OSPEDALI DI NOLA
Il Guadagni (Nolasagra) scriveva: "
San Paolino
dei Padri Agostiniani doveva primo forse mentovarsi, per ragione di antica fondazione,
mentre è certo che esso fosse casamento e Ospedale, eretto dallo stesso San Paolino nel
400 circa, per accogliere i pellegrini e gli infermi, si come lo additavano due saloni,
convertiti in altrettante celle, dove prima potevano stare due o tre ordini di letti
".
Il fatto che Nola potesse vantare un primato in campo Ospedaliero fa scrivere a R. De Luca
sul "Cittadino" (fine anni 80): "
l'ospedale fondato da San
Paolino alla fine del 300 e senz'altro da considerare il primo sorto in Campania, dal
momento che il primo ospedale napoletano è quello di S. Gaudino, fondato dal Vescovo S.
Agnello, nel V secolo, posto nei pressi dell'attuale Ospedale degli Incurabili".
All'inizio del XV secolo, alcuni cittadini e fedeli nolani, misericordiosi con i poveri e
verso defunti, chiesero al Vescovo Flamingo Minutolo, di fondare un nuovo Ospedale, con il
titolo di San Felice in Pincis (o S. Felice in Piazza), con l'auspicio del Pontefice
Eugenio IV, che esentò il Rettore di questo Ospedale dal pagamento di una prebenda, e che
si usasse questo denaro per migliore mantenimento degli ammalati, come si può leggere da
una Bolla Pontificia, spedita il 12 maggio 1431, e conservata nell'Archivio Capitolare. Ma
nel corso del XVI secolo, sia l'Ospedale S. Paolino, che quello San Felice, cessarono la
loro attività. Restava soltanto il vecchio Ospedale di San Giovanni, insufficiente ai
bisogni della città; si pensò allora di costruirne uno nuovo. Dopo che il Vescovo di
Nola, in una visita del 1586, aveva lodato la benefica iniziativa, nel 1594 benedì la
costruzione che era stata portata a termine, e lo stesso Fabrizio Gallo, lo chiamò
Ospedale dei Padri di San Giovanni di Dio. Quest'Ospedale sorgeva nei pressi della Chiesa
di Santa Maria di Costantinopoli; in esso si curavano solo gli infermi, mentre al vecchio
Ospedale S. Giovanni restò il compito di raccogliere i pellegrini che visitavano i luoghi
santi. Per i poveri, in seguito, per iniziativa del Vescovo Troiano Caracciolo del Sole,
sotto il palazzo del Vescovo, fu creata una Spezieria Vescovile, nella quale erano
somministrati gratuitamente, a tutti i poveri, i medicamenti loro ordinati dai dottori; i
bisognosi che erano vergognosi di andare all'Ospedale, si curavano nelle loro case.
L'Ospedale S. Giovanni di Dio, con il tempo, prese il nome di S. Maria di Costantinopoli,
e circa due secoli dopo, era ancora fiorente, come si può rilevare da un "libro
degli ammalati", che Fra Giuseppe Rastelli, Vicario del Convento annesso all'ospedale,
nel 1772, presentava ad una ispezione effettuata dai Provinciali dell'Ordine di S.
Giovanni di Dio: questo libro consisteva in un registro di carta pesante, di 32 fogli, con
copertina in pergamena, contenente il "movimento" degli ammalati dal 5 gennaio
1772 al 26 aprile 1810. Per la cronaca, in tal periodo vennero ricoverati 241 ammalati,
dei quali 54 morirono e 196 ne uscirono risanati. Questo Ospedale prese il nome, che
attualmente conserva, di Santa Maria della Pietà: fondato con i beni ereditati dalla
Signora Isabella Fontanarosa, era ubicato nella omonima strada, fu chiamato "Ospedale
Civile", ed il notaio Giacomo Mariconada, il 12 ottobre 1627, stese gli atti del
testamento; fu aperto in virtù del beneplacito sovrano il 20/7/1768, con lo scopo di
curare: "le persone povere ed inferme del Comune". Una delibera dell'aprile
1934, concesse, in uso gratuito, al Consorzio Provinciale Antitubercolare di Napoli, i
locali prospicienti la via Fontanarosa (dell'Ente Ospedaliero di Nola) per l'istituzione a
Nola di una Sezione Ospedaliera Dispensariale per la T.B.C. (concessione prorogata fino al
31 dicembre 1960). Il 4 novembre 1945, venne istituito il servizio del Pronto Soccorso,
mentre il Regolamento Organico venne modificato con una Legge, il 4/11/1951, che dispose
concorsi per i posti vacanti. Il Ministero dei Lavori Pubblici deliberò la costruzione a
Nola di un Ospedale Civile di 69 posti letto, stanziando la somma di 103 milioni e 500
mila lire, con il contributo dello Stato del 5%, mentre il progettista fu l'Architetto
Sirio Giametta di Napoli. Questo Ospedale, ubicato in un fondo di 6737 mq, denominato
Tiglie, di proprietà dell'ECA di Nola, si trova in via vicinale Madonna delle Grazie.

Interno del vecchio ospedale.
L'Ospedale fu scorporato dall'ECA di Nola (di cui era Presidente al
tempo Raffaele Cantalupo), e costituito, nel 1971, come Ospedale Generale di Zona
"Santa Maria della Pietà". Il patrimonio dell'Ospedale (al gennaio 1955) era
costituito dal Fondo Tavernanova di moggia 78,094 - Fondo Vignetta di moggia 4 (circa) - Fondo
Padula di moggia 4, oltre agli immobili, Sede dell'Ospedale Civile e Tubercolosario (poi
ceduto e trasformato in Sanatorio). Gli immobili rurali di Tavernanova, annessi alle 78
moggia, negli anni 1958/59, vennero riattivati con una spesa di circa 2 milioni di lire.