Tanto era il culto e l'adorazione per Venere, che i Nolani la sublimarono col titolo di Augusta. Il Gori nel suo Museo (I Tomo) scriveva: "Prae Omnibus Etruriae Populis - Nolani Venerem Religiosissima Coluerunt Quumque Essent Etruscorum Coloni Augusta Vocarunt Ampliare Cognomine Quod Locu Quaequae Religiosa, Et In Quibus Augurato Quid Consecratur, Thusco Ut Rear - Vocabulo Augustat Dicerentur".
Si ha, perciņ, giusto motivo di credere che vi fosse in Nola, un Tempio dedicato alla Dea, dove si celebravano dei riti in onore di Venus, aspramente e giustamente giudicata molto licenziosa da San Paolino nei suoi versi.