IPPOLITO FELICE


Nacque a Nola il primo gennaio 1886 e morì il I settembre 1964.

Da giovane ebbe l'insegnamento di due Maestri (che furono gli unici), i professori Severini e Verzighelli, da essi apprese l'essenziale: la composizione della tavolozza e del disegno, che accrebbero la sua innata vocazione, e per l'arte figurativa, paesaggistica, l'alto e basso rilievo, la decorazione, che per le altre branche, quali: di letterista, chiaroscurista, acquarellista e modellatore di creta, pietrista, e scenografo.

Si dedicò con passione ed impegno alla realizzazione dei "Gigli" di Nola, dei quali piaceva essere l'ideatore, progettista, modellatore e l'esecutore artistico.

Si ricordano suoi lavori di decorazione ornamentale eseguiti nei palazzi Grassi, D'Anna, e De Ferrante, nel Castello di Mercogliano (Casamarciano), nell'annessa Chiesetta, ed in innumerevoli case nobili di Nola e dell'Agro.

Ed ancora, restauri nella Chiesa di San Ciro a Portici, Migliano di Domicella, Marzano di Nola, Chiesa del Gesù a Nola, ed ancora in chiese di Quindici e Marzano, nella Cattedrale di Afragola; mentre non si contano i lavori di decorazione di soffitti, pareti ed altro.

Eseguì carri allegorici, sia per il carnevale a Nola, che a Cicciano, Capua, e per la Piedigrotta Partenopea, negli anni dal 1920 al 1950/60. Famosi i suoi tappeti di segatura, eseguiti per innumerevoli anni, nelle Chiese di San Biagio e del Gesù di Nola, in occasione della Pasqua; uno dei suoi ultimi lavori, fu il restauro nel Convento di Sant'Angelo in Palco a Nola.


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Una foto di Ippolito Felice (il primo da destra)


Ebbe molti giovani come allievi, che in seguito si affermarono nel loro campo. Ricordiamo: i fratelli Vassallo, Antonio Ferrante, i Settembre, i fratelli Antonio e Francesco Pierro a Saviano, ecc.

Felice Ippolito fu un geniale e poliedrico Artista, che per le sue innate e versatili doti avrebbe meritato maggior fortuna.