FONDAZIONE DELLA CONGREGAZIONE DI MARIA SS. DEL CARMELO


Cronistoria della Chiesa e della Congregazione Maria SS. del Carmelo (Chiesa del Carmine).

La lodevole ed intelligente iniziativa dei Priori, di racchiudere in un testo la storia dell'Arciconfraternita "Maria SS. Del Carmine di Nola", riscuoterà certamente il meritato consenso di quanti si interessano direttamente ed indirettamente , dei problemi delle comunità religiose. La pubblicazione , per l'organica distribuzione degli argomenti trattati e raccolti con abbondanza e pur tuttavia con notevole sintesi, si inserisce facilmente nella serie di iniziative che tendono a rinnovare il senso del dovere compiuto dai Priori, con l'ausilio dei Parroci, che si sono alternati nel tempo. E' il risultato di una scrupolosa ricerca curata dallo storico Antonio Minieri, che, con paziente lavoro, ha saputo stralciare dai vetusti atti, alcune delle più significative attività svolte nel corso di quasi tre secoli di pratica di vita cristiana. Ha elaborato questo originale lavoro, rispettando l'impostazione e tenendo presente ciò che, dalla costituzione della Congrega (1710), era mutato durante i due ultimi secoli. Mi auguro che il lavoro compiuto dal Minieri trovi consensi e favorisca consigli e suggerimenti, capaci di stimolare ulteriori approfondimenti e risvegli di fede, a quanti, con la stessa visione cristiana della vita, si accingono a rappresentare la nobile categoria.

Raffaele Cantalupo

Priore Onorario

 

 

Cenni storici sulla Confraternita del Carmine.

La confraternita di Maria SS.ma del Carmine vanta il suo principio ed origine dal S/to Padre e Profeta Elia, 900 anni avanti l'incarnazione di N.S. Gesù Cristo, sulle cime del Monte Carmelo, situato tra la Palestina e la Fenicia, nella provincia di Terra-Santa, solo tre miglia di distanza dalla Città di Nazaret, dove il suddetto Profeta vide sorgere dal mare la piccola Nuvoletta misteriosa rappresentante la Vergine SS/ma che si innalzava verso il cielo. Perciò nello stesso monte ad onore della Divina Signora , incominciò una unione di molti uomini, che, seguendo l'esempio dei SS/mi Profeti Elia ed Eliseo, vissero colà santamente, fino al tempo della Predicazione Evangelica, ed abbracciata la Fede Cattolica, cominciarono a venerare in special modo l'immagine della Vergine, eleggendola loro Madre-Padrona, nello stesso Monte Carmelo, vicino al Fonte di Elia, dove eressero un oratorio. E da allora i fedeli si congregarono ogni giorno, onorando la Vergine come loro Patrona, collocandovi anche un'effige, dipinta dall'Evangelista San Luca, onde tutti, comunemente, vennero chiamati: Fratelli della Beatissima Vergine del Monte Carmelo. Inoltre, il Pontefice Onorio III nell'anno 1216 confermò ed approvò la Congregazione e da allora tutti quelli che si ascrivevano a tale unione, furono chiamati col titolo di Frati Confratelli e Consorelle della Madre di Dio Maria Vergine del Carmelo.

 

Costruzione ed ubicazione della Chiesa.

La Chiesa dei P.P. Carmelitani, denominata S. Maria del Carmelo (o del Carmine) sorge nei pressi di una delle antiche Porte di Nola: la Vicanziana (dal nome di Vico degli Anzi) volta a mezzogiorno verso il Vesuvio.

1621 - La Chiesetta ubicata nelle vicinanze di un Castello (i cui ruderi affioravano ancora negli anni 1940/50, nei pressi del vecchio Foro Boario e nella recinzione di un giardino di una casa privata), fu donata dalla Città di Nola, agli inizi del XVII secolo, ai P.P. Carmelitani che, in occasione della Quaresima, avevano tenuto in Nola, nell'anno 1621, un ciclo di Predicazioni nella Cattedrale. I Padri, con il loro forbito dire, avevano richiamato un gran numero di fedeli, anche di cittadini dell'Agro e del Contado, in special modo con la parola del loro Padre Bartolomeo Petagna (zio dell'omonimo Vescovo di Caiazzo deceduto nel 1769).

1623 - I Nolani che avevano assimilato e particolarmente gradito le parole dell'illustre Predicatore non volendo che il "Maestro" Petagna si dipartisse dalla loro Città, consegnarono a lui questa Chiesetta (con, in seguito, un Monastero Carmelitano) con tutte le rendite e le suppellettili quale che fosse un imitazione e dipendenza della Chiesa del Carmine Maggiore in Napoli.

Bartolomeo Petagna.

