Fu uno degli artefici e propugnatore, dell'erezione, nella villa Comunale di Nola, di un monumento a Tommaso Vitale. Dopo la prima Guerra Mondiale, collabora alla Voce di Napoli, ma con l'avvento del fascismo, lasciò il Giornalismo e si dette all'insegnamento: fu prima docente al Liceo "Carducci" di Nola (lo scrivente è stato suo alunno), poi Preside di un Istituto Magistrale (privato) di Saviano, intestato a "Costanzo Ciano", scuola che scomparve nel corso della seconda Guerra Mondiale.
Ha lasciato molti scritti (Romanzi, Saggi, Poesie, Monografie, ecc.), editi ed inediti; tra gli ultimi ricordiamo Discorsi Militari; degli editi "Venti Settembre", "Ode a Roma" (del 1906); "In morte di Em. Gianturco" (orazione commemorativa sempre del 1906); "Poesie disperse", "Rime e Ritmi" (del 1910); Antonio Ciccone (patriota, scienziato ed artista del 1913, monografia storica con prefazione del Senatore Raffaele De Cesare); "L'opera romantica di Matilde Serao" (pubblicata in Nola nel 1915); "La vita di Tommaso Vitale" (edito da Scala, Nola nel 1922).
Nel 1937, fu pubblicato dall'editore Rispoli di Napoli, una raccolta di Tre Conferenze: "Il Bacio", "Il Diavolo", "La Maladicenza", mentre aveva scritto al fronte (durante la prima Guerra) a Fara Vicentina: i "Discorsi Militari" (nel 1918/19 che sono inediti).
Ma l'opera che gli diede maggior lustro e che dimostrava l'attaccamento e l'amore per la propria Terra fu: "Nola e Dintorni", edita a Napoli negli anni 1930. E' un po la storia di Nola e del suo Agro, degli usi, dei costumi, delle leggende, dalle antiche origini ai nostri giorni. Un suo illustre conterraneo, Salvatore Allocca, così scriveva, riferendosi al Musco:" egli fu il più entusiasta innamorato della nostra Terra, e alludo all'intero Agro, a tutto il Nolano. Egli, infatti, portò a tutto il Nolano lo stesso amore, ora trattabile, ora pugnace, ora compiaciuto ed ora aspro, ora speranzoso ed ora crudo, crucciato, nervoso, che portò al suo paese natio "; ed ancora " in effetti, egli era nato scrittore puntiglioso nato scrittore si era dovuto adattare, in paese, all'amara professione di avvocato. Ma poi nei panni dell'avvocato, rimase sempre uno studioso..".
Adolfo Musco morì a Saviano il 30 dicembre 1944; le sue spoglie furono successivamente traslate al Cimitero di Napoli.