(GASTALDO DI NOLA)
Nel 1873, mentre si effettuavano lavori di scavo nelle fondamenta della Chiesa Collegiale di S.Maria C.V. (CE), fu trovata tra le murature, adoperata come materiale di costruzione, una grossa tavola di marmo dello spessore di 15 cm. e della lunghezza di circa 1 metro. Su detta pietra era incisa una lunga iscrizione in 25 versi, redatta in stile barbaro e senza legge grammaticale, tanto da rendere difficile e stentata l'interpretazione ed in certi punti addirittura impossibile. Essa era l'interessante epigrafe sepolcrale di Ausenzio, Gastaldo di Nola. Nella guerra tra il Ducato Napoletano e quello Longobardo, Pietro, tutore del figlio minorenne Sicone del defunto Siconolfo (Principe di Salerno), era stretto alleato di Radelchi Principe di Benevento, e si trovava insieme a quest'ultimo, in Puglia, per cacciare da Bari i Musulmani.
Il Duca Sergio di Napoli, profittando di tale assenza, tentò una rivincita contro Salerno e nella Pasqua dell851 (21 marzo), inviò un migliaio di Napoletani a devastare Nola. Contro tale provocazione, il Gastaldo di Nola, Ausenzio, uscì dalla Città, sconfiggendo i nemici, ben presto in rotta. Inseguiti fino alle porte di Napoli, Duca Sergio, in un contrattacco con truppe fresche e protetto da un vallo, attese Ausenzio, e superiore di numero, lo sopraffece e lo uccise. Così terminava lepigrafe della tavola di marmo: "In questa tomba riposa il Gastaldo che visse trentasette anni e sette mesi. Fu seppellito il giorno dodicesimo prima della Calende di Aprile (21 marzo), nella quattordicesima indizione, e cioè nell'anno 851, nella Domenica di Resurrezione...".
Ma non tutti gli studiosi sono daccordo circa la data della morte di Assenzio sebbene la maggioranza lo vuole caduto il 21 marzo dell851 per mano del Duca Sergio I - Nicola Cilento nella Storia di Napoli, lo vuole caduto nell839 mentre (recentemente, negli anni 1990) Leonardo Avella pone la data del 21 marzo dell801 nella sua "IPOTESI II"; la data del 21 marzo dell'851 non può capitare nella "Domenica di Resurrezione", poichè la Domenica di Resurrezione datata 21 marzo cade solo nei seguenti anni: 801, 807, 812, 818, 829, 835, 840, 846, 857,... daltra parte nellepigrafe si legge che fu sepolto nella 14sima INDIZIONE (Indizioni = periodi quindicennali, usati per la revisione fiscale prima dagli Egizi e poi dei Romani). Quindi 14 INDIZIONI, equivalgono a 210 anni: considerando le suddette date e sottraendo a ciascuna il periodo di 210 anni, si può dedurre (partendo dalla data, e prendendola per buona, linsediamento di ARECHI I - Duca di Benevento dal 591 al 640), sommando anche le "14 Indizioni" (cioè 210 anni), si ottiene la data degli 801, cioè 591 + 210.