Vincenzo nacque a Nola nel 1781 e morì, celibe, nel 1855; ebbe altri cinque fratelli, ma solo una delle sorelle si sposò: Palma (sposò Filippo Cacciatore) ed ebbe due figli. Troviamo Vincenzo in una riunione di Settari - tenutasi a Liveri - nel Convento di Santa Maria Apparente - insieme a Pasquale Pesce - al Dr. Antonio Mercogliano , e molti altri cospiratori di San Paolo Belsito , Liveri e del Vallo di Lauro. Arrestato il 7 febbraio 1818, insieme ai sopradetti Mercogliano e Pesce: " come capi dell'unione settaria che ebbe luogo a Liveri" - furono rinviati presso la Prefettura di Polizia di Napoli: il Giannini - fu confinato nell'isola di PANTELLERIA, dove, poco dopo, venne liberato per Grazia Sovrana, tra la fine del 1819 e gli inizi del 1820 - quando Ferdinando I - costretto a concedere la Costituzione - amnistiò gli esiliati politici. Partecipando ai Moti del 1820 - fu rimandato a Pantelleria, dove questa volta vi rimase per dieci anni - infatti solo nel 1830 - quando il 18 dicembre Ferdinando II lo graziò - poté tornare a Nola - dove divenne l'Amministratore dell'archeologo Pietro Vivenzio che lo nominò suo erede universale.