TORRE MEDIOEVALE

E VILLA COMUNALE  DI NOLA

 


Un giornale di Napoli: "Il Pungolo", in una nota del 1 giugno 1884 elevava una viva protesta, opponendosi decisamente all'abbattimento della Torre Medioevale di Nola, che doveva far posto alla nuova Villa Comunale. Vi furono polemiche lunghe, nonché…..sotterfugi, onde poter mettere in atto l'abbattimento; non ultimo il presentare questa "Rocca", focolaio di infezioni e di morbi, anche approfittando della epidemia colerica che investì Nola nell'estate del 1884, mentre a completare l'opera di distruzione, ignoti vandali durante le ore notturne, spogliavano la Torre di tutti i fregi e capitelli antichi che l'adornavano, lasciando, in effetti, un cumulo di rovine.

L'autorizzazione "ufficiale" per la distruzione dell'Arce, fu data dal Ministero il 30/4/1886, ma il lavoro di demolizione fu sospeso più volte, per ordini superiori, tanto che nel novembre non era stato ancora ultimato. In una seduta del Consiglio Comunale di Nola, del 22/11/86, fu dato parere favorevole per l'acquisto di un'area, di proprietà del sig. Luigi Pesce (erano in effetti pochi metri quadri), contigua alla Torre, ma a livello inferiore, dimodochè potesse servire per riempimento del materiale di risulta e, nello stesso tempo, per la creazione di una strada che allacciasse Via Ottaviano Augusto a via Circumvallazione (attualmente via G. Imbroda), passando dietro la costruenda Villa Comunale.

Lo stesso Vitale, allora Sindaco di Nola, si trovò di fronte ad un bivio, dovendo optare tra il distruggere un monumento Medievale e la necessità di creare nella città, un polmone verde e di luce, con l'erezione di una Villa. La fontana della Villa Comunale inaugurata nel maggio del 1894 fu opera dell'artista del Ferro (Nolano) Salvatore Sorrentino (1858/1935); mentre il Tempietto con la statua di San Felice, con sei colonnine ioniche, fu costruito nel 1887; si nota la mano sinistra del Santo protesa in direzione del Vesuvio, quasi a voler proteggere i Nolani dalla furia eruttiva del vulcano.