BONAZZI BENEDETTO.
Pompeo Bonazzi, che da religioso aveva assunto il nome di Benedetto, come attesta l'Archivio della Collegiata di Marigliano (ric. Guido Galdi), nacque in questa Città il 12 ottobre 1840 da Pompeo Bonazzi, Napoletano, e Donna Adelaide Sorrentino di Marigliano, appartenente alla nobile Famiglia omonima. La Famiglia Sorrentino-Melegnano si trasferì da Sorrento a Marigliano nei primi anni del 1800. Il Bonazzi, monaco Benedettino a Cava dei Tirreni, divenne in breve Arcivescovo di Benevento. Famoso per aver scritto un ricercato Vocabolario Greco, in auge fino agli anni 1930/40, nei Licei Classici, cantore di molte opere Letterarie e Religiose. Una grande foto dell'Arcivescovo Bonazzi con paramenti sacri, esisteva nella Collegiata di Marigliano.
CARAFA GIUSEPPE MARIA.
Benchè denominato "napoletano", nacque a Nola il 14 marzo 1717; era figlio del Duca di Montenero. Teatino in San Paolo di Napoli, a solo 16 anni, il 16 marzo 1733, fu nominato dal Papa Benedetto XIV, nel 1749, Professore di Storia Ecclesiastica, nella Sapienza a Roma, dove ebbe l'incarico di scrivere la storia di quell'Archiginnasio. Vescovo di Trivento (CB), nel 1754, fu trasferito a Mileto (Cz), il 19 luglio 1756, e nominato, nel 1778, Segretario della Congregazione dei Vescovi e Regolari. Morì a Napoli il 7 settembre 1786, lasciando (in latino), molte opere a carattere religioso. La Famiglia Carafa, risiedeva a Nola agli inizi del 1700, originaria dalla Famiglia Caracciolo.Possiede due Armi:
di rosso a tre fasce d'argento. (Spreti)
CICCONE MICHELANGELO.
Martire della Restaurazione Sanfedista, modesto Frate, nacque a Saviano (verso la metà del 1700), e lottò nella sua vita per la libertà e la fraternità, vero rappresentante del popolino napoletano, Città nella quale operò. Tra le sue stravaganze, vi fu quella di tradurre il Vangelo, in dialetto napoletano, per poterlo meglio propagandare tra le gente infima, nei quartieri più degradati della Città di Napoli. Infatti, nelle bettole del Veccio mercato della capitale Borbonica, insegnava la sua dottrina, inculcando nel popolo il sentimento di libertà da ogni legame anche politico. Per queste sue teorie fu perseguitato dai Borboni, indi arrestato e condannato a morte. Il Giudice che l'aveva mandato al capestro, esclamò: " questo monaco ha portato più proseliti alla Repubblica Partenopea, che il Monitore della Pimentel/Fonseca ". Fu giustiziato nella Piazza del Mercato (Carmine) a Napoli, il 18 gennaio del 1800.
CIRILLO (Padre) ANGELO.
Nacque a Roccarainola il 20 febbraio 1709, da Antonio ed Anna Miele, nella frazione di Gargani, allora Casale della Università di Nola. Fu Missionario, predicatore e scrittore Sacro. A quindici anni, il 1 luglio 1724, venne ammesso nella Congregazione di S. Pietro a Cesarano; attese, in seguito, allo studio della Retorica, Filosofia e Teologia, sotto la guida di Padre Angelo Bianchi. Ordinato Sacerdote il 30 maggio 1733, fu Lettore di Filosofia e Teologia, agli studenti della Terra di Mugnano del Cardinale (Av). Spiegò la sua attività principale nelle Missioni, viaggiando a piedi per molte miglia, ogni giorno, con un semplice fardello sulle spalle: da Nola, a Maddaloni, Ariano Irpino, Eboli (Sa), ed altre località ancora più lontane. Dotato di voce potente e di grande potere emotivo, meritò, per efficacia oratoria, per solidità di argomentazioni, per profondità e conoscenza delle Sacre Scritture, l'epiteto di "Terremoto della Terra di Lavoro". Padre Cirillo fondò nel 1747, in Mugnano del Cardinale, la Congregazione del Bambin Gesù e, nel 1750, una nuova Congregazione sotto il titolo di SS. Sacramento. Nello stesso anno si recò in Pellegrinaggio a piedi, a Roma, in occasione del Giubileo, ed ebbe l'onore di essere ricevuto in udienza da Papa Benedetto XIV. Fu eletto dal Vescovo di Nola, Caracciolo del Sole, Esaminatore Sinodale della Diocesi di Nola. Studiò e scrisse fino agli ultimi anni della sua vita: predilesse la Sacra Scrittura, la Patristica, la Storia Ecclesiastica, la Teologia. Nel febbraio del 1773, fu colpito da apoplessia ma, pur riprendendosi, perse completamente la vista; malgrado ciò, compì le sue ultime Missioni ad Avellino e Mugnano. Riammalatosi il 18 gennaio del 1774, chiuse la sua vita terrena, il 26 dello stesso mese. Il suo corpo venne sepolto nella Chiesa di San Pietro a Cesarano, in Mugnano del Cardinale.
