A questo punto la "Compagnia" operò in tal senso, e troviamo per l'appunto un originale del "Catalogo Librorum", stampato a Napoli, relativo all'anno scolastico 1564/65 della Provincia Napoletana. In questo catalogo sono raccolte ed elencate tutte le discipline da studiare compreso i Classici latini, ed il fatto singolare consisteva nel sistema della stampa e dove venivano prodotti Testi. Infatti i "Gesuiti" stampavano per proprio conto e nelle loro tipografie poste in case private, se non addirittura nelle Case Religiose, essendo i torchi in legno facilmente trasportabili. A Napoli furono stampate le prime due fondamentali opere, per l'Ordine, "Regole della Compagnia" e "Ratio Studiorum".
L'amicizia che legava Claudio Acquaviva, Generale dell'Ordine, (era figlio del Duca D'Atri, nacque a Napoli nel 1581, morì nel 1615), promotore fervente dello studio Scolastico/Classico, a Giovan Matteo Longo, Rettore del Collegio Nolano dal 1593 al 1596, estensore con i suoi "Torchi Napoletani", dell'edizione definitiva della Ratio, fa supporre che qualcuna di queste "Edizioni" sia stata stampata nella "Casa di Nola" (essendo d'altra parte volumi di piccolo formato). Infatti, pur recando tutte le Opere, sul frontespizio, la dicitura: In Napoli - Nel Collegio di detta Compagnia, ed in Napoli, in Collegio Eiusdem Societatis - Essendovi un Collegio a Nola, nulla vieta che non sia stata, una di queste Edizioni, impressa nel Collegio Nolano, anche perché, ed è questo il dato più probante, all'epoca delle prime edizioni Napoletane, il Longo era Rettore del Collegio Nolano e risiedeva a Nola, essendo il responsabile delle edizioni della Ratio e delle Regole della Compagnia, ed inoltre i caratteri ed i torchi mobili potevano essere facilmente trasportati, se così fosse, si può ipotizzare che il primo libro stampato a Nola, possa risalire agli anni 1591/93, stampato appunto dai Padri Gesuiti!
Lo storico Pietro Manzi, nel suo estratto, l'Arte della Stampa a Nola recita: "... la Stampa fece il primo ingresso in Napoli, favorita e protetta da Ferdinando I d'Aragona, ed in breve raggiunse un posto preminente al confronto delle Stamperie sorte, ma qualche anno prima, a Subiaco, a Roma, Venezia" e più avanti " Nola non ebbe per tutto il cinquecento e per quasi tutto il Seicento, la fortuna di questo privilegio. Tutte le opere di scrittori Nolani, fioriti allora (omissis)...uscirono dai Torchi Napoletani, Romani, Veneziani e stranieri ".
L'Arte della Stampa a Nola fu introdotta da G. Francesco Paci, napoletano, che stampò nel maggio del 1697, due libri: "Constitutiones et Decreta", del Vescovo Daniele Scoppa ed Historico - Sacra - et theologico - Dogmatica Dissertatio, di Berardo Serrada e Carmelo Villate; alcuni esemplari del I Libro sono nel Museo Campano di Capua, a Napoli, nella Biblioteca Nazionale e nella Biblioteca Universitaria di Roma, nella Biblioteca Vaticana; mentre del II libro esiste un esmplare nella Biblioteca Universitaria di Barcellona, ed un'altra edizione del 1686, nella Biblioteca Nazionale di Roma.
Dopo il ritiro di G. F. Paci, nessun altro tipografo si stabilisce a Nola per tutto il XVIII secolo e nella prima metà del XIX, perché le Leggi vessatorie di Ferdinando II, sulla Stampa, impedirono alle Tipografie la libera espressione delle proprie idee. Fu proprio la Città di Nola, prima in tutto il Sud Italia, a veder risorgere, dopo circa 170 anni, la prima vera Tipografia Nolana, nel 1859, quella di Remigio Casoria, che incoraggiato dal Vescovo di Nola, Giuseppe Formisano, gli fece stampare la prima opera nel 1869:" Formisano G., per Grazia di Dio e per la Santa Sede Apostolica, Vescovo di Nola, al Clero ed ai Fedeli tutti della Città e della Diocesi, Nola Palazzo Vescovile, 4 febbraio 1860". Si tratta in effetti di una Lettera Pastorale di 14 pagine, mentre in precedenza Casoria, aveva prodotto un'altra Opera, nel 1859, dal Titolo: "Succinta notizia dell'apparizione della Beata Vergine e due pastorelli sul Monte Solette, II edizione con aggiunte, Nola Stamperia Remigio Casoria, 1859".