Il Padre nacque a Napoli nel 1592 e, già a 15 anni, entrò nel Real Convento del Carmine Maggiore. Apprendendo prontamente e perfettamente le Scienze Filosofiche e Teologiche, fu laureato in Teologia ed aggregato, indi, tra i Dottori del Sacro Collegio Napoletano, di cui fu anche Decano. Nel 1637 fu eletto Priore del (suo) Convento del Carmine di Napoli. Il "Liber mortuorum" del Carmine di Napoli indica che: "... nel giorno 2 luglio 1659, nel convento del Carmine Maggiore, morì P. Bartolomeo Petagna, Decano dell'Almo Collegio dei Teologi di Napoli, Priore del Convento del Carmine, Vicario Generale della Sardegna e fondatore del Convento di Nola".

1650/1705 - La Chiesa che inizialmente era una semplice Cappella fu ampliata con l'aggiunta di un'abitazione limitrofa ed un giardino annesso, ceduta ai Padri dal Dottor Marcello Sibillia, per 250 ducati, acquisti che gettarono le basi per la costruzione di un'ampia Chiesa e di cinque Cappelle. Anche il vicino Castellano di Nola, Don Didaco Gravera (uno degli ultimi spagnoli) contribuì all'ampliamento del Sacro Complesso erigendo a sue spese accanto alla Chiesa altre stanze.

1710 - Alcuni fedeli e più persone dell'Agro, costituirono una congregazione, ottenendo anche l'approvazione ecclesiastica della Curia di Nola, con un Decreto Reale del I novembre dello stesso anno: Viceré di Napoli (all'epoca) era il Cardinale Vincenzo Grimani, che appoggiò e sollecitò le aspirazioni dei fedeli nolani.

1711 - Il Convento, su richiesta della Congrega, a sua volta, diede il "Placet", onde edificare, nel chiostro, un oratorio (atto del Notar Antonio Pancioli di Nola datato 28 giugno 1711), i Congregati avevano infatti la concessione: "…di una sepoltura nella Chiesa di esso Convento, per uso e comodo dei confratelli essi avevano l'obbligo di restaurare a proprie spese la Sagrestia della Chiesa, e di pagare, a titolo di canone, al Convento, ducati quattro annui, ed una quantità di cera nella Festività della SS/ma Vergine".

1650/1720 - Negli anni della seconda metà del 1600 (primo ventennio del 1700), molti avvenimenti e personaggi movimentarono la vita di questo Sacro Complesso: il Padre Aurelio Molissi, Nobile Cremonese, essendo Deputato in Nola, nella Chiesa del Carmine arricchì la stessa di tutti gli arredi sacri, accrescendo il Convento di altri vani, e, nello stesso tempo (primi anni del 1700) Don Marcello Mastrilli (III) Duca di Marigliano e Conte di Roccarainola, donò alla Chiesa una custodia dorata per il Santissimo, gli arredi sacri di lino, per l'altare, la pisside, l'incensiere ed il vaso per l'olio santo, tutti in argento. In seguito il Nobile Luca Cesarini, con il figlio Don Michele, Don Carlo Capocelatro e la moglie Donna Giovanna Mastrilli, beneficiarono con ulteriori donazioni, sia la Chiesa che il Convento, in modo tale da far scrivere al Guadagni (Nola Sagra): "…furono fatti tali miglioramenti e comodità, in guisa che in processo di tempo: …il Convento del Carmine sarà uno dei più bramati Conventuoli del Regno…". Altro illustre predicatore, che aveva visitato la Chiesa nel decennio di Padre Molisso, fu il "Maestro" Salvatore Scaglione che, poi, divenne Vescovo di Castellammare di Stabia nel 1678/80. Nel mentre finiva la dominazione spagnola a Napoli, e di conseguenza i loro viceré, subentrarono gli Austriaci (1707).

1724 - Con delibera del 4 aprile 1724, i monaci accordarono all Congrega di alzare le mura dell'oratorio di 8 palmi (L'Atto firmato dal Monaco Carmelo Civitatis) e la concessione era accordata ai Confratelli:

       - Giuseppe Santoro, Priore

       - Andrea Mezza, primo assistente

       - Gennaro Cuocolo, secondo assistente

       - Antonio d'Avella di Felice, terzo assistente, che agivano             in nome e da parte di tutta la Congregazione.

L'Atto ufficiale era del notar Antonio Scarpati di Nola e la Congregazione otteneva dal Convento dopo i lavori di rafforzamento delle mura perimetrali, che risultavano lesionate: "… la facoltà di alzare la volta, come da richiesta di 14 anni prima, nonché l'appoggio sulle mura della Chiesa e di esso Convento, con l'obbligo di portare la sagrestia alla medesima altezza, di fare l'accesso al campanile a proprie spese, e chiudendosi nella operazione di innalzamento il finestrone del Convento, doveva essere lecito alla Congregazione di aprivi un <<occhio>> onde l'oratorio ricevesse più luce".

