TEMPIO DI MERCURIO


Nelle vicinanze del Tempio di Augusto, fuori della Città di Nola, verso la fine del XV secolo, furono estratti alcuni massi di marmo quadrato, rovine di un maestoso Tempio, che si presume, fosse dedicato a Mercurio. Il Remondini accennando ad un Tempio di Mercurio scriveva: "…uopo è divisarsi parimenti essere stato molto ampio, sontuoso e bene adorno; giacché una parte dei suoi marmi trasportata a Napoli, servì al signor Don Carlo Carafa, per ornare il primo piano del suo Palazzo, presso Seggio di Nido, siccome all'ottavo capo si racconta Ambrogio Leone". Si è trovato altresì un marmo che fa menzione di un certo L. Sattio Filerote, Maestro così detto Mercuriale. Il Tempio era molto grande e, come scrisse il Remondini, gran parte dei suoi marmi, nel Medioevo, furono trasportati altrove, per ornare e costruire Palazzi Patrizi (nella stessa Nola, Saviano, ed in special modo, a Napoli). D'altra parte la lapide che cita Lucio Sattio Filerote, Maestro dei Mercuriali, si trovava sulla destra della Antica Cattedrale di Nola, e ciò conferma ampiamente l'esistenza a Nola di un Tempio di Mercurio