TANSILLO LUIGI


Nacque nel 1510 a Venosa, da padre Nolano e madre Venosina: "Mio padre a Nola, io a Venosa nacqui: l'una origine mi diede e l'altra cuna…", come ricorda il poeta nei suoi versi.

A soli 17 anni si manifestò la sua vocazione letteraria, con una Egloga drammatica composta nel 1527: "I due Pellegrini", rappresentata a Messina nel 1539, in onore di Don Garcia, figlio del Viceré di Napoli (Don Pedro de Toledo).

Il Tansillo era biondo, di aspetto gentile, e dai modi raffinati, tanto da essere un beniamino e benvoluto da tutti i patrizi del tempo (Albertini, Carafa, Bisignano, Gonzaga, Toledo, ecc.), e si dice che fosse disperatamente amato dalla moglie del Marchese del Vasto, Maria d'Aragona.

Nel 1550, il Tansillo, che da qualche anno era stato nominato anche "Guardiano della Dogana", sposò con l'auspicio del Viceré, Luisa Puzzo, gentildonna di Teano, dalla quale ebbe cinque figli: Antonio, Mario, Vincenza, Laura e Maria Caterina.

Conosciuto ed ammirato dai grandi letterati del tempo (quali G. Bruno, l'Ariosto, il Tasso, ecc.), dal Tasso fu giudicato, come lirico, alla pari se non superiore allo stesso Petrarca; anche Annibal Caro lo stimava: "un rarissimo ingegno".


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Passò, per questi suoi meriti, al servizio del Viceré di Napoli: Don Pedro de Toledo, e con il figlio Don Garcia, suo fraterno amico. Infatti, già dal 1536, era stato ammesso tra i Continui del Viceré don Pedro, e questa esperienza di Corte, valse molto al poeta, che dovette però sobbarcarsi a gravosi uffici, ed a partecipare ad imprese avventurose e guerresche, combattendo contro i pirati che infestavano, al tempo, le coste Campane, e contro i Turchi infedeli. Alla fine nominato Capitano di Giustizia a Gaeta.

Il poeta Tansillo, può essere considerato "Il Corifeo", cioè l'iniziatore di un Neo/Rinascimento Napoletano, sotto la dominazione Spagnola. Tra le sue opere: "Il Vendemmiatore", un poemetto considerato da alcuni la sua opera più importante; fu composta certamente a Nola. Per il suo contenuto un po’ più spinto, se non osceno, (infatti il poeta invitava le donne a non sottrarsi ai piaceri dell'amore e della vita), fu messo all'indice dal Papa Paolo IV perché ritenuto licenzioso; ed il Tansillo, in seguito, si vuole che pubblicasse a Venezia, quasi per riabilitarsi, nel 1538, "Le Lacrime di San Pietro", un'opera a sfondo religioso. Il Vendemmiatore fu pubblicato a Venezia una prima volta nel 1533, ed ebbe tre Edizioni: 1550, 1574, 1649. Altre sue opere: "I Capitoli Giocosi", "Le Stanze per il cosentino B. Martirano", "Il Canzoniere", ed opere didascaliche quali: "Il Podere", "La Balia", e "La Clorida".

Tansillo morì a Teano il 1 dicembre 1568 e fu sepolto nella Chiesa dell'Annunziata: l'epitaffio in latino arcaico, tradotto non proprio letteralmente, così recita: "Qui riposa Tansillo, che tu, o viandante hai conosciuto al quale fu prodiga, la melodia di Calliope, di Sirena e della dolcissima Carite. Qui è sospesa la lira di Apollo, qui i simboli e le trombe di Cesare, che fu caro e fedele alle due divinità. Di qui ove ogni cosa espletò sulla terra, volò al cielo. Ora va (o viandante) e porta sempre negli occhi la gratitudine".