1720/30 - Sempre negli anni 1720/30 la Confraternita era rappresentata da: Giuseppe Santoro: Priore, Andrea Mezza: primo assistente, Antonio D'Accetta: secondo assistente, Gennaro Cuordo: terzo assistente. Mentre Maestri Ufficiali dell'Oratorio e Confraternita di SS. Maria del Carmine di Nola, fondata dentro tale Chiesa, erano: Pre-Baccelliere: Angelo Falanga, Priore; Pre-Baccelliere: Carlo Maria Cappella, Vicario ed i Pre-Baccelliere: Domenico Cinacj e Domenico Mazza, erano i Sacerdoti del Convento. Nel frattempo era stata licenza dal Pre Priore della Chiesa di S. Maria del Carmine, della Città di Napoli e della Cancelleria di detto Tribunale, affinché gli "ufficiali" ed i fratelli fondassero nel loro Convento, oltre che un oratorio, anche una sepoltura (nella Chiesa di Nola) ad uso e comodo degli stessi confratelli, restaurassero la sagrestia a loro spese, adempissero ancora ad altri obblighi e patti (stipulati a mano e sottoscritti dal notar Antonio Pancioli di Nola). Seguivano poi atti ed impegni vari, presi con la Cancelleria di Napoli. Notai: Antonio Scalpati e Michelangelo Auriemma di Nola.

1749 - Nell'anno 1749 nel mese di maggio si aggiunse ai Santi Protettori di Nola: Santa Maria Maddalena de' Pazzis, quale Patrona della Città di Nola. Un triduo solenne fu fatto "…nella Chiesa dei Padri Carmelitani con nobile apparato, scelta musica, tre panegirici e pomposa processione, in cui fu portata per la città quella bellissima Statua, che si conserva, tra le altre, nel tesoro della Cattedrale, donde si porta ogni anno nella Chiesa del Carmine, allorquando celebrar se ne deve la Festa…" come recita il Remondini (Nolana Ecclesiastica Historia III Tomo). Fu appunto il Vescovo Troiano Caracciolo del Sole che volle dare a Nola, una "Patrona Carmelitana", aumentando così di importanza spirituale e storica la Chiesa del Carmine di Nola.

1777 - Il 26 febbraio 1777, la Congregazione del Carmine, ricevette dal Re Ferdinando di Borbone, il "Regio Assenso", circa la Fondazione e la Regola fondamentale dell'Arcoconfraternità del Carmine, con un diploma "per soli uomini" (per le donne si doveva attendere fino al 26 aprile del 1800). La supplica al Re, per tale concessione, era stata sottoscritta da tutti i componenti della Confraternita.

1793 - Un Atto del Notaio Michelangelo Auriemma, del 5 maggio 1793, così recitava:

"La congregazione avendo bisogno di prolungare la chiesa del suo oratorio e di togliere, in ciò fare, la sagrestia che immediatamente seguiva l'altare, prese al centro del Convento, porzione del suolo del di lui cortile, nella larghezza di palmi 31/2 per potervi costruire una nuova sagrestia e un guardaroba tutto per canone annuo di ducati (d'oro) 3,50 previo - Decreto Expedit - della Real Camera di Santa Chiara (di Napoli)".

1798 - Il 28 marzo di quest'anno, un "Dispaccio Reale" emanato da Ferdinando di Borbone, circa la soppressione degli Ordini Religiosi, fu recapitato anche al Convento del Carmine di Nola. Il Dispaccio trasmesso dal Regio Tribunale di Nola datato 26 marzo 1798, era un Avviso, rimesso a tutti "I luoghi Pii della Città di Nola", esso constava di 7 comma e un preambolo.

 

Gli ordini religiosi soppressi nella Diocesi di Nola.

Essi furono:

I Verginiani di Casamarciano = 24/11/1806

Celestini di Torre Annunziata = 13/2/1807

Camaldolesi di Nola = idem

Cistercensi di S. Pietro a Scafati = idem

Verginiani S. Maria delle Grazie a Marigliano = idem

Verginiani di S. Giacomo di Lauro = idem

Verginiani di S. Croce di Palma Campania = idem

Olivetani di Torre Annunziata = idem

Paolotti di Ottaviano = 19/11/1807

Conventuali di Nola = idem

Domenicani di Madonna dell'Arco = 13/1/1808

Carmelitani di Ottaviano = idem

Carmelitani di Somma = idem

Crociferi di Nola = idem

Carmelitani Scalzi di Nola = idem

Conventuali di Roccarainola = idem

Domenicani di Ottaviano = idem

Domenicani di Somma = idem

Paolotti di Cimitile = idem

Rocchettini di Liveri = idem; Monastero S. Giovanni di Dio = Nola = 8/4/1809

Ospedalieri di Nola = 17/7/1809

Agostiniani Scalzi di Nola = 7/8/1809

Agostiniani di Lauro = idem

Conventuali di S. Anastasia = idem

Carmelitani di Pomigliano = idem

Monastero S. Giovanni di Dio = Somma V. = idem

Serviti di Ottaviano = idem

Monache di S. Spirito Nola = 29/11/1809

Monastero del Carmine - Somma = 29/11/1810

 

1799 - In data 29 novembre 1799, il Regio Tribunale Misto (di Nola) fa richiesta alla Congregazione, di voler elencare quanto possiede, sia in rendite che in beni. La Congrega, tra messe, cera, novene, censo e quanto altro donavano i Confratelli, superava la cifra di 142 ducati annui. Quanto dichiarato era ricavato dai libri della Congregazione e dai conti degli stessi Priori. Il tutto sottoscritto in data 24 settembre 1798 dal "Fiscale" Gabriele De Risi.

