SAN FELICE PRETE E MARTIRE


Di Famiglia Orientale, nacque nell'Agro Nolano, verso il 95 (d.C.), quando suo padre Ermia, soldato della Siria, militò sotto le insegne Romane di Nerva (95/98), sposando una donna di Nola. Ebbe un altro fratello, Ermia, omonimo del padre al quale lasciò tutti i suoi beni terreni, dedicandosi all'Apostolato della nuova Fede. Alla morte del Vescovo Nolano, San Massimo, si adoperò per far eleggere in sua vece, Quinto, poi santificato, Vescovo di Nola.

Subì le persecuzioni di Traiano che, iniziate nel 99 durarono fino al 117, epoca nella quale venne nominato al Governo della Campania, un barbaro Preside che perseguitò ferocemente i seguaci della nuova Religione, persecuzioni che ebbero termine con la morte di Traiano, avvenuta nello stesso anno (117).

L'eco delle sue opere pie e dei suoi miracoli si diffuse in ogni luogo; anche S. Paolino, nel 410 si ritirò presso la Basilica ed il sepolcro del santo, per molti anni, finché non fu nominato Vescovo.

Morì il 14 gennaio del 160 (d.C.), e fu detto in Pincis, perché sepolto in un primo momento per nasconderlo agli occhi dei pagani, in un podere di un cavaliere Romano della Famiglia dei Pincii, mezzo miglio lontano dalla Città. San Felice in Pincis è il Protettore della Cittadina di Cimitile, dove è venerato il 14 gennaio.