(Pentecoste)
La gita veniva organizzata due volte l'anno, a maggio ed a settembre, dal popolo Napoletano (artigianale, bottegaio ed operaio) al santuario di MonteVergine, l'antico Partenio. Su questo monte, nei tempi andati, esisteva un Tempio dedicato alla Dea Cibele; una leggenda vuole che ivi si recasse anche il poeta Virgilio, onde apprendere da Sacerdoti della Dea, il senso di sibilline profezie.
Nel 1119 vi salì Guglielmo da Vercelli che, secondo la tradizione, si diede a vita penitente; gli apparve allora Gesù, che gli disse di elevare un Santuario a Maria. Ivi Guglielmo fondò l'ordine Monastico dei Verginiani, ed iniziò la costruzione della Chiesa, consacrata nella Pentecoste del 1124. Il Santuario passò ai Benedettini, ed era meta, due volte l'anno, a Pentecoste, per il "Popolo" ed a settembre per i "Signori" del Pellegrinaggio dei Fedeli.
Per la gita "ufficiale" si partiva l'antivigilia di Pentecoste, all'alba, dai vari quartieri Napoletani, ma essa iniziava "veramente" dal Ponte di Casanova (periferia di Napoli), e prevedeva tre Tappe: Cimitile , Santa Filomena (Mugnano del Cardinale) e Mercogliano (Av), con tre rituali banchetti. Nella notte del sabato si ascendeva il Sacro Monte (Partenio), per la visita al Tempio della Madonna (Mamma Schiavona), come la chiama tuttora il popolino. In un secondo tempo si "scendeva" a Nola, centro della baldoria Monteverginale, con "canti a figliola", cioè a botta e risposta tra i cantori esponenti dei mestieri artigianali, con gare canore: alla fine fuochi pirotecnici, premiazione delle più ricchi ed eleganti "Equipaggi" (delle carrozze) e delle più tipiche toilettes ed eleganti della "Maeste" (donne benestanti del popolo).

Pasqua Rosata anno 1924.
Un anonimo cronista del Roma (di Napoli) il 25 maggio 1896 alla domanda: " come si potrebbe definire Nola di ieri?" rispondeva:" una immensa trattoria" e proseguiva "...con ciò si intende che osterie erano le case, osterie i cortili, i vicoli; un baccanale così straordinariamente pittoresco, così vario, così ricco, così pieno di movimento, che nessun pennello potrebbe renderlo e farlo riconoscere".

Una tipica trattoria della Nola dell'800.
Una delle tipiche osterie di allora era "O' Ciardiniello", ubicato nell'attuale via Nicola de Lucia, così ben descritto da questo colorito sonetto:
"O 'Ciardiniello e 'Nola, d'a Matina,
è sempre chino e Munteverginali.
Pappone, è pruprietario d'o locale
è nato apposta pe' gestì a cantina
Fa tutto, serve a tavola, cucina
arriva nu' cavalle spiciale?
O' leva a' sotto, asciutta, e da' o murale,
trase a' carrozza, stregne 'a martellina.
Taglia a' duzzina d'ostriche, fa e' cunte
Pens' a' p'o vermiciello e' o luogo e' stalle
Sape 'o mestiere suoio, s'aggrazia accunte
Nun fa' distinzione, bestie e gente
Song'avventore, uommene e cavalle
Se 'mmeretano 'o stesso trattamento".
Il ritorno del lunedì caratterizzato dall'Arretenata", cioè la gara a chi corre di più col suo cavallo sul proprio veicolo, con ostentazione di trofei e bandiere variopinte (vinte a Nola), che le Maeste, mostravano, al rientro a Napoli, sul Ponte di Casanova, mentre la folla osannante e plaudente, decretava il trionfo dei Masti, reduci dal Pellegrinaggio, che suggelleranno con il rituale gelato al Gambrinus, "la chiusura dei conti" della Festa.

Diploma d'onore all'artista Felice Ippolito per l'addobbo dei balconi per la Pasqua Rosata.
La Festa di Montevergine ha circa 2 secoli di tradizione.