GILL ARMANDO


Questo artista, nato chansonnier, compositore ed improvvisatore, si chiamava Michele Testa, anzi Testa/Piccolomini, teneva a precisare il padre: infatti il nobile avo di Michele, Ottavio Piccolomini, Duca di Amalfi e Maresciallo dell'Impero, assurse al comando delle Forze Spagnole in Olanda (dopo la Guerra dei 30 anni).

Nacque Michele a Nola nei pressi di Piazza del Collegio, il 21 gennaio 1878 (Arch. Curia di Nola) dal padre, modesto distillatore di alcol di origine Irpina, che aveva rapporti di affari con commercianti ed artigiani nolani. I genitori volevano fare di Michele un avvocato, ma il padre del Nostro dovette, in fretta, andar via da Nola, dopo la chiusura della sua piccola azienda di alcol, trasferendosi con la famiglia a Napoli, nei pressi di via Foria. Nel 1887 la madre morì, lasciando il piccolo solo, tanto che il bambino dovette essere messo nel collegio del professore Chierchia.

Bambino prodigio, già a scuola improvvisava rime e strofette non appena se ne presentava l'occasione; all'età di 21 anni si mise a scrivere poesie, e poco dopo diede alle stampe, una canzone musicata da un suo amico: "Fenesta 'nchiusa"; a questa seguì, "O' surdate", che ebbe un discreto successo. Il Corriere di Napoli pubblicava il 1 marzo 1901 una corrispondenza da Nola, firmata Fongius (Giuseppe Fonseca, poi sindaco di Nola):"…che al Circolo dell'Unione, si esibiva il concittadino Michele Testa, con le sue macchiette ed improvvisazioni…" (solo più tardi prese lo pseudonimo di Armando Gill). Una sera al teatro Mercadante di Napoli, al debutto della Sua Compagnia, vi fu un corto circuito, ed Armando (era ormai il suo nome d'Arte), senza perdersi di coraggio, uscì sul palcoscenico al buio, intrattenendo il pubblico per oltre due ore, declamando la parodia dell'Inferno di Dante, sostenendo in tal modo, da solo, la rappresentazione, accompagnato dalle spontanee manifestazioni del pubblico divertito, che acclamò a lungo l'improvvisatore. Gill venne spesso a Nola: il 29 ottobre 1912 insieme a Luisella Viviani al Teatro Umberto I; e nel 1914, di nuovo all'Umberto, in una serata in suo onore, voluta dai suoi concittadini. Intanto continuava a pubblicare canzoni; ma il vero successo arrivò con "O Zampugnare 'nnammurato", che pur essendo datata 1917, fu pubblicata a causa della guerra, solo nel 1924. Si vuole che con questa canzone abbia voluto ironizzare sulla terra dei suoi avi, tanto amara per lui!

Passò quindi di successo in successo, tra i quali: "Come pioveva", altro memorabile trionfo, rimane "Palomma", mentre non mancavano mai improvvisazioni estemporanee, sui palcoscenici che calcava. Morì per un attacco di angina, nella notte del 31 Dicembre 1944, sotto il trepidare dei "Tracchi" dei napoletani che festeggiavano l'arrivo del nuovo anno. Nel 1980 una casa discografica (Phonotipe/Record), incise tutte le canzoni di Gill; (ricavandola da vecchi dischi a 78 giri) quando si compiaceva annunciare i suoi brani dicendo: "Versi di Armando, Musica di Gill, cantati da Armando Gill".

Nel Cimitero di Poggioreale a Napoli sulla tomba di Gill furono incisi i versi di una sua canzone: "O' quatt'e maggie";

…Core fatte curagge,

'sta vita e nu passagge

facimmungille chistu quatt' e' maggie

che 'nce pensamme 'a 'ffa'

si 'o munno accussì 'vvò?