CAMPANE DEL DUOMO DI NOLA

 

Si vuole che la prima campana che abbia mai suonato, per uso liturgico, sia quella portata dalle Basiliche di Cimitile a Nola e collocata sul Campanile della Cattedrale. Infatti, alcuni umanisti chiamano la Campana, in latino, NOLA, dal nome della città dove furono rirovate, altri la chiamano Campana, per chiamarsi Campania, la regione ove è la città di Nola, ed il Campanile NOLARIUM, come appunto lo nominò il Pontefice Urbano VIII. Il primo autore che usa il nome di "Campana", è il Venerabile BEDA, verso la fine del VII secolo.

Il Duomo di Nola aveva cinque campane: la prima fu costruita dal Mons. Scaccano, è la più grande ed ha tre buchi, dei quali due passano parte a parte, senza pregiudicare l'armonia del suono, volgarmente detta CAMPANA DI SAN PAOLINO; rassomiglia ad una tromba, essendo molto più alta e stretta di quelle che si usano oggi. E' lunga sei palmi e ne ha dodici di circonferenza. In detta Campana, vi fece fondere, come testimonia il Remondini, l'Antichissima Campana di San Paolino, logora e malconcia dall'usura dei secoli, il Vescovo Francesco Scaccano (1370/1400), e procurò che la forma della nuova fosse simile all'antica, onde il detto popolare Nolano: "A CAMPANA 'E NOLA E' ROTTA E SSONA". Rimane il fatto dei tre fori che si vuole fossero stati fatti nella Campana primitiva dallo stesso San Paolino, per moderarne il troppo rimbombante suono; fori, che ad imitazione dell'antica, furono dall'artefice riprodotti nella Nuova Campana. A questo bisogna aggiungere l'opinione dello storico della Chiesa, Boerio, essere stata costumanza dei Monaci, specie Benedettini, il frangere a bella posta le loro campane o forarle, affinchè, rendendo più cupo e terribile il suono, fosse richiamato alla mente quello della tromba del giudizio finale.

La traduzione dell'iscrizione sulla Campana dice: "Nell'anno del Signore 1400, nel giorno 4 maggio, Undecima Indizione, e decimoquarto del Pontificato del Signor Nostro Bonifacio per Provvidenza divina Papa IX, in Nola questa Campana fu fatta dal maestro Angelo di Caserta, col santo e spontaneo intendimento di rendere onore a Dio e di ricordare la Liberazione della Patria". Il Prof. Palliola in un suo scritto apparso sulla rivista nolana OPINIONE dell'ottobre 1959 osservava: "...Circa la data con la quale ha inizio l'iscrizione che il Remondini copiò 1400, non coincide né con l'Indizione XI, e neppure con l'anno XIV del Pontificato di Bonifacio, alle quali corrisponde l'anno 1403. Infatti secondo la tradizione riferita dal Remondini, quando il Vescovo Scaccano trasferì, in epoca imprecisata, la sede Vescovile da Cimitile a Nola, fece riportare a Nola anche la vecchia campana ritenuta opera di San Paolino...".

Rileviamo, prima d'altro, che per effetto della rettifica apportata alla data (1403 invece di 1400), consegue che la Campana in questione non fu fatta fondere da Mons. Scaccano, essendo questi morto nel 1400, bensì dal Vescovo successore Flaminio Minutolo. Inoltre se la Campana nel peso e nella forma, doveva essere perfettamente identica a quella di Cimitile, ritenuta fattura di San Paolino, non poteva quest'ultima, anche ammettendo che fosse stata fusa da San Paolino, avere sulla faccia esterna alcuna scritta, poiché è fuori discussione che l'uso di incidere iscrizioni sulle campane, è cominciata alcuni secoli dopo San Paolino. La seconda campana fu costruita da Mons. Minutolo nel 1413; la terza da Mons. Francesco Bruno, come la quarta nel 1539; la quinta, che è la più piccola, porta inciso il nome dell'artefice: COSMANUS DE LAURINO M. FECIT. I pregi e gli uffici delle campane si riuniscono in questo dittico: "Laudo Deum Verum, Plebem Voco, Congrego Clerum, Defunctus Ploro, Pestem Fugo, Festa Decoro": ossia, lodare Iddio, chiamare il popolo, congregare il clero, piangere i defunti, allontanare le procelle, onorare le feste.