ORSINI
(Famiglia)
Quest'illustre Famiglia (fra le più famose ed antiche
d'Europa) era già residente in Nola agli inizi del XIII secolo; e la città, fin dal 1290,
fu posseduta in Contea degli Orsini, rimanendo sotto il loro dominio fino al 1529. Il
primo ad avere l'investitura della Contea di Nola fu Guido di Monfort, figlio di Simone
Duca di Leicester; in Inghilterra, e di Leonora, sorella di Enrico, Re di Gran Bretagna
(1269).
La Casa di Monfort (Nobili Francesi), venne come ausiliaria di Carlo
d'Angiò, nel Regno di Napoli ed ebbe, nel 1266, la Città di Nola, insieme ad Atripalda,
Forino, Monteforte ed altri Feudi minori.
- Guido, Conte Paladino, sposò Margherita Orsini, dei
Conti dell'Anguillara, ed ebbero una figlia Anastasia, che sposò Romano Orsini e che,
trasferitosi da Roma a Napoli, celebrò le nozze nel 1290, divenendo, in tal modo, secondo
Conte di Nola. Il Sansovino (1565), anticipa l'investitura del Conte di Nola al 1280 (e
non 1290, come indica anche il Remondini). Romano era Conte di Soana, Soleto (Toscana) e
Nettuno, ed era pronipote del Papa Nicolò III
- Roberto Orsini, figlio di Romano ed Anastasia Monfort,
fu Conte di Nola, di Soleto, di Soana e di Nettuno; cavaliere dall'aspetto marziale
volitivo, molto elegante, quanto cortese e magnanimo in pace, tanto feroce e astuto in
guerra. Sposò Sveva del Balzo e, nel 1333, insieme al Vescovo Nicolò, accolse in Nola,
con un fastoso ricevimento, il giovane Andrea d'Ungheria, che era stato designato dal Re
Roberto d'Angiò ad avere in moglie la giovane Giovanna II. Lo storico L. Ammirati, negli
anni 1980 scriveva che: "Roberto fondò il primo nucleo del Convento delle
Clarisse (a Nola), un dormitorium nella Via Clarastella, attiguo alla piccola Chiesa
intitolata a S. Maria di Jacobi
". Infatti nell'arco della Porta del
Monastero di Santa Chiara in Nola, si vedeva lo stemma degli Orsini inquartato con l'Arma
dei Del Balzo. Roberto morì nel 1350
- Orsini Nicola I, primogenito di Roberto e successore
della Terra di Nola e di Soleto, fu uomo di singolare prudenza, valore e pio. Di grande
autorità anche presso la Romana Sede, fece sì che il Papa Urbano V, costituisse le
Regole delle nuove Suore di S. Brigida; si recò anche ad Avignone, dal neo Papa Gregorio
XI, eletto nel 1371 per riportare la Sede Papale a Roma; anzi lo stesso Nicola aveva
guidato Santa Brigida di Svezia, nel 1365, in una sua visita a Nola, al tempo della Regina
Giovanna di Napoli. Carlo III di Durazzo, concesse a Nicola la Terra di Lauro, che fu
posseduta fino alla morte di Enrico, ultimo Conte (1529), quando Carlo V assegnò la
Contea a Donna Maria Sanseverino (sua moglie). Si ricordano le sue opere a Nola: la costruzione
della nuova Cattedrale, accanto alla Chiesa dei SS. Apostoli (al di sopra della Cappella e
Sepolcro di S. Felice Vescovo e Martire), nel 1396 ad uso dei Padri Minori Conventuali; la
costruzione della Chiesa e Convento di San Francesco a Nola. Decorato del titolo di Conte
Palatino in Toscana, ricoprì la carica di Grande Giustiziere del Regno di Sicilia.
Ricevette nel suo castello (in Nola) Re Carlo III di Durazzo, dopo la sua incoronazione
avvenuta in Roma il 1 giugno 1381. Ebbe in moglie Gorizia Sabrano, dalla cui unione
nacquero Roberto II, Raimondo e Gentile (ma ebbe anche altri figli). Morì a Nola il 14
febbraio 1399, lasciando erede e successore il nipote Pirro o Pietro, figlio del premorto
suo figlio Roberto
- Orsini Pirro o Pietro, figlio di Roberto e nipote di
Nicola I, ricevette la Contea di Nola con le altre Terre (Lauro, Avella, Baiano, ecc.).
