Mentre negli anni 1930, Adolfo Musco sosteneva che: " il nome deriva da un'antica famiglia di agricoltori che abitò in questa contrada, i Del Vecchio, denominati Ceraoli, e poiché vi era una gran pozza d'acqua potabile (l'unica nei dintorni), si disse Pozzo dei Ceraoli, onde il nome alla borgata". Una leggenda popolare faceva credere che, nel pozzo, avesse dimora un diavolo, a guardia di un tesoro, ma che nessuno poteva avvicinare, poiché le esalazioni mefitiche emananti dal pozzo, spegnevano prima, le fiammelle di coloro che vi si avventuravano, poi soffocati da miasmi.
Altra ipotesi è che ai tempi dei Pelasgi, abitatori della zona, nei paraggi esistesse la città di cera (onde Pozzo Ceraolo), con i suoi maestosi templi, intorno ai quali, in seguito, si svilupparono molti caseggiati. Gli abitanti di Cera, per sfuggire ai Pelasgi che li incalzavano, vagarono a lungo, sistemandosi alfine nell'odierno Agro Nocerino Sarnese, fondando una nuova Cera (onde Nuceria o Nukria).
Si vuole, che dalla località Ceraolo, si estendessero dei camminamenti sotterranei o cunicoli che, attraversando Fressuriello, Alberobello, Polveriera ecc., raggiungevano le Catacombe di Cimitile. Cera era la Dea protettrice delle Messi, e dalla mitologia si trae che Ceravuol, era una località ove si ergeva il Tempio di Pale. La leggenda vuole che: " Venere andò a partorire di nascosto presso il Tempio di Pale, un figlio frutto del suo amore per Giove. Saputolo Giunone, raggiunse Pale (o Ceravuol), vide il bambino e lo guardò con malo occhio, dopo di che il bambino morì". Da questo la superstizione del "Malocchio"; mentre la civetta, uno dei tanti animali adorati nel Tempio di Pale, funge ancora oggi da " scongiuro contro il malocchio, e non è raro trovare inchiodate sulle porte dei casolari di campagna, civette".