Con la soppressione degli Ordini Religiosi, in base al decreto di Giuseppe Bonaparte del 15/2/1807 (dopo una prima abolizione, nel 1806, di 31 Monasteri di Napoli e provincia), molte suppellettili, arredamenti ed utensili dell'ex Monastero, annesso alla Chiesa di Santa Maria in Casamarciano, furono trasferite alla Scuola di Arte e Mestieri di Nola. La scuola era l'erede spirituale della famosa "Scuola Nolana" che già nel 1500 (come scriveva lo storico Leone), fioriva in Nola, con i grandi Maestri Giovanni Merliano, Girolamo Santacroce ed Alberto da Nola. La Chiesa dell'Immacolata (Cappella Nuova) fu fondata da una Istituzione promossa a Nola dai Gesuiti: "La Congregazione Mariana degli Artisti"; la Congragazione, sorta verso il 1584, aveva la funzione di esercitare un'assistenza artistico-artigianale. In essa erano riuniti tutti i cittadini nolani dediti ad arti e mestieri; la loro sede era la Cappella del Palazzo Orsini. Questa Congrega richiese, nell'anno 1706, al Vescovo di Nola Carafa, la concessione di uno spazio nella Cattedrale, onde erigere una Cappella alla Vergine, e vicino costruirvi una cripta per la sepoltura dei fratelli defunti: il 2 agosto dello stesso anno, il Vescovo concesse lo spazio ai richiedenti, ed il 25 agosto fu preso possesso.

Stemma della Società Operaia
Dopo il decreto di abolizione della Compagnia di Gesù ed il conseguente scioglimento della Congregazione degli Artisti, questi ultimi si riunirono per qualche tempo nella Chiesa di San Biagio. Nel 1700 l'Arciconfraternita degli Artisti era presieduta dal pittore Angelo Mozzillo. Alla Scuola, che in seguito (nel 1878), prese il nome di "Società Operaia Giovanni da Nola", appartennero cesellatori, intagliatori, decoratori, pittori, sia di Nola che del vasto Agro; si ricordano:
A questa Scuola Operaia, presiedeva negli ultimi tempi (anni 1930/1940) il pittore De Ponte, che teneva lezioni di pittura agli allievi, in alcuni locali al piano terra del Municipio di Nola.