Non ebbe figli maschi, ma solo una femmina che sposò Andrea Pellegrini, di nobile
Famiglia, ed ebbe per dote il Territorio di Avella. Pirro ricevette la Contea in un
periodo particolarmente burrascoso: infatti, dopo aver ospitato a Nola, nel 1405, Re
Ladislao di Durazzo, dovette cedere a quest'ultimo, nel 1412 la Città; dopo un assedio
protrattosi per lungo tempo, per risparmiare Nola da un eccidio e un saccheggio, si
ritirò a Nettuno dove morì nel 1420
- Raimondo Orsini, nipote di Pietro, rialzò le sorti
della Famiglia impalmando Isabella Caracciolo, sorella del Gran Siniscalco Gianni, ed in
seconde nozze, nel 1439, Eleonora d'Aragona, cugina di Primo Alfonso. Chiamato anche
Raimondello, e ricordato come benefattore per aver fondato la Chiesa di Sant'Angelo in
Palco a Nola, nella quale volle essere seppellito accanto alla premorta moglie Eleonora.
Avendo prestato soccorso al Papa Urbano VI (prigioniero nel Castello di Nuceria), Raimondo
ebbe in premio dal Papa la Città di Benevento e la Baronia di Flumeri, che consisteva in
18 Castelli. Fu creato anche Diacono-Cardinale, ma non è accertato che Raimondo
accettasse la Porpora. Nel XVI capitolo del De Nola, il Leone scrive che la Cattedrale di
Nola: "
incepta est a Raymundo Ursino finita ab Urso, atque Episcopio Nolano
J.A. Tarentino
". Non avendo avuto figli legittimi, istituì eredi i tre
figli naturali: Felice, Conte di Nola e Principe di Salerno, nonché Duca di Ascoli e
Signore di Lauro e Forino; Daniello, Conte di Lauro; Giordano Conte di Atripalda. Il Re
Ferdinando d'Aragona, per legare a sé Felice gli diede in sposa la figlia naturale Maria,
ma ciò non gli servì a nulla poiché Felice, in breve tempo, passò alla parte Angioina.
Gli altri due fratelli, per non essere da meno, tradirono anche loro gli Aragonesi e per
la loro condotta, dopo la battaglia di Troia, furono spogliati dei loro beni che passarono
ad Orso. Lo stesso Felice fu spodestato della Contea nel 1459
- Orso Orsini, fu l'ideatore e costruttore della omonima
Reggia in Nola, costruita con blocchi di marmo provenienti da antiche costruzioni romane.
Figlio illegittimo di Gentile Orsini (conte di Soana), il Minieri-Riccio scrive che servì
Alfonso d'Aragona con 67 Lance, nel 1437, e poi con duecento, nel 1439, e che il Re lo
nominò Gran Cancelliere del Regno, tra il 1441 ed il 1447. Passò al servizio di
Francesco Sforza e dei Visconti di Milano e fu ferito nella presa di Piacenza (il
16/11/1447); ma Orso, dopo la morte di Alfonso I, istigato dal Principe di Taranto,
Giannantonio Orsini, nel 1458, si ribellò al Re Ferrante.