D'AVANZO BARTOLOMEO (Cardinale).
Nacque ad Avella il 3 luglio 1811, studiò da giovane nel Seminario Vescovile Nolano dove, dopo l'Ordinazione Sacerdotale, tenne la Cattedra di teologia Drammatica. Fu Primicerio della Collegiata di Avella e Canonico, Abate del Capitolo della Cattedrale di Nola. Vescovo di Castellaneta (Puglie), nel 1851, venne, nel 1860, trasferito alla Diocesi di Calvi e Teano. Durante il Concilio Ecumenico Vaticano I, fu incaricato di sostenere l'infallibilità Papale, confutando le opposte tesi del tedesco Strassmayer. Il 3 aprile 1876 venne nominato Cardinale del titolo di Santa Susanna ed, alla morte di Pio IX, prese parte al Conclave che elesse Papa Leone XIII. Si ritirò nella natia Avella, dove morì il 20 ottobre 1884; negli ultimi anni della sua vita si faceva leggere le Epistole ed i Carmi di San Paolino da Nola. Ha lasciato moltissimi scritti di Teologia e Dommatica, raccolti in volumi, e molti articoli apparsi sul Periodico Napoletano: La Scienza e la Fede.
DE FALCO GIUSEPPE (Padre).
Nato a Nola il 20 settembre 1890, fu Cappellano Militare nella Prima Guerra Mondiale, ricevendo una Croce di Guerra al Valor Militare, meritata nel 1917 sul Carso. Insigne Predicatore Sacro, girò tutta la Penisola, in 40 anni di attività, tanto da meritare il Titolo di Predicatore Provinciale per decisione del Capitolo Provinciale. Il 27 giugno 1949, fu eletto Provinciale di tutti i Domenicani dell'Italia Meridionale; Superiore nei Conventi di S. Domenico Maggiore in Napoli, di Madonna dell'Arco, di Barra (Napoli) e di Bari. Morì a Napoli il 1 Marzo 1960 e fu sepolto nel cimitero di Baiano (Av).
FERRARO ANDREA.
Canonico e Tesoriere della Cattedrale di Nola, visse verso la metà del XVIII secolo. Illustre letterato, Ambrogio Leone ricorda anche un Placido ed un Bartolomeo, famosi giureconsulti ed il figlio di quest'ultimo Adriano, buon poeta. Scrisse: "Del Cemeterio Nolano, con le vite di alcuni Santi che vi furono seppelliti", stampato a Napoli nel 1644. E' una raccolta di tradizioni popolari dove, spesso, è confusa la storia con la leggenda; in ogni modo è considerato un documento sempre utile per conoscere le usanze popolari dell'epoca. Ma questo volume fu ampiamente censurato dal Remondini, che accusò apertamente il Ferraro di aver scritto cose false, confutando quasi tutta l'Opera del Canonico: dal trasferimento dei marmi dell'Anfiteatro Laterizio, a Napoli, al catalogo dei Vescovi Nolani definito dal Remondini: "Mancante e confuso".
FORTUNATO GIROLAMO.