1799/1800 - Il Priore ed i Confratelli della Congrega fanno un'istanza alla "Commissione della soppressione del Convento del Carmine di Nola", rivendicando il possesso di una Cappella, nella Chiesa del soppresso Monastero, in forza ad un testamento del 28 Giugno 1711, e per aver acquistato, in seguito, dagli stessi Padri, tale diritto, oltre a quello della Terrasanta per la Sepoltura dei Confratelli (25 febbraio1800).

 

1800 - In data 5 febbraio 1800, i Priori di M. SS. del Carmine di Nola, sottoscrivono una supplica a S. M. il Re Ferdinando IV di Borbone onde ottenere l'allargamento della Terra Santa impegnandosi, nello stesso tempo, di ricostruire (in parte) il Campanile e tutto quanto occorresse per il buon mantenimento di tutto il Sacro Complesso. (Seguono: Il nome del Priore Paolino Nappo ed altri otto). Atto vidimato dal Notar Felice Rossi della Città di Nola. Lo stesso notaio, il 23 febbraio del 1800 con un altro atto, avendone ottenuto il Placet, sancirà l'allargamento della Terra Santa nella Chiesa del Carmine, mentre i Confratelli, in cambio, si obbligano a voler costruire, nella sagrestia del monastero una sepoltura ad uso del medesimo convento.

1800 - In riferimento poi ai beni della Congregazione di S. M. del Carmine, in seguito a quanto viene ordinato dal Regio Governatore di Nola per disposizione Reale i Priori del Carmine di Nola erano tenuti a rispondere, separatamente, ad ognuno dei 24 capi, come già notificato nel "Real Dispaccio".

E la "Fede di quanto possiede la Congregazione di S. M. del Carmine a rimessa del Regio Tribunale Misto, in data 29 ottobre 1799", firmato dal deputato Fiscale: Gabriele De Risi, constava in :

- 13 gennaio 1727: censo di carlini 35, Notaio Felice Pancioli;

- 24 settembre 1763: eredi Mattia Palmigiano di S. Erasmo, (capitale 40 ducati) carlini 25 annui, Notaio Giuseppe Antonio Auriemma da Nola

- 1 marzo 1762 (data istrumento): eredi Carlo Penna, capitale ducati 161, rendita annua: ducati 8,85;Notaio G. A.Auriemma

- 27 maggio 1788: Rev. Don Arcangelo Matrisciano del Casale di San Vitaliano, Ducati 50 e per essi carlini annui 25. Istrumento Notar Michele De Filippis del Casale Di Casaferro

- 5 maggio 1793: piccolo suolo censo carlini 25 annui: Notaio Michele Auriemma.

- Eredi Angelo Cardillo: Ducati 50 per il canone annuo di 25 carlini, in forza atto 8 maggio 1759, per mano di Gioacchino Maddaloni di Nola

- Fratelli Antonio e Gaetano Pancioli: ducati 25 e per essi carlini 2 e grani 8 e 3/4 annui, in forza Atto Emidio Velotti di Nola datato I febbraio 1795

- Eredi Domenico di Falco di Saviano: ducati 50 per il canone annuo di 25 carlini, in forza atto 8 maggio 1759, per mano di Gioacchino Maddaloni di Nola

- Gli obblighi (finanziari) per la Festa in devozione di MM. SS. del Carmine, che veniva annualmente celebrata, erano affrontati dai Confratelli, poiché la Congregazione non era in grado di sostenere tali spese

- La Congregazione era obbligata, per ogni fratello che decedeva, a celebrare messe in suo suffragio, che comportava la spesa di 18 ducati annui. Seguivano, alla fine, spese per l'inserviente, messe cantate, assistenza ai chierici per il trasporto delle salme, Preti, diritto al Parroco, elemosine, comprese altre spese straordinarie, per circa 12 ducati annui.

 

1811- La Congregazione, che nel maggio (giorno 7) del 1811 in nome e con la sottoscrizione di 67 confratelli era ricorsa alla Consulta Generale, tramite il Priore Gabriele De Risi, comunicava ai fratelli che S.M. il Re di Napoli, si era degnato di accordare loro la Chiesa del Carmine. Inoltre il Deputato del Comune di Nola di accordo con il Priore Fiscale De Risi, assumeva l'impegno, affinché la Congregazione facesse a sue spese, tutti i lavori occorrenti nella Chiesa (quando entrerà in loro possesso) onde mantenerla, per il futuro in decenti condizioni ambientali.

