Questa Villa, detta anche Casanova, sorge alla periferia della cittadina di San Paolo Belsito. All'inizio della Seconda Guerra Mondiale, per disposizione del Ministero dell'Interno, allo scopo di sottrarli al pericolo, furono trasportati nella Villa, tutti i volumi e gli incartamenti dell'Archivio di Stato di Napoli: vennero depositati ivi oltre 30.000 volumi e circa 50.000 pergamene; 378 Registri pergamenacei della Cancelleria Angioina, i Registri della Cancelleria Aragonese; pergamene di Federico II, ed altri preziosi documenti, tra i quali la Raccolta degli Stemmi delle Città del Mezzogiorno d'Italia, fatta tra il 1818 ed il 1861 dai Borboni. Il Conte Filangieri era, nel settembre del 1943, il Sovrintendente agli Archivi di Stato e così scriveva: " quando l'esercito alleato era già vicino, nel pomeriggio del 28 settembre 1943 , le campagne del Nolano erano infestate da squadre tedesche composte da tre soldati ciascuna, bene armati con pistole e mitragliatrici, ed alcune di esse rapinavano anche case private Il 29 settembre si presentavano a Villa Montesanto un ufficiale ed un militare, questi, dopo aver chiesto una valigia al Direttore del Deposito, Comm. Antonio Capograssi, vollero visitare le sale dove erano i documenti".

Villa Montesano - San Paolo Belsito
Il Filangieri continua: " trovandomi nella mia Villa di Livardi, poco lungi da quel luogo, venni subito informato dell'accaduto dall'economo, tenente colonnello Giuseppe Basile, residente a Montesano erano le 9,45, quando alcuni militari tedeschi iniziarono l'opera di distruzione ponevano ai quattro angoli ed al centro di ciascuna sala, carta, paglia, e polvere pirica, appiccandovi il fuoco, in modo che dopo alcuni minuti la Villa divenne un rogo".

Particolare della Villa
Vennero distrutti, solo per quanto riguarda i Volumi della R. Camera della Sommaria, 7232 volumi, di cui 623 volumi di Catasti antichi. Ed ancora il Filangieri, testimone di quel vandalico gesto prosegue: " dalle indagini fatte mi risulta che il Comando tedesco che stava a Nola, qualche giorno dopo si era trasferito. Nulla si è appreso a riguardo dei responsabili di quel misfatto. Da alcuni ho appreso che qualche cartello affisso a Nola, recava la firma di Kellerman, altri di un Capitano Sommerfield".
Queste notizie furono attinte da "Archivi di stato/Commissione Alleata e Commissione per i Monumenti, Belle Arti ed Archivi. Rapporto finale sugli Archivi dell'istituto Poligrafico di Roma nel 1946".

Veduta d'insieme dal viale d'ingresso
La distruzione compiuta dai tedeschi in quei giorni, ricorda un altro memorabile saccheggio subito dalla Villa, ad opera della soldataglia del Cardinale Ruffo, il quale per punire l'illustre Compositore Aversano, Domenico Cimarosa, reo di aver musicato un inno Repubblicano, dopo avergli distrutto la casa, inviò i suoi sbirri a Nola, con il compito di raggiungere Villa Montesano, e qui distruggere il clavicembalo che era servito al Cimarosa per comporre l'inno, poiché il Maestro aveva soggiornato per lungo tempo in quella Villa. Lo stesso prezioso strumento che aveva visto le fatiche della Composizione, avvenuta sempre in quella Villa del "matrimonio segreto", il celebre Melodramma Gioioso del Teatro Lirico Italiano, bissato nella stessa serata, per volontà di Leopoldo II, dalla prima all'ultima nota, al Teatro Imperiale di Vienna, ove venne la prima volta rappresentato. In questa Villa morì nel 1906, il Sindaco di Nola e Deputato al Parlamento: Tommaso Vitale.

L'ingresso del giardino
Benedetto Croce negli ultimi suoi scritti relativi ai "Tesori Napoletani", affermò che se gli avessero aperto il cuore, avrebbero trovato due lame che lo tormentavano: la distruzione del Monastero di Santa Chiara a Napoli e l'incendio dell'Archivio di Stato nella Villa Montesano a San Paolo Belsito.