
La Cupola del Tempietto della Madonna
Il dipinto della Vergine fu giudicato della scuola di Giotto, opera forse di Tommaso De Stefano, fra la fine del XIII secolo inizi XIV secolo; questo artista, morto nel 1320, venne stimato il Caposcuola della Pittura Napoletana del trecento; mentre il Cavaliere Guerra, faceva risalire l'affresco al VIII-IX secolo, in piena Arte Bizantina.

Trittico ad affresco di autore ignoto del secolo XVII
Verso la fine del 1500 fu eretto un Tempietto di forma rettangolare, che richiamava quello del Bramante in San Pietro in Montorio a Roma, che fu edificato per la munificenza del Marchese Girolamo Barone, Patrizio Nolano, figlio di Marcello e Lucrezia Filimarino, devoto della Regina delle Vittorie, ed a questo fu dedicata anche una iscrizione.

Affresco di autore ignoto del XVII secolo - "Particolare della Crocefissione"
Il Tempietto della Vergine, dichiarato Basilica, venne consacrato il 20 gennaio 1861 da Mons. Ignazio Persico, Vescovo di Grazianopoli, come dagli Atti custoditi nell'archivio della Curia di Nola fino al 1861, quando un incendio distrusse la Cattedrale di Nola.
Leone X, nel 1519, dimostra di accettare l'origine Celeste di questa Divozione, con un breve Pontificio del 22 aprile. Altri Papi, quali Gregorio XIII e Pio IX, arricchiscono il Santuario di indulgenza e Privilegi, mentre Papa Pio X (San), eleva il Santuario a Basilica aggregata a quella Vaticana.
Dopo la soppressione degli Ordini religiosi, la Chiesa, restaurata nel 1706, venne incorporata nel Fondo Culto e successivamente ceduta al Vescovo di Nola. Le persecuzioni religiose ed il Risorgimento videro alternarsi al Santuario di Liveri, Sacerdoti secolari e Regolari con Canonici Lateranensi. Mentre verso la metà del 1900, vediamo la Basilica retta dai Frati Minori, che riportarono il Culto della Madonna a Parete al primitivo splendore, quando il Santuario era meta di pellegrini di ogni regione d'Italia.
Sulla cornice della porta d'ingresso vi è scolpito il nome dell'Architetto del Tempio: MAGISTER IO PAULUS DE AMBROSIO S. SEVERINO HOC OPUS FECIT 1551.

Il Portale Rinascimentale
Le campane della Torre Campanaria (sec. XIX) furono fuse a spese di Ferdinando II di Borbone, mentre tredici altari in marmo adornano il Tempio. Vi sono nel Tempio dipinti di: Angelo Mozzillo, della scuola di Raffaello, Francesco da Tolentino, Andrea da Salerno, Jacopo Pastore de Montefuscolo, Bernardo Lama, Belisario Corenzio, Lise Siciliano, Guarzino, Ippolito Borghese.
Il Tempio, a Croce greca, ha al centro la cupola sorretta da 4 pilastri; notevole il pulpito in noce e la soffitta a cassettoni opera di Fra Gaetano da Jesi. Il Bolletino del Santuario di S. Maria a Parete nel numero marzo/aprile 1989, riportava: "Nelle prime ore del mattino del 29 gennaio '89, un incendio che ha distrutto il Santuario di S. Maria a Parete, dal quale sono risultati pure asportati tutti i dipinti esistenti".
Quasi per miracolo rimase illeso solo il Tempietto della Madonna.