Infatti il 22 luglio 1811, il Vicario Generale della Diocesi di Nola, inviava ai rappresentanti della Congregazione di S. Maria del Carmine, la seguente comunicazione: "…con lettera del 16 corrente luglio, il Signor Intendente di Terra di Lavoro, nella mappa delle Chiese dei Monasteri soppressi, che debbono nella Provincia conservarsi conformemente alla determinazione di S. M., con l'indicazione dei mezzi con i quali sarà provveduto al loro mantenimento, sono in essa descritta la Chiesa dei Carmelitani di Nola, che si concede alla Congregazione di S. Maria del Carmine.

Ho l'onore di passarne alla LL.SS., l'avviso perché possano adempiere a quanto si conviene col trapasso".

Sono con tutta firma

Antonio (Decurione) Nappi

 

1850 - I signori Vincenzo Mascia e Michele Allocca, con un accordo sottoscritto a termine di legge, concedono per devozione al Priore del Carmine in data 22 febbraio 1850 dei piccoli vani di loro proprietà, un cellaio, una cucina in disuso, ed un piccolo ambiente sottostante la cucina confinante con la Chiesa, terranei occorrenti proprio per allungare il Sacro Edificio.

1852 - Mentre l'11 maggio 1852 la Congregazione di Nola fu aggregata alla primaria di Roma, con il titolo di Arciconfraternita, titolo che le fu poi riconosciuto dall'Autorità Civile con Regio Decreto del 26 maggio 1852. Regio Exequatur alla Bolla Pontificia di aggregazione del 20 aprile 1853 ed il nuovo assenso per il Monte delle Sorelle (26 aprile 1800).

1852 - Il Re Ferdinando II di Borbone con Lettera autografa datata 24 maggio 1852 accorda il titolo di Arciconfraternita, alla Congrega di Santa Maria del Carmine di Nola.

 

 

Napoli 24 maggio 1852

 

Ferdinando II

Per la grazia di Dio

Re del Regno delle due Sicilie di Gerusalemme

Duca di Parma, Piacenza, Castro in Gran Principe Ereditario di Toscana ecc.

veduto il parere della Consulta di stato dei nostri Reali Domini di qua del Faro

Sulla preposizione del Direttore del nostro Ministro e Real Segreteria di Stato dell'Interno, ramo interno

Abbiamo resoluto di decretare e decretiamo quanto segue:

Articolo Primo

Concordiamo il titolo di Arciconfraternita alla Congrega di Santa Maria del Carmine in Nola Provincia di Terra di Lavoro

Articolo Secondo

Il Direttore del Nostro, Ministero e Real Segreteria di Stato dell'Interno, ramo interno è incaricato dell'esecuzione del presente Decreto.

 

Firmato - Ferdinando

 

Il Direttore del Ministero e Real Segreteria

di Stato dell'Interno, ramo interno

Firmato S. Morena

 

Il Ministro Segretario di Stato Presidente

del Consiglio dei Ministri

Firmato - Ferdinando Troia

 

 

Cappella del Camposanto.

1863 - Un Atto pubblico stipulato tra i germani: Sacerdoti Gennaro e Gerolamo De Sena fu Giuseppe da una parte e Vincenzo Panarella fu Santolo, nella qualità di Priore della Congrega del Carmine, dall'altra, avendo per oggetto un contratto di cessione, fu sottoscritto nei seguenti termini: "I fratelli De Sena, dichiarano che il loro germano Felice, nel 1853, acquistò dal Comune di Nola, palmi quadrati 470 di suolo, nel Camposanto di Nola, al prezzo di ducati (d'oro) 94, allo scopo di edificarvi una Cappella Sepolcrale per la propria famiglia, ma poi, per suoi particolari fini, non volle più costruirla, ed invece mostrò l'intenzione di cedere quel suolo, alla Congrega del Carmine di Nola che l'aveva richiesto per formare una gran Cappella Sepolcrale, per i suoi Confratelli, anzi, già anni prima, aveva intrapreso trattative col Padre Spirituale e Priore di quell'epoca".

Per tali ragioni, i germani De Sena, in ossequio alla memoria del defunto fratello Felice, e volendo vedere attuata la sua intenzione con l'Atto sottoscritto con il Priore della Congrega perfezionarono la cessione del suolo, autorizzando in tal modo, la costruzione della Cappella in data 20 maggio 1863 al Reverendo Canonico costituito Priore, Don Giuseppe Piciocchi.

1863 - La Deputazione Provinciale, con una lettera indirizzata alla Sottoprefettura di Nola in data 6 agosto 1863 autorizzava il Comune di Nola, alla vendita di un suolo del Camposanto di palmi quadrati 1800 per uso di Cappella Sepolcrale alla Congrega di S. Maria del Carmine di Nola. Questo suolo veniva naturalmente aggiunto ai 470 palmi quadrati ceduti alla Congregazione, precedentemente, dalla famiglia De Sena.