Per circa 15 anni il Casoria fu anche Editore e Libraro; nella sua Tipografia nella Strada del Purgatorio (attuale Via San Felice), egli fu solo a Nola a lavorare sollecitamente, pubblicando libri che ben reggevano il confronto con le maggiori Officine Tipografiche Napoletane; ed inoltre al Casoria bisogna riconoscere il merito di aver formato ed istruito giovani artigiani locali, e di averne incoraggiato altri, per l'impianto a Nola di nuove tipografie; il Casoria, inoltre, chiese al Vescovo Formisano, di ristampare l'opera del Remondini (Nola Ecc. Historia), come risulta da un documento conservato nell'Archivio della Curia Vescovile di Nola.
Intorno al 1875, i fratelli De Risi, entrambi Sacerdoti Nolani, presero l'iniziativa di dar vita ad una nuova Tipografia in via San Paolino (al numero civico 24 a Nola) sotto il nome di Tipografia San Felice, che in seguito continuerà con il nome di Tipografia Basilicata, avendo i De Risi, ceduto, nel 1883, il loro esercizio al Tipografo Domenico Basilicata, che all'epoca stampa degli opuscoli (tra questi una Commemorazione del Cavaliere Giuseppe del Cappellano da Nola).
Nello stesso lasso di tempo, altri due tipografi Nolani, usciti dalla Scuola del Casoria, Rubino e Scala, riuniti in Società, aprono un'Officina Tipografica, all'insegna di San Paolino, mentre la Tipografia Casoria si estingue. Anche Rubino e Scala, dopo qualche decennio, si separano, sebbene nel 1871, li troviamo di nuovo uniti, poiché stampano: "Elogio Funebre del professore Sacerdote Giovanni Conte" (Letterato, nato a Quadrelle nel 1846 ed ivi morto nel 1897).
Basilicata, nel 1899, pubblicava un "Bollettino delle Conferenze di Agraria", seguito da un ciclo di interessanti Conferenze e Studi sulle piante: questi Studi, tenuti in Nola, furono pubblicati tra il 1898/1899; mentre nei primi anni del 1900, stampava in Nola, Raffaele Rubino, Tipografo/Editore, nato a Nola nel 1870 ed ivi deceduto nel 1948.
Altra coraggiosa iniziativa presa in campo tipografico, fu quella di Pasquale Barba, il quale nel 1912, in Società con Rispoli, fonda uno stabilimento Tipografico/Editoriale, che riesce ben presto ad imporsi per la qualità del suo prodotto, stampando, in chiave moderna, un opuscolo di Alberto Cappelletti: "Guerrieri e Mistici nella Nola Medievale", edito a Napoli dalla Libreria Dekten e Rocholl. Ma questa Società non ebbe lunga vita e ben presto si sciolse anche per i duri avvenimenti che incombevano (Guerra di Libia, I Guerra Mondiale, ecc.); nonostante le avversità, il Barba, nel 1915, fu l'editore del Libro di Adolfo Musco: "L'opera romantica di Matilde Serao" ma, nello stesso tempo, chiuse i battenti per le suesposte vicende belliche.
Le Editrici/Tipografiche: Basilicata, Scala, Rubino, lavorarono separatamente per molti decenni, fino agli anni 1940; ma mentre Basilicata alla fine del '50 chiudeva l'attività, Giovanni Scala, ultimo erede di una grande tradizione tipografica, nel 1981 festeggiava i Cento Anni di vita dell'Editrice, sorta il 1 maggio 1881. D'altra parte alla morte di Raffaele Rubino, nel 1948, il figlio Guglielmo continuava la tradizione di Tipografo/Editore, anche quando nel 1950, si trasferì a Napoli, incrementando in questa Città l'attività libraria/editoriale, in special modo, con i figli: Rodolfo, Raffaele e Mario, che ancora negli anni 1990, svolgevano una intensa attività nel loro campo, con la stampa di pregevoli edizioni, nel mentre, a Nola, un fratello di Guglielmo, Alfonso, insieme al figlio Raffaele, rinverdivano nella vecchia Tipografica al Corso Vitale, l'Antica Arte della stampa.
Negli anni tra il 1970/90, la Editrice Giovanni Scala (e figli) con Stabilimento in Nola, alla Via San Paolo Belsito, pubblicava numerose opere di narrativa, di saggistica, di carattere didattico, storico, ecc., molte di pregevole fattura, stampate con il crisma degli ultimi ritrovati tecnici, dell'Arte Tipografica. E ancora tra il 1960/1970 era sorta in Nola una Tipografia/Editrice, Tommaso Paolo e figlio Luigi, ubicata in via Cimitile (che nel 1973 stampò il Compendio della Terra di Nola, dello scrivente), autore anche di qualche opera di Pietro Manzi, ma la Tipografia scomparve dopo il decesso del titolare alla fine degli anni 1970.
Infine, nel marzo del 1984, fu inaugurata a Nola, la società VI.FR. Arte, con sede in Nola alla via Ciccone; la Società diretta dall'avvocato Vittorio Franzese (1929/1988), curava la pubblicazione di libri e periodici di cronaca ed attualità, atti a divulgare l'informazione nel Mezzogiorno d'Italia.