Medaglia d'oro al Valor Civile per il suo prodigarsi e per il coraggio mostrato durante una triste epidemia colerica, sviluppatasi nel nolano nell'ultimo decennio del 1800. Fu, anche, cavaliere della Corona d'Italia. Nel 1893, riuscì ad ottenere la concessione dell'opera del Serino, sia per Nola (con le frazioni) che per Saviano, occupandosi del lastricamento delle strade cittadine, delle condotte fognanti, stretto collaboratore di Mons. Renzullo, per la riedificazione del Duomo.
Nell'aprile del 1922, fu dato alle stampe un volumetto dell'avvocato Adolfo Musco, sulla vita del Vitale, il libro fu messo in vendita a completo beneficio dell'erigendo Monumento al Vitale, e l'autore rinunziò anche ai suoi diritti (fu edito da Scala di Nola).

Inaugurazione del Monumento a Tommaso Vitale - 21 settembre 1924.
Il monumento, opera dello scultore Giuseppe Pellegrini, fu inaugurato il 24 settembre 1924, in uno con il monumento ai Caduti in Piazza Immacolata: una marea di popolo, con coccarde tricolori e bandierine, animò un interminabile ed entusiastico corteo, che si snodò per ore nelle strade cittadine.

Inaugurazione del monumento a Tommaso Vitale.
Discorsi ufficiali, sia del sindaco di Nola Avv. Giuseppe Fonseca che dell'Onorevole Casertano: entrambi misero in luce la figura di amministratore integerrimo, quale era stato il Vitale, mentre in serata un Concerto Civico del Battaglione di Nola, diretto dal maestro La Rocca, rallegrò la cittadinanza. Il 16 ottobre 1932 sulla facciata del Duomo di Nola fu scoperta una lapide marmorea in onore di Tommaso Vitale, con una epigrafe in latino dettata dal Prof. Raffaele Manganelli.