HYDRIA-VIVENZIO
L'Hydria è uno dei capolavori tra i pezzi vascolari del
Museo Nazionale di Napoli ed il più importante della Collezione Vivenzio. Allorquando fu
scoperta nel 1797, conteneva ancora gli avanzi della combustione del cadavere ed una
sardonica con alcuni balsamari. Il vaso chiamato "Cassandra", è a tre manici e
reca la scena dell'Iliupersis. Cosi la descrive Pietro Vivenzio, l'archeologo Nolano che
la scoprì e di cui porta il nome: "Sta il vecchio Priamo con il nudo corpo di
Polita stramazzato a terra, il cadavere del giovanetto Astianatte sulle ginocchia e
macchiato di sangue, già il capo prono sotto il colpo della spada di Neottolemo. Strappa
Aicae, Cassandra, dall'inutile asilo del Palladio, mentre un vento di tempesta piega nella
notte il fusto ed i rami di una palma, come le chiome della derelitta, che siede atterrita
ed aspetta il suo destino di schiava". Il vaso ha un'altezza di 42 cm ed un
diametro di 75 cm. Vi si legge due volte in greco, Kalos = Bello.

Hydria Vivenzio da Nola, necropoli ceramica, altezza
0,42; diametro 0,75. Museo Nazionale - Napoli
Un altro vaso a tre manici, rinvenuto in Nola, detto della Cibistesi
(sempre al Museo Nazionale di Napoli), raffigura dieci attori che eseguono giochi sulla
spada. Notevole anche il ritrovamento a Nola, nell'ottobre 1798, in un sepolcro di tufo,
di cinque vasi "Avellani", tra i quali ne spicca uno che rappresenta Oreste al
sepolcro di Agamennone in compagnia di Pilade ed Ifigenia. Molti di questi vasi fittili
del periodo greco hanno arricchito i Musei d'Europa e si crede che fossero introdotti a
Nola dai vasai greci Eucherio ed Eugrammo.