Un documento a firma di Vittorio Emanuele II, datato 3/10/1876, approvava lo Statuto Organico dell'Orfanotrofio Femminile di Nola, in provincia di Terra di Lavoro, sorto il 18/7/1875. Questo Collegio ebbe un periodo di pausa; ma una deliberazione del G.P.A. del 17/6/1926, ne dispose il ripristino: nei locali della Chiesa della Pace (in Via Remondini), affidandone la gestione al Vescovo di Nola.
Nel 1935, quando già la Sede del Collegio era passato presso le Suore Canossiane, e con il trasferimento del Vescovo in altra sede, la gestione fu assunta dall'Amministrazione poi (E.C.A.), che si servì delle stesse Suore, cui era stato dal Vescovo conferito l'incarico di provvedere all'istruzione ed all'alimentazione. Mancava, però, una convenzione che regolasse i rapporti con le suore e contenesse norme per la disciplina, l'andamento e l'insegnamento delle orfanelle. A ciò fu provveduto con deliberazione del 17/4/1946, ed il numero delle fanciulle venne elevato a 30. Le piccole venivano adibite per accompagnamento funebre, creando dei libretti di risparmio, ove veniva versata l'intera somma percepita dalle bambine per l'incombenza, anzi, con delibera ufficiale del 12/1/1942, venne stabilito che parte delle somme ricevute fossero depositate a beneficio delle orfanelle.
Nel 1939, quando fu sospeso il Culto nella Chiesa dei Morti, tutte le rendite dell'Opera Pia Monte dei Morti, furono erogate all'Orfanotrofio, sotto forma di sovvenzione.
Il patrimonio dell'Orfanotrofio era costituito dal Fondo Saccaccio (di moggia 4,300),dal fondo Tiglio (che in origine era di moggia 6,5, ma si ridusse di circa la metà, quando, nel 1938, l'Amministrazione dell'epoca, concesse parte del fondo per la costruzione della Colonia Elioterapica, sollevando proteste da parte dei cittadini nolani). Vi era, inoltre, un fabbricato di proprietà dell'Orfanotrofio, denominato Orfanelle (in Via T. Vitale a Nola), costituito da un palazzo a due piani, destinato ad uso ufficio ed abitazioni private (con un contratto datato ottobre 1940); mentre parte dei locali vennero dati in fitto al Comune di Nola, per sede del Centro Maternità ed Infanzia (per 4000 lire l'anno e per la durata di tre anni).
L'Orfanotrofio scomparve agli inizi degli anni 1970.