MASTRILLI
(Famiglia)
Numerosi sono i rappresentanti di questa nobile ed antica
Famiglia di Nola, che si distinsero nei campi letterari, religiosi, politici, militari,
ecc.
Il suo ceppo risale al principio del XIV secolo; nel
Motto dello stemma dei Mastrilli si legge: "Sie Notui Expertis", nel campo d'oro
del Blasone su di una banda diagonale azzurro risalta in oro il Fiordaliso.
E' riconoscimento degli Angioni per i Cavalieri di
questa Famiglia che, venuti al seguito di Carlo I d'Angiò, si stabilirono nel Regno di
Napoli, illustrando il loro nome sui campi di battaglia, nel servizio diplomatico, nel
Consiglio della Corona.
Anche gli Aragonesi riconobbero il nome di questa Casata
ed aggiunsero, al suo Scudo, i simboli del valore e del coraggio: un Rastrello a tre
pendenti ed un Leone rampante, entrambi di color rosso quale attestato sovrano della
prodezza degli altri guerrieri che si distinsero ad Otranto contro il Turco invasore.
All'infuori dell'Arma, un altro emblema nobiliare
raffigura: un cagnolino a mezza busto, con il collare, recante tra le zampe un cartello
con la scritta: Benefacere et Laetari. Esso è spiegato nel senso che la nobiltà della
Famiglia, va riposta nel giulivo compimento del dovere e la fedeltà che i Mastrilli
usarono sempre per il loro Re.
Il primo di questa illustre Casata, a noi noto, è:
- Antonio, vissuto nella prima metà del XIV secolo, si
rese illustre nelle scienze della filosofia e della medicina
- Francesco Mastrilli I, figlio di Antonio, fu illustre
giureconsulto e Giudice della Magna Curia della Vicaria alla fine del XIV secolo
- Enrico, familiare e fedele di Re Ladislao d'Ungheria
(1368/1414); ebbe da questi, nel 1412, l'assegnamento per la fortificazione del Castello
di Nola. Godette anche della fiducia di Giovanna II Durazzo (1414/1435), sostenendone la
difesa contro Alfonso, presso Scafati, dove, alla testa di 600 Balestrieri e 300 Cavalli
respinse le forze nemiche
- Francesco Mastrilli II, giudice della Magna Curia della
Vicaria, verso il 1470; Ambrogio Leone gli dà per avo "Antonio Medicus
Praestantissimus atque philosolphus
", e per padre: "Gabriele,
Irreperitus Senator Optimus
"; lo stesso Gabriele, essendo morto in tarda
età, amava raccogliere intorno alla sua mensa tutto il suo parentado, che ascendeva, al
tempo, al numero di 81
- Gabriele, Maestro della Regia Zecca e Giudice della
Vicaria nel 1446, fu uno dei Sette Consiglieri di Santa Chiara, Consiglio costituito, per
la prima volta, da Alfonso D'Aragona (1442/1458). Avendo questo Re ricevuto molti aiuti
finanziari da Gabriele e dalla sua Famiglia, fu prodigo verso questi, nella concessione di
numerosi Feudi.
Nel 1449/50 fece costruire, a sue spese, la Tribuna
della Chiesa di Sant'Angelo in Palco in Nola, decorandola con una tela della Scuola di
Colantonio (o Colombaio) del Fiore, attualmente nel Museo Campano di Capua; ai piedi del
dipinto si legge una epigrafe e l'anno MCCCCIL.
- Felice, Figlio di Francesco II, fu insignito della
qualità di Cantore della sua Cattedrale e Protonotario Apostolico.
Resse ottimamente e con fermezza la Chiesa Nolana come
Vicario Generale nel temporale e nello spirituale. Stette con Flaminio Minutolo, Vescovo
di Nola, e lo sostituì, quando il Vescovo intervenne al Concilio di Costanza il 16
novembre 1414. Fu così che il Capaccio ed il Clementelli lo registrarono, erroneamente,
come successore di Flaminio Minutolo.Morì a 70 anni e fu sepolto nell'Antica Cattedrale
di Nola
- Mastrilli Nicola II, figlio di Ciro, Familiare e
Cavallerizzo Maggiore di Re Alfonso, fu Ambasciatore in Spagna, nel 1489
- Antonio Mastrilli II, fu uno dei primi Maestri della
Scuola Medica di Napoli chiamato dalla Scuola Medica Salernitana, della quale era uno dei
migliori componenti di quel Consiglio Medico; passò a quella dei Dottori in Medicina di
Napoli.