Dalla città di Ascoli, dove risiedeva, Orso invase Manfredonia,
saccheggiandola, e, nel gennaio del 1460, entrò in Foggia; a questo punto il Principe di
Taranto lo mandò a Nola, onde sbarrare le strade delle Puglie e della Calabria. Fra i
ribelli vi era Felice Orsini, Principe di Salerno e Conte di Nola, che passando di nuovo
agli Aragonesi, il 1 luglio 1460, entrò in Nola, e non appena Orso, ignaro di tutto si
avvicinò alla Città di Nola, per un rifornimento di viveri, fu respinto con le armi, al
grido di Aragona. Dopo sei giorni gli eserciti Angioini ed Aragonesi, si affrontarono
sulle sponde del fiume Sarno, dove il 7 luglio vi fu una cruenta battaglia; nello scontro
Roberto Orsini restò ferito, Simonetto Capo dei Pontifici restò ucciso e gli Aragonesi
battuti. Giovanni d'Angiò riportò una vittoria strepitosa ed Orso, il 7 gennaio 1462,
innalzò di nuovo la Bandiera Regia sulle mura di Nola: il 14 gennaio Orso ottenne la
Contea di Nola, Atripalda, la Signoria di Baiano, Lauro, Palma, Avella, Ottaiano,
Monteforte e Forino. Dopo aver combattuto ancora per Ferdinando, nella Battaglia di Troia,
il 18 agosto 1462, ebbe da quel momento delicati incarichi dal Re, fra i quali, quello di
assistere per oltre 15 anni il Duca di Calabria. Nel 1478, nominato Luogotenente dal Duca,
andò con lui in Toscana per una missione di guerra: ma il 5 luglio dell'anno successivo,
in Viterbo, Orso morì "ufficialmente" di dissenteria, ma vi sono forti dubbi
che sia stato avvelenato e che il suo corpo per ordine delle Autorità Ecclesiastiche
prelevato e fatto sparire
- Raimondo Junior, figlio di Roberto I Conte di Nola, fu
il primo fra i 16 Nobili Napoletani lasciati in testamento dalla Regina Giovanna II, a
governare il Regno, fintanto non venisse Renato d'Angiò, da lei istituito Erede del
regno.
Fatto Re di Napoli, Alfonso, tramite i maneggi di G. Antonio Orsini (zio
di Raimondo), Raimondo ebbe per sposa una cugina del Re di Casa d'Aragona e per dote il
Principato di Salerno ed i Ducati di Amalfi e Sarno, Maiori e Minori, Scala e Ravello,
insieme ad altri Feudi, e fu fatto anche Giustiziere del Regno. Ma ben presto cadde in
disgrazia e finì imprigionato da Alfonso, il 9 luglio 1485
- Nicola Orsini II, nato nel 1442, secondogenito di
Aldobrandino, Conte di Pitignano e di Bartolomea, figlia di Carlo Orsini, Conte di
Tagliacozzo; con il titolo di Conte di Pitignano, fu investito della Contea di Nola, da
Alfonso Duca di Calabria.
Nel 1459 (ancora giovanetto) lo troviamo tra le fila dell'esercito
inviato da Pio II a riconquistare Viterbo. Esperto Uomo d'Armi, Generale dei Senesi e
Fiorentini, oltre che dei Papi Sisto IV, Alessandro VI, Innocenzo VII, fu anche
Consigliere dei re Ferdinando ed Alfonso II d'Aragona (1458/1495), e prese le armi per
difendere la Repubblica di Venezia, distinguendosi nella Guerra in Lombardia e
nell'assedio di Padova. E' ricordato per avere dato molti privilegi alle Monache
Rocchettine in Nola aprendo loro, in tempo di epidemie, il suo Palazzo in Lauro in Nola,
specialmente nel 1504. Sposò Elena dei Conti, morta a Nola l'8 giugno 1504, sepolta nel
Convento della Chiesa di S. Francesco in Nola. Nicola era molto amato dai Nolani per la
sua magnanimità e, nello stesso tempo, ricordato come uomo d'azione: fu, infatti, uno dei
protagonisti della famosa Battaglia di Sarno (detta Rotta di Sarno) del 7 luglio 1460, che
per i Comandanti e gli uomini che vi presero parte, può definirsi Battaglia degli Orsini.
Infatti gli Orsini, schierati da una parte con Ferdinando d'Aragona, Re di Napoli
(succeduto ad Alfonso) e dall'altra con il pretendente al Trono di Napoli, Giovanni
d'Angiò, furono i campioni delle due parti in lotta, ed i vincitori ne ebbero i frutti
più cospicui. Il più irriducibile avversario di Re Ferdinando fu G. Antonio Orsini,
Principe di Taranto (figlio di Raimondo) che, fatto strano, fu tanto fedele ad Alfonso
d'Aragona, quanto nemico giurato del Figlio Ferdinando: infatti il Principe di Taranto
brigò durante la Congiura dei Baroni per mettere sul Trono di Napoli Giovanni d'Angiò.
Ferdinando I premiò, però, la fedeltà di Nicola, concedendogli la Città di Nola, con
il titolo di Conte, e, inoltre, la Baronia di Avella, Baiano, Ottaiano, Cicala, Lauro,
Palma e Monteforte. Nicola Orsini morì a Venezia nel 1510 dove, nella Chiesa di S.
