PALLIOLA FRANCESCO

(Padre)


Nato a Nola, giovanissimo si diede alla vita religiosa; insieme ad altri 4 sacerdoti fu prescelto a seguire Padre Marcello Mastrilli, nelle difficili Missioni nelle Filippine, dove fu trucidato dagli indigeni di Mindanao il 29 gennaio 1648.

Educato sin da giovane nel Collegio della Compagnia in Nola, quale noviziato della Provincia, si preparava al Sacerdozio nel Seminario Vescovile della stessa Città. In seguito, affascinato dalla fama del Mastrilli, nel suo Apostolato, ed anche per i suoi discorsi, fu preso dal desiderio di seguirlo nelle Missioni.

Ordinato Sacerdote, entro' nella Compagnia di Gesù il 6 febbraio 1637; dopo il primo anno di noviziato, andò ad Amantea (Calabria), indi a Salerno e, dopo ripetute istanze, partì per l'Estremo Oriente. Giunto nella Filippine nel 1643, indi a Mindanao, tanto fu il fervore che mostrava nella conversione degli infedeli, che, scrivendo a i suoi superiori, così recitava: "…in questa missione mi trovo contentissimo e mi stimerò fortunato di essere missionario in queste parti, per tutta la mia vita...". Padre Francesco, capitato tra i Subanos, indigeni tra i più barbari, imparò la loro lingua, edificando tre Chiese e diverse case in legno, nei principali villaggi Subani. Morì inginocchiato, avendo tra le mani il crocifisso, che aveva portato da Roma, ed il Rosario. Gli assassini erano capitanati da tale Giovanna, donna Apostata, e da un gentile, chiamato Tampilo; la prima prese il Martire per i capelli e lo ferì al volto; il secondo gli assestò un tale colpo sul capo, da tramortirlo, crivellandogli il corpo a colpi di lancia. I Cristiani ne raccolsero il cadavere, bagnato di sangue, e depositandolo in una cassa, lo spedirono onorificamente a Dapitan. Cosi' scriveva di lui lo storico Spagnolo Retana.

Di questo venerabile Martire, furono fatti a suo tempo i Processi, per introdurre  la Causa di Beatificazione. Altri biografi scrissero del Palliola: tra i quali, il Combes ed il Murillo. (L'autografia del suo nome latinizzato è Palleola, come risulta dal Catalogo dei Voti da lui pronunziati nel Collegio di Amantea, il 7 febbraio del 1639).