 

Lavori Cappella cimitero.

1888 - Un "Capitolato d'Oneri" dei lavori innovatori per il completamento della "Porta fuori terra" della Cappella Sepolcrale, prevedeva delle disposizioni generali per le modalità di pagamento di detto lavoro.

1890 -  Il sindaco di Nola Tommaso Vitale, in data 6 agosto 1890, con una lettera sollecitava la Congrega del Carmine a voler continuare i lavori più volte interrotti, per cui la fabbrica, rimasta alle intemperie, era stata danneggiata dalle piogge, per l'abbandono, ormai da più di un anno, della costruzione. A questo punto poiché la Congrega non disponeva della somma necessaria al completamento della Cappella (circa 4000 lire) il Confratello Pasquale Piciocchi, come recita testualmente il documento "…per solo atto di sua generosità e devozione alla SS. Vergine del Carmine, ha proposto e promesso ai riuniti Confratelli, di dare egli la somma necessaria per il compimento della fabbrica, provvedendo con una sua garanzia al prestito bancario".

La proposta del Confratello Piciocchi fu unanimamente accettata, mentre i lavori ripresero con alacrità, nello stesso anno (1890).


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Pagella di aggregazione alla Venerabile Arciconfraternita di Maria SS. del Carmelo.


1896 - Ad iniziare dal 1896 i fedeli venerarono una Statua in legno di S. Antonio di Padova, praticando una originale devozione del pane: Signore e Signorine Nolane il 13 di ogni mese si radunavano presso l'altare del Santo ed insieme ad i poveri assistevano alla Messa, provvedendo, dopo, alla distribuzione del pane del santo e, ai cittadini indigenti, pane che era stato precedentemente benedetto. Il fatto insolito consisteva nel quantitativo del pane distribuito, che non era di pochi chilogrammi, come si potrebbe pensare, ma addirittura di due o tre quintali! Nello stesso tempo, le donne, ogni anno, onoravano la Festa del Santo di Padova, con una Messa celebrata dal Vescovo di Nola (il primo fu Mons. Agnello Renzullo) assistito da due Canonici Abbati.

 

Asta pubblica per i lavori della Cappella del cimitero.

1892 - Un pubblico Bando per la sistemazione del Cappellone del carmine nel Camposanto, fu indetto in data 6 ottobre 1892; esso si svolse l'11 ottobre, ed all'asta parteciparono le imprese:

Ma in seguito la gara fu annullata, poiché nessun ribasso venne accettato dalla Commissione della Congrega. Il Segretario della Congrega, peraltro, restituiva a tutti i partecipanti alla gara di licitazione, le cento lire di cauzione che avevano versato. La Commissione era composta dai signori: Giulio Ronga, Francesco Allocca, Carmine Caccavale e Vincenzo Ronga.

1894/95 - Questa stessa Commissione qualche anno più tardi con trattativa privata, affidava all'appaltatore Edile, Antonino di Lauro, il prosieguo dell'opera di rifacimento della Cappella, lavori che si arenarono alla fine del 1895, per la cronica mancanza di fondi.

1898 - Ma siamo ormai nel 1898, un costruttore di Marigliano, Leonardo Peluso, presentava una nota spese alla Congrega, in data 20 dicembre nella quale erano elencati i lavori eseguiti, e cioè la messa in opera dei gradini di accesso ed il cancello d'entrata mentre il tetto, con tegole, veniva completato: "…con lavori eseguiti dall'artefice Gennaro Iorio di Nola, che per la sistemazione della Cappella Gentilizia della Congrega del Carmine, presentò una spesa di lire 255".

1900 - Si lavora ancora per rifinire il Sacro Edificio. I lavori furono svolti, nell'ottobre 1901 dall'impresa Angelino Pietro ed in data 27 settembre 1901, dall'impresa Felice D'Amelia di Quindici. Troviamo ancora nell'ottobre del 1902, una nota della Ditta Gaetano Lamagna di Napoli "Bronzista ed Argentiere", per la fornitura di candelabri e bronzi, per il definitivo arredamento della Cappella, che si trovava in via di ultimazione.

1924 - La Congregazione aveva istituito in quell'anno, un bollettino Mensile, che aveva la Redazione ed Amministrazione nella Parrocchia del Carmine di Nola, stampato dalla Tipografia Nolana Scala e Figli. Nello stesso anno fu costituito presso la Parrocchia, il primo Reparto Nolano Esploratori Cattolici San Ciro, facente parte dell'Associazione Scoutistica Italiana (ASCI) Istruttore era il Prof. Francesco Serino.

 

Regolamento.