Durante il governo di Giovanna II Durazzo 1414/1435,
viene citato, in data 18/8/1430: "
Antonius de Mastrillis de Nola Medicinae
Doctor", nel privilegio della stessa Regina. Con Antonio Mastrilli, il centro
degli studi Medici, si spostò da Salerno a Napoli, che era d'altra parte la Capitale del
regno, e molti giovani, anche Nolani, seguirono le sue orme. Ebbe dalla Regina la
concessione Feudale della Mastrodattia di Nola. Morì nel 1460
- Nicola Mastrilli I, figlio di Ciro visse alla Corte di
Re Alfonso D'Aragona (1442/1458), di cui era familiare, e dal medesimo, fu mandato più
volte come ambasciatore, in Spagna
- Mastrilli Giantommaso I, figlio di Francesco, fu
illustre giureconsulto nel XV secolo; sostenne onorevolmente la Carica di Uditore in
diverse Provincie del Regno. Fu avvocato Fiscale della Magna Curia della Vicaria e Giudice
del S.R. Consiglio
- Ciro Mastrilli, signore di Cumignano e Selice,
Consigliere di re Ferdinando I d'Aragona (1442/1458), si distinse nella lotta contro i
Turchi per la riconquista di Otranto, a capo di mille Fanti e con il grado di Maestro
Generale di Campo e delle Munizioni.
Fu Ambasciatore presso il Pontefice ed alla Corte
Ottomana, come ci ricorda una lettera inviata da quel sovrano ed a lui diretta nel 1489;
inoltre fu Consigliere di Alfonso II e Generale d'Artiglieria, negli anni 1495/96
- Antonio Mastrilli III, fu Cavaliere di Malta, giovane
Capitano di una delle galee della Religione, contro i Musulmani. Accudì il Principe
Filiberto di Savoia nella guerra di Susa nel 1556. Fu scelto dallo stesso Principe a porre
un esplosivo presso la Porta di Susa; dopo aver intrapreso la missione, fu ferito da una
moschettata, questa ferita lo portò immaturamente alla morte
- Mastrilli Bernardino, dell'ordine dei Certosini, dottore
dell'una e l'altra legge, versato in diverse scienze, singolarmente caritatevole, tanto da
meritare il titolo di Venerabile. Priore in Capri, Chiaromonte e Padula e nel 1508, alla
Certosa di San Martino in Napoli. Fu, inoltre, Visitatore di tutta la Provincia e morì il
12 dicembre 1511, lasciando molti scritti sui Decreti, Commentari sul Diritto Canonico,
Sermoni dei Santi e sugli Evangelici
- Gabriele Mastrilli II, nacque in Nola e fu ordinato
Sacerdote. Rettore del Collegio di Taranto seguì la vocazione religiosa della Famiglia.
Era zio del Martire in Oriente, Marcello ;Incaricato della procura delle Missioni per le
Indie, si applicò a questo incarico con zelo, tanto da ricevere gli elogi dai suoi
Superiori
- Giovanbattista Mastrilli, valoroso guerriero alla
Battaglia di Lepanto, già Croce di Malta il 14 febbraio 1566, partecipò con altri
Tremila Volontari, alla spedizione contro i Turchi.
Il mattino del 7 Ottobre 1571 verso le otto, il naviglio
di esplorazione avvistò la Flotta Turca che navigava nelle acque di Lepanto, tra il Golfo
di Corinto e quello di Patrasso; l'Armata Turca si presentava con 280 navi armate di 750
cannoni e l'Armata Cristiana con 247 navi armate di 1800 cannoni, ed era disposta intorno
alla nave Ammiraglia di Don Giovanni d'Austria. Dato il segnale della Battaglia, non
appena fu stabilito il contatto tra le due flotte, si impegnò una lotta corpo a corpo: il
Mastrilli, nel fervore della Battaglia, fu fatto prigioniero dei Turchi che lo legarono
con funi, dopo averlo spogliato, gettandolo nella sentina della "Galeotta".
