BOSCOFANGONE

 

La leggenda ci tramanda che questa località, (del Comune di Nola), abbia preso tal nome, dal fatto che nella zona, si formavano acquitrini, dovuti ad acqua sorgiva (Mofete) ed alle acque del fiume Clanio, che in quel punto tracimavano spandendosi nella campagna, in tempo di magra poi si formavano delle secche onde il nome Fangone.

Il prof. D’Avino, nel I Tomo di "Campania Nobilissima" (1983) (da una delle tre iscrizioni del Momsem ritrovata ad Acerra) scriveva: "Il Successivo" (la II iscrizione) riporta il nome di Caio Fuficio Fangone, figlio di Caio. Altri cittadini a nome Fangone non compaiono. Altri Fufici vissero a Pompei e nel suo Suburbio, ma ebbero cognomi diversi: fra questi un Fuficio Primigenio, vasaio. Dal "Fangone", di cui trattasi, ebbe origine il toponimo Boscofangone, località ancora oggi così denominata, tra il territorio di Nola e quello di Acerra: niente "fango", piuttosto "Fag", radice verbale che significa "mangiare".

Lo storico Ettore Pais, nel II volume della sua opera (pag. 269): "Italia Antica. Ricerche di Storia e Geografia", così scrive: ... in condizioni analoghe si trovava l’altra parte della Pianura Campana, a nord del Vesuvio, dove era celebre il pantano formato dal fiume Clanio, in località oggi bonificata, alla quale però è rimasto il nome di Boscofangone".

Boscofangone fu acquistato dalla Città di Nola, fin dal 1529, dal Regio Fisco, con l’approvazione della Camera della Sommaria del Regno. Il latifondo di Bosco Fangone di 605 moggia e di Bosco Gaudio di 113 moggia, furono acquistati al prezzo di 11450 ducati d’oro. Vennero poi ceduti in enfiteusi, a nobili nolani (Principi, Duchi, Marchesi, Baroni ecc.) e dei Casali di Nola, con godimento degli usi civici. Rimasero di proprietà Comunali, malgrado le leggi Bonapartiste del 1806/1808, sfuggendo alle ripartizioni tra contadini non possidenti, come volevano le Leggi. Nemmeno la legge promulgata nel 1891 dal Ministero Di Rudinì, che ordinava la quotazione dei terreni tra cittadini nullatenenti, poté togliere i terreni al Comune di Nola; ma dopo molte controversie ed anche per l'intervento dell’On. T. Vitale, nel 1895 i terreni di divisi tra i Bosco Gaudio e BoscoFangone, furono i Comuni di: Nola, Saviano, Marigliano e San Paolo Belsito.