Nacque a Saviano nel 1806 (quasi contemporaneo di Antonio Ciccone, suo parente), fu un fervente Patriota, oltreché illustre letterato. Abbracciò fin da giovane la carriera ecclesiastica, diventando ben presto Sacerdote, oltrechè dotto studioso di Teologia, cosa che non gli impedì di professare il suo credo politico, tanto da essere sempre sotto il controllo della polizia. Arrestato insieme ad altri liberali, subì il carcere in Santa Maria Apparente in Napoli ed, al pari di Frate Angelo Peluso, che era molto più giovane, ebbe come compagno di cella Luigi Settembrini; ma ben presto venne liberato. Della sua attività letteraria si conosce ben poco, dato che i suoi numerosi scritti sono andati perduti. Si sa che studiò a fondo la Filosofia Hegeliana. Morì il 17 dicembre 1886.
GRASSO CARLO GREGORIO (Monsignore)
Mons. Agnello Renzullo richiese la nomina di un nuovo Amministratore Apostolico, per la Diocesi di Nola, nella persona di Carlo Gregorio Grasso, Benedettino, Arcivescovo Primate di Salerno che, con Decreto della Congregazione Concistoriale, datato 8 dicembre 1919, prese possesso della Diocesi. La governò dal 20 dicembre 1919, fino alla nomina di Mons. Melchiori a Vescovo di Nola. Mons. Renzullo, seppur infermo, rimase ancora Vescovo titolare di Nola, per le attribuzioni Pontificali. Col possesso del nuovo Amministratore, fu nominato neo Vicario Generale Mons. Angelo Terrone, eletto il 10 maggio 1920. Mons. Grasso morì il 30 marzo 1929.
IOVINO SALVATORE.
Nacque a Nola il 30 ottobre 1817; entrò da giovane nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, in San Lorenzo Maggiore in Napoli. Fu nominato Superiore a Portici nel 1852. Durante il colera che imperversò, nel 1854, a Napoli, si prodigò con grande abnegazione, tanto da meritarsi riconoscimenti anche dal Re Ferdinando II di Borbone. Al frate di Nola, chiese consigli Bartolo Longo, circa alcune modalità per l'edificazione della Basilica di Pompei. Quando Papa Pio IX fu esule a Napoli, quest'ultimo si portò in Portici, onde celebrare una Messa nella Chiesa di Padre Salvatore, quale segno di tangibile benovolenza: era il 30 ottobre 1849. Morì all'età di 93 anni il 1 ottobre 1909.
LETTIERI GIULIO CESARE.
Nato a Nola nel 1605 da illustre Famiglia; vestì l'abito talare di Cappuccino il 4 settembre 1622, prendendo il nome di Basilio da Nola. Definitore della Provincia Napoletana e di Terra di Lavoro, professore di Teologia e rinomato oratore, fece conferenze e predicò dai più celebrati pulpiti italiani. Morì il 28 marzo 1667. Scrisse,in latino, diverse "Prediche" e "Cursus", opere che, dal 1678, si conservavano nel Convento di Sant'Efremo Vecchio a Napoli dove, al tempo, Guardiano del Convento Monastero, era un Padre, Matteo da Nola. Oggi gli scritti sono nel Museo Nazionale di Napoli.
LUDOVICO DA PALMA.
Insigne Predicatore, nonché Lettore tra i Minori Riformati della Provincia di Napoli e di Terra di Lavoro. Scrisse molti saggi e scritti vari, ma la sua opera più importante fu "La vita di tre gloriosi Santi", San Paolino Vescovo di Nola, San felice Vescovo di Nola e Martire e San Felice in Pincis (Prete) da Nola (venerato a Cimitile). L'opera stampata nel 1877, fu edita dalla Tipografia di Gennaro Tizzano in Napoli.
MASTRILLI LUIGI.
Nato a Nola il 4 aprile 1842, entrò fin da giovane nell'Istituto dei Redentoristi, fondato da S. Alfonso de' Liguori. Fece la Professione nel 1858 ed, ordinato Sacerdote nel 1866, andò in Spagna, dove si trattenne per due anni, ritornandovi dieci anni dopo, per un'altra missione durata dal 1879/80. Tornò in Italia in occasione del Giubileo di Leone XIII, ma egli ambiva le onerose e rischiose Missioni, andando in Inghilterra dove operò sino all'età di 74 anni. La morte lo colse a Bishop-Eton il 20 dicembre 1916.