Fremente e pieno di sdegno rinvenne una sciabola sguainata e riuscì a tagliare le funi
che lo tenevano avvinto, impugnando la spada si gettò nuovamente nella mischia con tale
coraggio da riuscire a conquistare il legno nemico, dopo aver ucciso il Rais e le Guardie.
Anche la nave del Pascià fu presa ed ammainata la mezzaluna. Fu inalberato il Vessillo
Cristiano con la Croce. Il Mastrilli, coperto del proprio sangue, ma più ancora del
sangue nemico, si presentò al Supremo Comandante Don Giovanni d'Austria, per ricevere il
meritato elogio, mentre nella notte, cinquanta galeotte turche incendiate illuminavano il
mare quasi a voler esaltare la Vittoria dei Cristiani. Tra le memorie della Famiglia fu
rinvenuta la seguente iscrizione: Classibus ad Lepantum Immani occurrentibus clade novi
qua vechebatur subustascissis ut voluit catenis arduum in turcos proelium commisit
devictaquae salus victoriam turba navem redemit. Un poeta, in un verso, sintetizzò la
valorosa impresa: "E vinto all'inimico tolse un legno", ed
ancora: "
ei vinto vinse ed il vincitore estinse"
- Girolamo Mastrilli, Cavaliere vissuto nel Sedicesimo
secolo, fu uomo di grande pietà e dottrina, famoso per essere il padre di otto illustri
figli: Giovan Vincenzo, Gregorio Carlo, Pietrantonio, Mario ed i tre eroici Guerrieri:
Decio, Giambattista e Marcello, che combatterono i Turchi a Melita, Naupactum e Navarrino,
tra il 1565 ed il 1585, e dei quali vi erano tre epigrafi, con sculture in rilievo, sulle
quali risultava la Croce di Malta, in Casa dei Marchesi Santomarzano in Napoli. Uno dei
figli di Girolamo, Pietroantonio, fu avvocato Fiscale della Vicaria, Presidente della
Reale Camera della Sommaria, ma viene più che altro ricordato per aver salvato i Nolani
da una grande inondazione di acque malsane, che avevano invaso la Città, nel 1594; il
Mastrilli le fece arginare, incanalandole e deviandole nelle campagne circostanti,
salvando così Nola dal pericolo. Ed ancora, a sue spese, fece trasferire tutta la
popolazione, sulle colline circostanti, per la qual cosa si meritò il titolo di Padre e
Salvatore della Patria. Una lapide in marmo lo ricordava sul frontespizio della Vecchia
Cattedrale di Nola, mentre un'altra lapide, nella Chiesa del Purgatorio a Napoli, nel
1607, elogiava il suo atto generoso e per aver donato a quel Tempio 4000 scudi d'oro.
Ultimo dei figli di Girolamo fu Mario, insigne cavaliere più noto come Marchese di
Tortorici; si stabilì a Palermo, dando origine al Ramo Siciliano di questa illustre
Famiglia.
- Mastrilli Marcello Francesco II, nato il 14/9/1603,
vestì l'abito dei Gesuiti a 15 anni; nel 1655, partì con altri 73 missionari per le
Indie.
