(Famiglia)
Il ceppo di questa Casata é di origine Sassone, venuta in Italia prima del 1000, nella funzione di Vicari Imperiali, dopo molte peripezie, uno di essi, Ubertino, figlio cadetto di Troiano, Conte di Prato e Conte Palatino, pervenne nel Regno di Napoli, stabilendosi a Nola.
Il ramo di Nola degli Albertini, era di origine Trevigiana, poiché il Capitano Uberto di Maiorca degli Albertini (il Remondini scrive che il nome originale era Alberti), spogliato dei propri Feudi nel Trevigiano e nella Gallia Cisalpina, dal tiranno Ezzelino, seguì le truppe di Carlo I d'Angiò, come Capitano di 300 Lancieri (nel 1260). In seguito, per i suoi servigi prestati, ottenne dei Feudi a Nola, Città nella quale si stabilì definitivamente nel 1266: una epigrafe nella Chiesa di San Biagio in Nola ricorda l'avvenimento.
Questa Casata ha goduto nobiltà in Nola, Napoli, Taranto e Palermo; a Nola possedeva in Feudo, la "Portolania e la Grassa", cioè la gabella sul passaggio delle merci e l'uscita dalla Città delle stesse.
L'arma: "Di azzurro all'aquila spiegata di argento coronata d'oro, traversata da una fascia di rosso caricata da 3 gigli di oro".
Questa famiglia risiedette stabilmente in Nola fino alla metà del 1500, quando Gentile, dal quale discende in linea diretta il Ramo di San Severino di Camerata e di Cimitile, per l'incarico di Supremo Giudice di Vicaria, dovette trasferirsi a Napoli, e solo saltuariamente, ritornò a Nola.
Gentile, nato nel 1496, morì nel 1539; fu insigne studioso di diritto e Giudice della Magna Curia della Vicaria. La sua tomba, al lato del sepolcro di Fabrizio, si trova nella Chiesa di San Biagio in Nola.
Si ricordano inoltre:
Agata - prese da giovane gli ordini religiosi; infatti già a dieci anni era entrata come novizia nel Monastero della Sapienza in Napoli che, al tempo, accoglieva tutte le fanciulle della nobiltà (napoletane). La sua esistenza fu ispirata ad un puro ascetismo; fu in tal modo, in breve tempo, eletta Maestra delle novizie, ed in seguito, per più volte, Abbadessa. Per le sue opere pie, morì in odore di Santità.
Alberto - fu Vescovo di Avellino e di Frigento, Amministratore della Diocesi di Capua, nel 1537, dopo la morte dell'Arcivescovo Giovanni della Porta.
Andrea - entrò a far parte ancora giovane, dell'Ordine dei Francescani (o Chierici Regulari Minori), dei quali doveva poi divenire Generale. Passò molti anni a Roma, vivendo nella "Casa di S. Agnese", della quale fu Preposito; era ancora investito di questa carica, quando morì nell'agosto del 1614.
Antonio - Amministrò nel 1500, molte Terre in Lucania ed a Piacenza, donando un suolo a Nola, per la costruzione del Convento dei Cappuccini.
Ascanio - Figlio di Girolamo, nato a Nola nel 1526, meritò dall'Ughelli l'encomio di Vir Laude Dignissimus et Legali Scienzia Clarus. Fu chiamato da Papa Paolo III ad occupare la Cattedra Episcopale di Avellino e di Frigento, il 10 Maggio 1549, succedendo quale Vescovo al padre Girolamo, che aveva rifiutato la Mitria qualche anno prima, non ritenendosi degno di questo onore. Fondò nel 1567 il (Primo) Seminario di Nola, restaurando anche la Cattedrale. Morì nel 1580.
Fabrizio - Nacque a Nola nel 1536 ed ivi morì a solo 28 anni, nel 1564. Fu un valente guerriero ed il fratello, Girolamo, fece costruire in suo onore un sepolcro, con la statua di un guerriero adagiato nel riposo. La tomba si trova nella Chiesa di S. Biagio a Nola. La fattura del sepolcro é attribuibile alla Scuola D'Auria.
Felice - Cavaliere di Malta nel 1540. Fu maestro di Campo in Fiandra.
Francesco - Giureconsulto visse nel XVI secolo, morì a Napoli nel 1557, e fu sepolto nella Chiesa di S. Severino e Sossio, dove la moglie Caterina Tomacelli, appose una lapide sepolcrale, nella Cappella Gentilizia, ornata da una Tavola dei Magi, di Marcopino da Siena.
Francesco II - Fu Preside della Provincia di Trani nel 1620.
Francesco III - Molto addottorato nelle Sacre Discipline, fu Arcidiacono e Preposito delle Basiliche di Cimitile nel XVIII secolo.
- Giacomo - Nato nel 1448, morì nel 1508. Avo di Fabrizio Albertini, visse a Nola e fu insigne studioso di diritto e Giudice a Napoli della Magna Curia della Vicaria. La sua tomba, a lato del sepolcro di Fabrizio si trova nella Chiesa di S. Biagio in Nola.