MIGLIORE AGOSTINO (Monsignore)
Già Vescovo titolare di Donizopoli, venne chiamato a Nola, agli inizi del 1918; questa nomina si rese necessaria, poiché il Vescovo di Nola, Agnello Renzullo, era da tempo infermo e non poteva assolvere al suo compito. Per questa investitura, il Capitolo Cattedrale e le autorità Civili di Nola, fecero voti affinché il Papa permettesse la Cerimonia della Consacrazione Episcopale, nella Cattedrale Nolana. Tale richiesta venne accolta, in tal modo, alla presenza di alcuni Vescovi delle Diocesi finitime; S. E. Agnello Renzullo, consacrò il suo Vescovo Ausiliare. Lo stesso Renzullo, nel giugno del 1919, dovette indirizzare una lettera aperta ai "Fedeli Nolani" per uno spiacevole incidente occorso a Mons. Migliore, il giorno 8 marzo, quando il Vescovo Ausiliare, mentre in carrozza si dirigeva verso il Seminario Nolano. Si parlò di un lancio, da parte di ignoti, di frutta marcia e sostanze maleodoranti, verso la vettura del Presule. A questa lettera seguì una seconda, il 16 agosto dello stesso anno, quando S. E. Renzullo, con parole ancora più amare, impose ai "Cattolici Nolani" una penitenza ed "in speciale modo ai rei", un digiuno Quaresimale per il giorno di sabato 30 agosto. Per questi spiacevoli incidenti si ipotizza che il Migliore fosse inviso, per oscure ragioni, ad un gruppo di cittadini Nolani e, nel dicembre del 1919, venne allontanato da Nola. Il 20 dicembre dello stesso anno, venne nominato Amministratore Apostolico S. E. Carlo Gregorio Grasso, Arcivescovo Primate di Salerno.
PAOLINO DA NOLA (Frate).
Frate Paolino, al secolo Luigi Mancuso, nacque a Nola nel 1921; entrato da giovane nell'Ordine, passò in diversi conventi della Campania ed in ultimo in quello di Nocera Inferiore (Sa). Era votato al suo Santo Paolino anima e corpo, ed ogni anno era il più fervente animatore della Sagra dei Gigli di Nola.

Padre Paolino da Nola - anno 1980
Ogni anno, a giugno, inaugurava la "Mostra Paoliniana", trascorrendo nella Città, il periodo della Festa Nolana. Era amato dal popolo, essendo egli l'anima di Nola: quello stesso popolo, con le nove Bandiere dei Gigli ed i "Comitati", lo accompagnò all'estrema dimora, portandolo a spalle, il giorno della sua morte, il 17 febbraio del 1983. Nel 1984, in occasione della Festa dei Gigli di Nola, il Comitato della "Barca", compose una "canzone" alla sua memoria: "'O 'monaco 'e Nola", con versi di Gigino Barone e musica di Mario Muselli.
PAOLINO DA PALMA.
Nato a Palma Campania, il 14 febbraio 1854, entrò il 24 febbraio 1871 nel Convento di Bagnoregio, per studiare Filosofia; indi passò a Roma, per lo studio della Teologia, mentre il 23 settembre 1876, nella stessa Città fu ordinato Sacerdote. Laureatosi in Filosofia nel 1880, nell '86, a solo 32 anni, occupò la prima Cattedra di teologia dell'Urbe, che mantenne fino al 1890, allorquando fu nominato Definitore Provinciale, e nell '89 Provinciale. Nel 1900 andò in missione a Tienfkastell, ma ritornò nel 1902, per essere elevato alla carica di Custode Generale dell'Ordine. Fu, inoltre, un eminente Oratore Sacro, magnificando le gloriose gesta di San Francesco d'Assisi. La morte lo colse, dopo lunga e penosa malattia, nell'antico Convento dei Cappuccini dell'Urbe, era il 26 novembre 1922. Le sue spoglie furono tumulate nella Cappella Mortuaria dei Frati Minori dell'Ordine dei Cappuccini, nel Cimitero di Roma (Verano).
TAGLIALATELA GIOACCHINO.
