa tanto laetaris signore, Nola, nimis".

Mentre fuori la Cappella, vi sono due altre epigrafi sui pilastri sostenenti la volta, che ricordano il dono fatto alla Diocesi ed alla città di Nola dal papa Pio X. I distici e le Epigrafi furono dettati dal Mons. Luigi Ranieri, Provinciale Generale della Diocesi.