- Giovan Battista - Fratello di Laura Albertini, nato verso il 1500, morì nel 1567. Ebbe per moglie Vittoria d'Azia, sorella di Silvio, di questa si invaghì il poeta nolano Tansillo.
- Giovan Battista II - Nacque nel 1716, Principe di San Severino e Cimitile, fu Ambasciatore in Inghilterra e Portogallo. Morì a Napoli nel 1788. Un Monumento sepolcrale lo ricorda nella Chiesa di San Severino e Sossio.
GEROLAMO ALBERTINO (o Geronimo)
Noto come Alberto da Nola, nacque a Nola nel 1492 da Francesco e Caterina Tomacelli, era discendente della nobile Famiglia degli Albertini, che possedeva Feudi nell'Agro di Nola fin dal 1266.
Chiamato a Napoli da Carlo V (1519-1566), fu eletto Reggente del Supremo Consiglio di Aragona. Capitano Generale nella Guerra contro i Senesi, occupò i più alti gradi dell'Esercito Napoletano, trascurando gli studi giuridici, nei quali era particolarmente versato.
Fu nominato Regio Uditore nella Provincia di Otranto nel 1524, e Commissario dei Poveri a Napoli durante la peste del 1526.
Fu avvocato dei poveri, della Gran Corte della Vicaria, negli anni 1533/34; ed ancora Maestro e Ragioniere di Zecca nel 1539.
Il Reverendo Don Girolamo, Presidente della Regia Camera della Sommaria nel 1540, e Reggente nel 1542, negli anni 1545/47, ebbe l'incarico di dirigere la Zecca di Napoli.
Negli stessi anni coniò, per la zecca di Aquila, monete in argento, e cioè: il Tarì (o due carlini), il Carlino e la Cinquina; questa zecca usava come contrassegno la lettera "K", mentre quello della Zecca Napoletana era la "A" (che non era l'iniziale di Alberto da Nola, come qualcuno ha erroneamente interpretato...).
Carlo V fece riaprire la Zecca di Aquila (chiusa da molto tempo), mandandovi prima l'Albertini, poi Ludovico Ram (che aveva retto la Zecca di Napoli nel 1528 e quella di Aquila nel 1547).
L'Albertini ricoprì la carica di Zecchiere fino al 1552, quando la Camera Esecutoriale di Napoli, concesse a G.B. Ravaschieri, la nomina di Maestro di Zecca di Napoli e l'Aquila.
Il Ravaschieri usò come contrassegno il monogramma "IBR". Infatti Ludovico (o Luigi), RAM, Conte di S. Agata, era stato esautorato, quale Maestro di Zecca, essendo stato accusato di essere: "... falsario delle monete di oro e d'argento e, come frodatore, di coniatori e mercanti di metalli preziosi".
Vedovo di Anna Pappacoda (e poi di Vincenza Brancaccio), l'Albertini per la sua carità e per le sue doti fu eletto da Papa Paolo III, Vescovo di Avellino e di Frigento (il 19/1/1545), ma dopo tre anni rinunciò alla Mitria, ritornando alla vita politica.

Fu il nome più prestigioso di questa nobile Casata, di lui scrisse il Tansillo: "Al mio Signor Gerolamo Albertini, di cui dirsene ben tanto più ascolto, per queste Terre quanto più cammino". Morì il 12 dicembre 1567.
Girolamo II - Di questo illustre Giureconsulto ed uomo di stato, si legge nella Chiesa dei PP. Riformati di S. Francesco in Napoli (Chiesa della Salute), una lapide sepolcrale erettagli nel 1620, dai figli: PietroAntonio - Fabrizio - Francesco e Claudio: Hieronimo Albertino.
Patritio Nolano - Eximiae juris prudentiae ac in Jubernanda Republica nemini Secundo qui Sub Carol V ac Philippo II per omnis dignitatis Grandum Petransiens da Supremum Tandem Consilieretus a Latere Ordinem Electus ad Aeternum Convolavit.
Laura - Moglie del Cav. Capuano Silvio d'Azzia, morta nel 1550, fu sepolta nella Cappella Gentilizia del suo consorte nella Chiesa di S. Domenico in Capua, dove una lapide sepolcrale la ricorda.
Teodoro - Illustre Teatino (II con questo nome anche il primo Teodoro aveva vestito lo stesso Abito) nei SS. Apostoli in Napoli, il 25/8/1587. Teodoro Il scrisse un'opera edita in Napoli nel 1652: "La Scala della Verità" -Un terzo Frate Teatino fu Felice Albertino che vesti l'abito di S. Paolo il 10 novembre 1692.
Vincenzo - Illustre Cavaliere di Malta, nato a Nola. Vestì l'Abito dell'Ordine dei Cavalieri di Malta, il 15/7/1580 - più tardi - il 22 gennaio 1643 - fu ammesso nello stesso Ordine, suo nipote Camillo.
Girolamo (III) - Acquistò nel 1642 - il Casale di Cimitile - da Ladislao Sigismondo - Re di Polonia - ottenendo pochi anni dopo il titolo di Principe. Il prezzo pagato, per l'acquisto, fu di 6400 ducati - ciò calcolato in base all'enumerazione dei "Fuochi" - ma venne definito soltanto nel 1648.