Il Monte dei Pegni era amministrato e diretto dalla Congregazione della Carità, che ne conservava, distinto, lo scopo e la speciale natura, separando attività e passività dal relativo patrimonio.
Un direttore nominato dalla Congrega era addetto alla speciale sorveglianza circa il retto funzionamento del Monte dei pegni (la sua prestazione era gratuita).
Molte regole dettate dai Patrizi all'atto della Fondazione furono man mano modificate, finché il 26 marzo 1829, fu redatto un nuovo Regolamento per il Servizio del Monte, norme che restarono in vigore fino ai primi anni del '900.
Del Nuovo Statuto fatto ed approvato in data 27 marzo 1913, che si componeva di 41 articoli, all'art.7 si leggeva: "Saranno ricevuti come pegni gli oggetti d'oro e d'argento, le pietre preziose incastonate e gli orologi; questi ultimi, però, potranno pegnorarsi per il solo valore dell'oro o dell'argento".
L'art.8 recitava: "Saranno ricevuti come pegno anche gli oggetti di rame, lino, canapa, filato, mussola, biancheria cucita e non usata, coperte e copertini nuovi"; e l'art.9: "La somma singola dei prestiti non potrà essere minore di lire Una, né superiore a lire 299,00".
Il Capo IV art.30 riportava: "Il Monte riceve depositi per maritaggi, sorteggiati dalla Congregazione della Carità, a favore delle donzelle povere e nubili del Comune, da pagarsi, alle favorite dalla sorte, dietro Delibera della Congregazione suddetta ed in virtù della fede del seguito matrimonio".
Gli art.32 e 33 riguardavano gli impiegati: il ragioniere della Congrega era incaricato all'assistenza delle operazioni del Monte ed alla tenuta dei relativi registri.
Altri dipendenti del Monte erano: un guardarobiere, un orefice estimatore, un messo salariato. Alla fine di ogni anno avveniva la ripartizione degli utili; parte di esso era impiegato quale aumento di capitale, altra parte destinata alla riduzione del saggio d'interesse sui pegni, una terza parte era elargita in beneficenza e sussidi ai poveri del Comune di Nola.
La Commissione avallante lo Statuto del 1913 era composta dai Signori: Enrico Avolio, Raffaele De Sena, Alfonso Minieri, Alessandro De Gennaro, Vincenzo Pezzeri, e Federico Maggio, quale Segretario.
Il Monte dei Pegni San Felice cessò la sua attività dopo la prima Guerra Mondiale (anni 1919/1920).