ROBERTO DE NOLA

(Cuoco)


Nella fastosa Corte di Ferdinando d'Aragona, si fa mensione di un LIBRO DE COZINA, di tal Ruperto o Roberto da Nola. Nella PRATICA DELLA CITRERIA, di Mathias Mercader, ad un certo punto è scritto:"... anche un Libro di cucina di Ruperto da Nola, cociniere del Rey, Don Fernando de Napoles , è notato dal Farinelli...".

L'opera illustra, al solito, piatti di carne, pesce e selvaggina, per le varie stagioni; le salse, i dolci, la frutta, non trascurando il vitto speciale per gli infermi. Il libro, inedito nella lingua originale spagnola, venne tradotto in Catalano e dato alle stampe nel 1525, in occasione dei Festeggiamenti, indetti a Toledo, per la visita del Re Carlo V. Il Trattato incontrò un'insperata fortuna, trasmettendo molti consigli, suggerimenti e modelli alla Cucina Iberica. Inoltre, il Roberto fu il primo a delineare le attribuzioni e le tecniche usate da un singolare addetto alle mense nobili del tempo: Il TRINCIANTE, che da semplice servitore incaricato soltanto di spartire le vivande nei piatti dei commensali, in omaggio al cerimoniale cortigiano del tempo, trasforma la sua modesta prestazione, in un rituale minuzioso, vera prova di destrezza e abilità!.

L'attività di Roberto si svolge nell'arco di un lungo periodo di tempo; infatti, dopo aver servito da giovane in case nobili di Nola, in particolar modo presso gli Orsini, al tempo signori sia della città che dell'Agro, dopo aver raffinato ed appreso la sua Arte, passò a Napoli al servizio degli Aragonesi.

La prima edizione del LIBRO DE COZINA, ebbe la luce a Toledo, nel 1525; fu, poi, ristampato nel 1538 e 1549. Di quest'opera esiste una copia manoscritta al "British Museum di Londra", fatta con molta probabilità, dall'edizione Toledana del 1525.

Hanno trattato di Roberto: Luigi Firpo nella "Gastronomia del Cinquecento", edito dalla UTET nel 1973; Pietro Manzi nella rivista "Accademie e Biblioteche d'Italia", edita nel 1974 a Roma. Il Manzi, nel suo "Estratto" scrive: "... Roberto fu, senza dubbio, uno dei principali artefici delle sontuose e riuscite FESTE DI CORTE, nel settore dei banchetti, in occasioni di Feste celebrate a Napoli, durante il Regno di Ferrante..."; più avanti prosegue: "... il fatto che Roberto, volgendosi al Re, si dice preoccupato di assicurare continuità al Servizio della cucina reale, e perciò si decide alla compilazione di un manuale-guida, per i suoi garzoni, da usare dopo la sua scomparsa, dimostra che questi avvenimenti dovettero accadere, verosimilmente, tra il 1480 ed il 1490, o comunque prima del 1494, anno della morte di Re Ferrante (d'Aragona)".

Ora, se si considera che Roberto era già stato al servizio di Alfonso I (1442/1458), bisogna logicamente collocare la sua morte verso la fine del 1400 (inizi del 1500).