Ecclesiastico vissuto a Napoli verso la fine del 1800 - inizio 1900, scrisse e pubblicò a Valle di Pompei, nel 1886, un "Panegirico su S. Paolino", in occasione dell'inaugurazione di un Tempietto, a Pompei, in onore del Santo, presso la Porta Stabiana, il 28 ottobre 1883; nello stesso anno aveva scritto sul periodico "Scienze e Fede" in Napoli: "Le Basiliche di San Felice Prete Nolano edificate da San Paolino, in Cimitile". Mentre in "Panegerici Sermoni ed Elogi Funebri" (1904) si trovano:
Aveva pubblicato a Napoli (1894/95) "Lezioni di storia ecclesiastica e di archeologia cristiana", una poderosa opera in due volumi (oltre 1000 pagine), la sua più importante produzione.
TESTA TEOFILO (Padre).
Nacque in San Paolo Belsito il 12/9/1631. Il 24 giugno del 1636, ricevette la Cresima da Mons. Lancellotti, Vescovo di Nola. Entrò nell'Ordine dei Francescani che, al tempo, avevano un importante Centro Religioso, nel Convento di Sant'Angelo in Palco a Nola. Vestì l'abito religioso degli Osservanti, nella Chiesa di San Francesco a Gaeta, il 12 aprile 1647, di Venerdì Santo e mutò il suo nome di battesimo in quello di Teofilo. Dopo aver compiuto il suo tirocinio di studi Teologici ad Avella ed in Santa Maria la Nova (a Napoli), fu consacrato Sacerdote nel Duomo di Napoli, da Mons. Giuseppe de Rubeis, Vescovo di Umbriatico (in Calabria), il 18/12/1655. Il sacerdote prese la via dell'insegnamento di Filosofia e Teologia, dopo essere stato per breve tempo, a Sepino, nella Provincia di Sant'Angelo, in Puglia, trascorrendo la sua carriera di lettore nel primario Studio di Santa Maria la Nova a Napoli. Nel 1661, fu nominato Definitore Provinciale, e, nel 1664/1667, Commissario Provinciale. Lasciò l'Italia il 30 marzo 1669, andando prima a Beirut, indi a Gerusalemme, il 23 maggio dello stesso anno. Fu custode di Terra Santa, ricevendo anche la Custodia di Costantinopoli, alla giovane età di 38 anni. Ebbe una vita tribolata e, sebbene ammalato, dovette subire un processo dai Turchi, che occupavano la Terra Santa. Dopo aver assolto ad importanti cariche ecclesiastiche, nelle Provincie Italiane, fu fatto Vescovo di Nicotera e Tropea, nel giugno del 1962. Morì nel 1695.
TOSCANO FELICE.
Nato a Pomigliano d'Arco il 14 ottobre 1819, entrò nel Seminario Vescovile di Nola, fin da giovane, ivi studiò Scienze, Matematica pura, ed in breve ordinato sacerdote. Nella città di Napoli creò una Scuola privata di Filosofia e Matematica, molto fiorente; verso la metà dell'800, diede alla stampa nel 1861/62, un "Corso elementare di Tipografia", nello stabilimento tipografico "All'insegna di Diogene", in Napoli; consisteva in due volumi di oltre 800 pagine. Nello stesso tempo (1861) pubblicò un "Corso elementare di Filosofia del Diritto", che dedicò a Giuseppe Garibaldi, testimonianza del suo patrottismo. Ricoprì incarichi di docente in vari Istituti partenopei e fu Preside al "Mario Pagano" di Campobasso. Fu socio dell'Accademia Pontaniana e Consigliere Provinciale di Mandamento fra il 1869 ed il 1879. Morì a Napoli il 12 marzo 1886.
TRAPANESE VINCENZO.
Nato a Napoli il 23 giugno 1910, fu da giovane a Nola, dove insegnò Lettere Classiche al Seminario Vescovile nella stessa Città. Proveniva dalla Congregazione dei Preti della Missione. Poliglotta, fu anche Poeta e Saggista, oltre che critico Letterario; si ricorda un suo scritto sul Periodico Cattolico La Campana, "Coventry Partmore: mistico poeta d'amore". Ultima sua opera: "A colloquio con le piccole cose", edito dalla Casa Editrice L.E.R. , nel 1972. Morì nell'ospedale Civile di Nola il 10 marzo 1975.