Il primo Regolamento interno della Confraternita di S. Maria del Carmine di Nola constava di 6 capitoli, con 36 articoli, così suddivisi:

Capitolo primo: L'arciconfraternita di Maria SS. del Carmine di Nola, ebbe vita in Nola ed istituita nel 1621 (1623) come un piccolo monastero, dove alcuni fedeli si riunivano ogni giorno festivo, nella Chiesa annessa, per praticare Atti di religione e venerare la SS. del Carmelo. Nell'anno 1710, i fedeli presentarono una loro istanza, con firma congiunta di tutti i Congregati con le loro Regole, alla Curia Vescovile, che approvò la Fondazione, erezione e Regola, in data I novembre 1710; mentre il Regio assenso fu dato il 26 febbraio 1777 per gli uomini, ed il 26 aprile 1800 per le donne. Indi con diploma dell'11 maggio 1852 debitamente munito di Regio Exequatur datato 30 aprile 1853 fu aggregato alla Primaria Arciconfraternita di Roma lo stesso titolo di S. Maria SS. di Monte del Carmelo, decorata del titolo di Arciconfraternita, dal Pontefice Paolo V ed ancora da Papa Gregorio XV. Infine per le Leggi Concordatarie del 1929 passò alle dirette dipendenze delle Autorità Ecclesiastiche con Regio Decreto dell' 11/10/1934. Abbiamo illustrato il primo capitolo  del Vecchio Regolamento; dobbiamo aggiungere che esso subì una sostanziale modifica negli anni 1930-1940, e che al secondo capo così recitava:

"L'Arciconfraternita provvede allo scopo che è esclusivo di Culto con i seguenti mezzi (omissis)".

Indi vengono elencati vari contributi, legati, canoni, pigioni, ed altro, oltre le nicchie esistenti (nel Cimitero di Nola); cespiti con i quali la confraternita provvede alla propria sussistenza.

Nel terzo Capitolo sono descritti i diritti ed i doveri dei Fratelli, facendo, nello stesso tempo, cenno alle assemblee- riunioni in genere. Lo stesso capo proposto dai componenti della Confraternita riportava: "Possono essere ammessi a far parte della Confraternita persone di ambo i sessi che professano la Religione Cattolica Apostolica Romana e che siano di ottima condotta, morale, civile e politica". Seguono le norme per le iscrizioni dei Confratelli, la loro partecipazione, nei giorni festivi, alle funzioni religiose (processioni, accompagnamenti funebri, ecc.) ed ancora, i diritti degli associati in caso di eccesso, con messe in suffragio e tumulazione nella Cappella dell'Arciconfraternita, nel Cimitero Cittadino. Altri articoli fanno riferimento al diritto al voto dei Fratelli, nelle varie Assemblee ed infine le delibere dalle Adunanze; la validità delle stesse, sempre che il numero dei presenti superi la metà più uno degli iscritti (le votazioni vengono fatte per appello nominale con voto segreto).

Il capitolo terzo riguardava: "L'Amministrazione e le adunanze della medesima". L'articolo 14 recitava:"L'amministrazione dell'Arciconfraternita si compone del Priore, che ne è il Presidente, e di tre Membri: Sottopriore, I assistente, II assistente. Essi vengono eletti a scrutinio segreto dall'Assemblea Generale dei Confratelli, durano in carica 1 anno, possono essere rieletti senza interruzione, più di una volta". Seguono altri Articoli inerenti norme secondarie, oltrechè Socio-Amministrative, con la nomina di cariche sociali ed atti che riguardano l'Amministrazione e la compilazione del Bilancio, ed a tal uopo, gli articoli 24 e 25 fanno riferimento alle figure del cassiere e del Ragioniere, oltreché al fiscale (art.25), Revisore dei conti (art.27) e Consulta (art.28). Mentre gli articoli dal 29 al 35 riguardavano cariche di minore importanza quali: Sagrestano, Maestro dei Novizi, Maestro di Cerimonie, Deputato di Terra Santa, Avvisatore, Conservatore di Coltre, Padre Spirituale.

Il capitolo VI è dedicato al Culto dei Minori ed è intestato appunto: "Cappella Mortuaria"; l'articolo 35 così recita: "I Confratelli, le Consorelle, i Giubilati, in vita ed associati in morte hanno diritto di essere seppelliti nell'Ipogeo della Cappella Mortuaria che l'Arconfraternita possiede nel Cimitero Comunale di Nola previo tassa. L'esumazione dei cadaveri viene eseguita a termine del Regolamento di Polizia Mortuaria del comune, con l'assistenza del Deputato di Terra Santa, previo pagamento dei diritti stabiliti. Gli avanzi delle spoglie mortuali, vengono, in generale, depositati nell'ossario comune della Cappella, in ogni modo si permette alle famiglie, di rinchiuderli in apposite cassette di zinco, fatte a proprie spese, e secondo il modello stabilito, depositato nel medesimo ossario, oppure richiudere i resti, nelle nicchie che i defunti, in vita ebbero in concessione dall'Arciconfraternita … (omossis). La costruzione delle lapidi deve essere uniforme al modello comune della Cappella … (omossis)". Mentre a chiusura vi è la sottoscritta dichiarazione: "letto il presente Regolamento Interno e trovatolo conforme alla regola fondamentale con l'aggiunta di una maggiore precisione circa i lavori degli Amministratori e degli Ufficiali di cariche maggiori e minori, giusta le nuove disposizioni legali:

 

Si approva (Firmato) i Priori:

Napoletano Pasquale

Moccia Giuseppe

Settembre Antonio

Felice Pizza

 

Il Segretario

Pasquale Mascia

Il Padre Spirituale

Parroco Raffaele Spiezia

 


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Solo nel dicembre del 1992 la Chiesa di Nola emanava un Nuovo Statuto, per le Confraternite della Diocesi, consistente in Nove Capitoli: Costituzione, Confratelli, Governo della Confraternita, Mezzi Economici, Norme Generali, Norme Transitorie. Lo statuto si atteneva alle norme del Codice di Diritto Canonico del 1983. Pertanto la Confraternita risulta iscritta nel registro delle Persone Giuridiche presso il Tribunale (Civile), dopo essere costituita in persona Giuridica Ecclesiastica.

Il capitolo VIII (art.52) delle Norme Generali così recita:"La Confraternita è soggetta alla Giurisdizione, alla vigilanza ed alla superiore direzione dell'Ordinario Diocesano, alle cui disposizioni canoniche e pastorali è tenuta a prestare sempre obbedienza". Lo statuto è datato 1992 ed è firmato dal Vescovo Mons. Umberto Tramma, Cancelliere Domenico Panico; la Congrega si è sempre avvalsa nel corso degli anni di personale civile al di fuori della Confraternita per le seguenti cariche:

 

Statuto.

La Confraternita che, nel passato, sorse per l'aiuto spirituale degli iscritti, per l'incremento del culto pubblico, nonché per l'esercizio delle molteplici opere di carità e di pietà, nei nostri giorni per le mutate condizioni dei tempi ha perduto in gran parte l'antico spirito di disciplina, anche per il fatto di essere sottratta dalla dipendenza dell'Autorità Ecclesiastica. Tutto ciò in considerazione che le Confraternite erano rette da Statuti dati ed approvati dalle Regie Autorità fin dalla seconda metà del 1700 e che, nel nostro secolo, non corrispondono più alle attuali norme di vita. Il Concordato Lateranense (all'art.29) stabiliva il passaggio delle Confratenite, alla esclusiva dipendenza delle Autorità Ecclesiastiche per il funzionamento e amministrazione, mentre gli Statuti di queste Associazioni, potevano sempre essere oggetto di moderazione e correzione da parte delle Diocesi. Per le suddette ragioni in data 22 luglio 1942 il Vescovo di Nola S. E. Michele R. Camerlengo OFM, con un Decreto emanato dal Palazzo Episcopale di Nola, stabiliva un testo di Statuto in 5 punti che così recitava:

Tra i Segretari della Congrega sono da ricordare per la loro solerzia e laboriosità: Luigi Licenziati, negli anni 1920/30, Fedele Bonelli, l'ingegnere Luigi Alfano (anni 1930/40), ed ancora Giacomo Leonessa, e negli anni del secondo dopoguerra (1950/90) Paolino Caccavale, Romano Sabato, Raffaele Spampanato e Pietro Grilletto.

I Priori superiori: Carmine Settembre, Giuseppe Romano, Giacomo Pizza, Cavaliere Luigi Mazza, Felice Pizza, Giuseppe Angieri, Antonio Coppeto; e negli anni 1940/60: Filippo Castagnini, Paolino Sicondolfi; Angelo Buonaguro; Domenico Simonetti, Gaetano Rastiello, Antonio Roberto, Raffaele Caccavale, Antonio Settembre, Pasquale Napolitano, Francesco Russo, ed in tempi più recenti: Napoletano Francesco e Gaetano Ambrosino. Gli ultimi Priori del quadriennio 1992/1995 in carica erano: Grilletto Felice, Napoletano Francesco, Erasmo Leone (che è anche Deputato di Terra Santa), Salvatore D'Elia, Mazzocca Giovanni.

Della Consulta fanno parte: Francesco Grilletto, Raffaele Cantalupo, Andrea Tufano, Giovanni Brandolino, più di tutti i componenti del Priorato.

La Consulta è formata da 12 persone di prestigio e di un certo ascendente, che in caso di bisogno, danno il loro giudizio spassionato su questioni controverse o di difficile interpretazione. A questa Consulta intervengono anche tutti i Priori e, generalmente, il Presidente è nominato tra gli stessi membri. Coloro che hanno ricoperto cariche di prestigio, nella Confraternita, vengono insigniti del titolo di "Officiale della Confraternita".


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Bollettino mensile della Parrocchia del Carmine di Nola.