Egli si dedicò all'Apostolato in oriente passando nelle
isole Filippine, dove arrivò insieme al Re di Spagna, con una spedizione militare; fu di
gran conforto ai soldati, nella battaglia di Mindanao. Andò quindi in Giappone, dove
morì martire a Nagasaki il 17 ottobre 1637, per mano di idolatri. Molti biografi hanno
scritto della vita di questo martire: l'inglese Stafford, in lingua Castigliana, poi
tradotta in Italiano e pubblicata da Diotallevi di Viterbo nel 1642; altra biografia
datata 1671 fu stilata da un suo Fratello Cappuccino (a nome Francesco IV) che, nato nel
1606, prese il nome di G. Battista ed ancora scrisse: Padre Daniele Bartoli, della
Compagnia di Gesù nel 1671. Mentre lo stesso Marcello aveva lasciato "Iter in
Indiam" (in lingua spagnola); l'originale era stato mandato allo zio Gabriele, mentre
una copia fu inviata alla Regina di Spagna, come risultava da una lettera datata
24/3/1636, scritta da Goa (India) ed indirizzata allo stesso zio. Ma i documenti originali
sono andati perduti
Mastrilli Marcello III, Duca di
Marigliano e Conte di Roccarainola, fu valoroso guerriero all'assedio di Malta agli inizi
del XVIII secolo. Iscritto all'Accademia del Caprario, istituita dal Principe di
Celebrano, Francesco Carafa, prese il nome arcadico di Ippaleo; i suoi versi sono raccolti
con il titolo "Il Caprario". In una edizione di Firenze del 1732, Nicola
Albarano, Canonico della Collegiata di Marigliano, lo dichiarava, nel dedicargli una sua
opera: "
versato in tutte le scienze ed in modo particolare la Teologia
Morale"
- Mastrilli Isabella, figlia unica di Marcello Duca di
Marigliano, sposò Giovanni Mastrillo, Marchese del Gallo, a solo 13 anni. Nel 1703 era
già madre di sette figli quando stampò la sua prima opera in Napoli: "Il Prodigio
della Bellezza". Prese il nome Accademico di Elinda Zelea; scrisse anche una
tragedia: "Ottone", ed inoltre molte poesie e sonetti. Era Duchessa di San
Nicandro, del ramo dei Duchi di Marigliano. Morì nel 1739
- Mastrilli Isabella II, questa seconda Isabella nacque a
Nola nel 1781 e morì il 29/9/1839. Era figlia di Giovanni Mastrilli Duca di Marigliano e
di Giustina Filomarino. Sposò il Duca di S. Nicola, Gaetano Gaeta, ed alla sua morte fu
sepolta in Napoli nella Real Chiesa di Santa Maria del Pianto
- Gregorio Mastrilli (Muzio), fu uno dei primi Nolani ad
arruolarsi nella Compagnia di Gesù. Egli, per caso, all'età di 15 anni (il 21 maggio
1566) assistette alla morte di due fratelli che si erano sfidati a duello per futili
motivi; impressionato e particolarmente colpito da questa selvaggia scena, si dette alla
predicazione, mutando il nome di Muzio in Gregorio. Dopo aver girato in Case Religiose di
Roma e di Napoli, morì il 7 febbraio 1633
- Giovanni Battista Mastrilli, visse secondo il motto
della sua Arma: Benefacere et Laetari. Figlio del Marchese di San Marzano, prese
nell'adolescenza l'abito dei Cavalieri di Malta, ma in seguito fu Cappuccino Francescano
e, dopo aver compiuto profondi studi e corsi di Teologia e Filosofia, si dette alla
predicazione. Nel 1656, essendo scoppiata la peste a Nola (ed in tutto il Reame), Padre G.
Battista, insieme ad altri 4 Sacerdoti della Diocesi, accorse in Città, per aiutare i
bisognosi di cure
- Mastrilli Nicola III, Gesuita al cui ordine fu aggregato
nel 1586. Andò due volte in Perù, per convertire alla Fede i barbari. Fu due volte
Provinciale ed ottenne a Roma la carica di Procuratore della Provincia. Rimangono suoi
scritti in spagnolo, pubblicati a Lima nel 1632. Ma alla fine, consunto dalle privazioni e
dalle fatiche, morì più che ottuagenario in Perù, il 14 febbraio 1653
- Mastrilli Giulio, Duca di Marigliano, fu Avvocato
Fiscale e Giudice della Gran Corte della Vicaria, oltre che Consigliere di Santa Chiara.
Servì, per ben 34 anni, i Re di Spagna: Filippo II, III e IV, dal 1597 al 1631. Noto per
aver accolto nel 1630, nel suo mobile palazzo in Marigliano, Maria d'Austria, Regina di
Ungheria e di Boemia e sorellla di Filippo IV che si sposava con Ferdinando II Imperatore.
Ella era accompagnata dal Duca d'Alba, dal Cardinale di Siviglia e da un gran numero di
Cavalieri e Nobildonne Napoletane. Nella Biblioteca Nazionale di Napoli si trova una sua
Autodifesa scritta nel 1631
- Vincenzo Mastrilli, fu Regio Consigliere a Napoli negli
anni 1592/93; ebbe per fratello quel Giovantommaso, che venne ricordato nel testamento del
Poeta Luigi Tansillo il 29/11/1568
- Gerolamo Mastrilli, padre del venerabile Marcello
Martire in Oriente; nel 1637 era marito della Contessa Donna Beatrice Caracciolo. Il
Marchese Gerolamo era anche padre di Don Vincenzo Mastrilli e di Antonio Mastrilli.