Giovanni e Paolo, gli fu eretto un maestoso sepolcro ed una statua equestre, recante una
lunga epigrafe; ma il suo corpo, in un secondo momento, fu traslato a Pitigliano
(Grosseto), da suoi discendenti, in una tomba eretta alla sua memoria
- Gentile Orsini, unico figlio di Nicola sposò Caterina
d'Aragona, nipote del re Ferdinando. Gentile ebbe due figli: Giovanni Antonio ed Enrico.
Gentile morì prematuramente, ed alla morte del padre Nicola, avvenuta
nel 1509, gli successe il nipote Enrico
- Enrico Orsini, fratello di Giovanni Antonio, successe a
Nicola I nella Signoria di Nola e delle altre Terre, nel 1509.
Con lui finì la Signoria degli Orsini, essendo l'ultimo Conte di Nola
(l'ottavo). Ebbe in moglie Maria Sanseverino figlia di Bernardino, Principe di
Bisignano. Molto religioso e caritatevole, edificò la Chiesa di Santa Maria a Parete, nel
1518, mentre la Contessa, sua moglie, istituì il Collegio dei Padri Gesuiti, nella stessa
proprietà degli Orsini, dopo la morte del marito Enrico (nel 1533), si può dire
per fortuna sua; poiché gli Imperiali del principe di Oranges, che avevano già
mozzato la testa del Duca di Baiano e del Conte di Morcone, entrati in Nola volevano fare
altrettanto con Enrico! Devoto di S. Francesco, volle indossare il Saio del Santo, prima
della morte, ed essere sepolto nel Convento di Sant'Angelo in Nola, dove era già stato
sepolto l'avo Raimondo II. La Contessa visse ancora a lungo, morì, infatti, il 5 marzo
1565 e venne sepolta nella stessa Chiesa da lei edificata per la Compagnia di Gesù a
Nola. Ambrogio Leone dedicò ad Enrico Orsini il suo De Nola.
- Giovanni Antonio Orsini, di Gentile e Caterina
d'Aragona.
Figlio primogenito, fu un giovane "prodigio" e di preclare
virtù, compose fin da fanciullo molte poesie e fu molto versato nella letteratura; morì
repentinamente di morte violenta, all'età di 18 anni; ma nulla rimane delle sue opere.
Gabriele Iannelli nel suo Saggio sugli "Uomini illustri di Nola", così recita:
"
A. Leone racconta di lui, che usava mirabilmente le armi ed era esperto
nel cavalcare, ed ebbe cognizioni tali, nel verso e nella prosa, e tanta forza e fermezza
di memoria
"
- Roberto Orsini II, Conte di Tagliacozzo, figlio di Carlo
detto "senza paura" poiché in guerra soleva combattere senza elmo e corazza. Fu
da pochi superato e per sprezzo del pericolo e nel maneggio delle armi. Fu devoto alla
causa Aragonese e combatté contro i Sanniti, alleati di Orso, suo avversario
- Giacomo Orsini, buon Giurista e Protonotaio Apostolico,
nel 1371 fu fatto Cardinale e nel 1378 incoronò Papa Urbano IV
- Bartolomeo Orsini, nipote di Raimondo lasciò tutte le
ricchezze terrene per vestire l'Abito Francescano, peregrinò per l'Italia a portare il
Verbo del Poverello d'Assisi, dal 1463 al 1473
- Rossella Orsini, figlia di Raimondo prese i voti a solo
15 anni; Monaca nel Convento delle Rocchettine, dove era entrata a solo 10 anni, al solo
scopo di educarsi. Conquistata dalla vita claustrale, nel 1460, con solenne cerimonia,
nella Cattedrale di Nola, alla presenza di molti Principi ed Autorità Ecclesiastiche,
divenne Suora di Clausura
- Roberto I Orsini, figlio naturale secondogenito di Orso,
legittimato con Decreto Reale il 10 febbraio 1480, successe al padre.
Ma ebbe vita travagliata, poiché Alfonso d'Aragona, avuto sentore che
qualcosa si stesse tramando contro di lui, dopo un primo tentativo fallito da un
emissario, piombò personalmente in Nola ed, il 9 luglio 1485, fece tradurre in prigione a
Castelnuovo in Napoli, sia Roberto che la vedova di Orso, Donna Paola, insieme all'altro
figlio Raimondo, ordinandone la confisca dei beni.