Lo storico Camillo Pellegrini scriveva nei suoi "Discorsi" su Nola: "... i suoi maggiori edifizi ed i suoi innumerevoli Templi, e singolarmente il suo Anfiteatro Marmoreo, non possono essere state opere, che dei tempi dell'antica sua emulazione con i Romani".
Anfiteatro Laterizio: E' situato ad occidente un pò fuori della Città moderna; senz'altro più antico del Marmoreo, in un zona denominata "Muraria" (attualmente Muraglia), sulla strada che mena verso Napoli. Costruito in mattoni (onde il nome laterizio), era più piccolo dell'altro; fu venerato anche dai Cristiani, poiché S. Felice, Primo Vescovo di Nola, ivi fu esposto ai leoni. Distava dal Marmoreo, circa 360 passi (1 passo = 8 Piedi), ed il diametro era di circa cinquanta passi. Ambrogio Leone nel De Nola, così lo descrive: "Adunque dei due Anfiteatri suddetti, quello Laterizio conserva ancora il circuito ed il muro esterno, anche sopra le volte e gli archi più bassi: le parti superiori invece sono crollate, e sembra che esso abbia avuto due fila di archi; poiché il muro esterno non è solido e forte, tanto da essere buono a sostenere anche una terza e più alta fila di archi. Onde l'Anfiteatro Laterizio, sebbene abbia la stessa superficie e lo stesso circuito di quello Marmoreo, tuttavia era più basso di una fila di archi.
Anfiteatro Marmoreo: L'Anfiteatro Marmoreo, situato ad Oriente della Città (attuale località Castelrotto), era più vicino al centro di Nola, del Laterizio, e serviva da circo e da teatro. Di forma ovale, a tre ordini, saliva con una maestosa base, formata da grossi blocchi di marmo, e terminava, negli ordini superiori, con colonnine e parapetti intagliati in pregevole marmo ligure (resti di bassorilievi si possono ammirare alla base del Palazzo Albertini, oggi Covone), per la sua ampiezza poteva gareggiare con quello di Marcello in Roma, contenendo anche 30 mila persone. Aveva quarantacinque fila di gradini, salendo dal basso in alto, sorretti da archi e pilastri che giravano tutto intorno. I giochi incominciavano abitualmente, verso le quattro del pomeriggio, ma fin da mezzogiorno l'Anfiteatro rigurgitava di gente, preoccupata solo di trovare posto. Un grande velario su tre lunghe aste, proteggeva dal sole i posti riservati ai Senatori, cavalieri e patrizi. Alle estremità delle aste sventolava il vessillo della Città, con l'emblema di due buoi uniti dal giogo, su di un campo verdeggiante. Nell'attesa si improvvisavano corse di fanciulli, balli di fanciulle, danze di saltimbanchi, con cantori accompagnati dal flauto, dal tamburo e da piccoli organi portatili a tre canne; mentre voci di venditori di leccornie, si incrociavano con le grida gioiose degli astanti. Quando verso le quattro arrivava la Nobiltà ed i Senatori, incominciava lo spettacolo, con il lancio di un piccolo panno bianco nell'arena da parte del proconsole o del personaggio più importante che assisteva ai giochi. Si iniziava con corse a piedi, indi seguivano gare di pugilato, senza regole, che diventava ben presto una lotta e che divertiva molto il popolo; non mancava mai il gioco della "Porchetta", che era una tradizione esclusiva dei Nolani.

resti dell'Anfiteatro Marmoreo