Quest'ultimo era al servizio di Filiberto di Savoia. Un altro Gerolamo, nato a Nola, fu
Capitano della Croce Bianca e Cavaliere di Malta nel 1688
- Giovanbattista Mastrilli Frate, fu segnalato come uno
dei più valorosi combattenti per la fede, a Navarrino, nell'espugnazione della Città. Su
una delle numerose lapidi che si trovano nella Casa dei Marchesi Santomarzano Mastrilli in
Napoli è scritto: Frater Ioan Bapt. Hironimo Filius Apud Melitam Et Naupactum Rebus
Praeclare Gestis Perinclitus in Navarrini Expugnatione Belli dux Empariorum Commendatorius.
Ann. MDLXXX
- Marcello Mastrilli Religioso, nato a Nola visse sempre a
Milano dove fu nominato Priore di Lombardia e Croce di Malta il 3/6/1599. Nella casa
napoletana dei Santomarzano/Mastrilli vi era l'epigrafe: Frater Marcellus Hieronimi Filius
in Exporandis Turcorum Consiliis atque evertendis Acerrimus Apud Navarrinum Belli
Praefectus ad Sixtum V Legatus Ann. MDLXXXV
- Lucio Mastrilli, nato a Nola, Cavaliere di Malta il
18/5/1588
- Giulia Mastrilli, sorella del Martire Marcello, Monaca a
Nola nel Monastero del Gesù (dove erano altre religiose della Famiglia)
- Alessandro Mastrilli (I), nato a Nola verso la fine del
1500. Fu Priore d'Ibernia ed Ambasciatore della Religione in Roma. Cavaliere di Malta il
28/5/1649.
- Erasmo Mastrilli, dei Marchesi di Selice e della Schiava
nacque a Nola il 10/9/1715; insegnò varie scienze in Montecassino. Vicario Generale della
Diocesi di Nola, fu Priore a Roma. Vescovo di Isernia il 26 settembre 1757, fino al giugno
del 1769
- Felice Maria Mastrilli, uomo religioso e di cultura,
abbellì e decorò nel 1735 con marmi colorati e stucchi, la Chiesa dei SS. Apostoli in
Nola; inoltre creò un vuoto, al di sotto della Chiesa, onde preservarla e dall'umidità e
dalle continue infiltrazioni d'acqua, che provocavano notevoli danni al Tempio, o essendo
(com'è noto) la Chiesa dei SS. Apostoli, molto più in basso dell'adiacente piano
stradale
- Marzio Mastrilli, nacque a Nola il 6/9/1753 precisamente
nel Castello di Ponticchio (Feudo della sua casa) nei pressi di Cicciano. Figlio di Mario,
Duca di Marigliano, venne battezzato nella Chiesa Parrocchiale di Tufino (la madre era
Giovanna Caracciolo di Capriglia). Diplomatico conosciuto sotto il nome di Marchese di
Gallo, nel 1801 rappresentò la Corte di Napoli a Parigi, quale Ambasciatore: il titolo di
Duca gli fu conferito da Murat il 10/2/1813. Cercò di conciliare il Governo Imperiale di
Francia con quello del Regno di Napoli. Queste sue gesta furono da lui stesso descritte e
pubblicate in seguito (dal Maresca in 2 Vol. nel 1888 - Archivio Storico della Provincia
Napoli). Ebbe due mogli, dalla prima, morta il 4/1/1812, non ebbe figli; dalla seconda
(Maria Luigia Colonna figlia del Principe di Stigliano), sposata nel marzo del 1813 ebbe 5
figli: una bambina nel 1814; indi Mario, nato a Napoli nel 1815; Marcello, nato il
12/2/1820 ed altre due bambine. Morto Mario (il 23/ 9/1855) senza discendenze gli successe
il fratello Marcello (Marchese del Gallo) che sposò Marianna Brancaccio dei Principi di
Ruffano: ebbe un unico figlio, Mario, nato il 9/7/1857, Capitano di Artiglieria
nell'Esercito Italiano. Marzio morì il 4 febbraio 1933.