TEMPIO DI FLORA


Flora, la Dea della Primavera, era una delle più antiche divinità della mitologia Italica. Secondo la tradizione, sarebbe stato Numa Pompilio, il secondo Re di Roma, ad introdurne il culto in questa Città. Cesare d'Eugenio Caracciolo scriveva che, quando S. Guglielmo, fondatore dei PP. Benedettini della Congregazione di M.Vergine, edificò nell'anno 1166 l'Abbazia, sulle rovine del Tempio di Cibele; trovò tra le fondamenta molti idoli: le statue di Castore e Polluce, ecc.; tra questi anche la statua della Dea Flora, offerta dai Nolani. Ancora oggi nel Chiostro di quell'Ospizio si trova una statua della Dea Flora, divinità che Nola onorava con feste, agli inizi della primavera, ed alla quale era dedicato il Tempio, detto di Flora Nolana. Le feste si celebravano per sei giorni e terminavano alle Calende di Maggio; questi giochi vennero sovente interrotti, ma il Senato comandò che fossero fatti sempre, regolarmente, alla fine di aprile.

Il Remondini scriveva: "…per cui istituiti furono i giochi Florali"; Floralia, ce ne assicura fra molti Ildebrando, nel Compendio delle Antichità Romane: "Non a Flora Florum Dea, Sed Flora Meretrice Notissima Dicta Sunt", fra questa donna, se vogliamo dar credenza ad Aulo Gellio, autor molto antico, discendente dai Romani Fabi e Metelli, e qui nota… sul finir del V secolo dalla Fondazione di Roma, e nel XV anno dell'età sua ci restò priva dei genitori…; "La Dea Flora dei Nolani, non è quella cantata dai poeti quale moglie di Zefiro, ma una donna licenziosa e ricca, Romana, essa apparteneva alla Famiglia dei Fabi e Metelli, nata sei secoli prima che sorgesse il Tempio. Questa cortigiana, chiamata Laurenzia, aveva guadagnato nella sua vita, molto denaro e oro, ed avendo istituito il Popolo Romano suo erede, fu posta per ricompensa nel numero delle Divinità. Di rara bellezza, ammaliò il Console Mamilio, che combatteva a Cartagine, e dopo essere stata con lui in Africa, Spagna e Gallia, ritornò a Roma, dove morì, e dette il suo nome al campo di Flora o dei Fiori. Sia Nola che Roma eressero ciascuna un Tempio, e l'onorarono come Dea, con Giochi incruenti che si svolgevano nell'Anfiteatro. Per questi Ludi, venivano impiegati animali domestici: capre, cavalli, conigli, cani, gatti, ecc., al posto delle belve, e saltimbanchi, mimi, ecc., al posto dei gladiatori. Furono chiamati Giochi Floreali, in onore della Dea, e duravano tre giorni e tre notti, con suoni di trombe, tamburi, ecc., e larga partecipazione di popolo".

Il Tempio di Flora a Nola, sorgeva nei pressi dell'Anfiteatro Marmoreo.