Ad avallare questa scoperta, ci viene incontro una probante testimonianza, quale l'affresco sito nella Basilica di S. Felice in Pincis a Cimitile, e precisamente sul lato destro della Tomba del Santo; infatti, questo dipinto rappresenta una Città a forma poligonale, con una porta Principale avente le stesse caratteristiche del Bassorilievo di Scisciano. Tale rassomiglianza viene prospettata da Leonardo Avella in "Nola Ipotesi" (1988/90) ed anche dallo studioso tedesco Dieter Korol, che nel suo libro: Jahrbuch fur antike und christentum (edito a Munster nel 1987), scrive " poiché abbiamo trovato questo esempio, si potrebbe riflettere sul fatto che il pittore di Nola, dell'affresco di Cimitile, avrebbe riprodotto le Torri della Città di Nola ". Di questo bassorilievo vi sono altri 4 esemplari di altrettante Città Campane, reperti conservati nei Musei di Capua, Avellino e Napoli.
Nola Romana era di forma Circolare; la circonferenza era di circa Cinque chilometri, il massimo circuito della Città era di 2047 passi circa, protetta da molte Torri come indicano le vestigia ed i ruderi affiorati nel corso dei secoli. Secondo gli Storici del Tempo (Silio Italico, Tito Livio ecc.) Nola Antica aveva 12 Porte di cui solo 5 funzionali ed importanti; esse erano: Porta Vesuvio - Porta Neapolis - Porta Abellana - Porta Lauretana - Porta Nuceria; una Porta distava dall'altra in media 165 Passi.

Porta Napoli.
Mentre la Nola Medievale aveva solo quattro Porte Principali: Vicanzio -Portello - Sarittiele - Cortefella.
La Porta Vicanziana era rivolta a mezzogiorno verso il Vesuvio, e secondo il Leone prenderebbe il nome di Vico degli Anzio, (Vico - Anzio = Vicanzio). La seconda, volta ad Occidente, si chiamava Portello, poiché quel muro occidentale aveva un antico passaggio, chiamato Porta, che richiusa al tempo degli Orsini, fu riaperta ed ingrandita, in seguito, conservando sempre il diminutivo. La terza Porta era rivolta a settentrione ed ai Monti di Avella, opposta alla Vicanziana, era detta Samuelitana, dal nome del Custode che vi abitava. La quarta Porta volta ad oriente, guardava la parte occidentale della Collina di Cicala, opposta alla Portellana, era chiamata Cortefella: il nome è dispregiativo, composto della parola Corte (indicante il cortile della casa di un uomo importante) e Fello cioè uomo ingannatore, falso = Fellone.