Giornalista, pubblicista, era proprietario e direttore dell'Eco di Nola e della Missione dei Pazzi, editi in Nola negli anni 1890/1897. Vincitore di concorso per Segretario Comunale a Nola vi rinunziò, sia per la febbre del giornalismo, ma principalmente per non interrompere le visite quotidiane a Matilde Serao ed Eduardo Scarfoglio, legati al Fiumara da profondo e reciproco rispetto. Il Fiumara avviò al giornalismo altri due illustri Nolani: l'avvocato Luigi Russo e l'avvocato Antonio Testa. Si prodigò molto per debellare l'epidemia di colera che imperversò nel 1884 (con l'aiuto dell'Onorevole Tommaso Vitale); per queste prestazioni gli fu conferito un Diploma di Benemerenza con Medaglia d'oro.
Durante l'eruzione del Vesuvio del 1906, mentre gran parte della popolazione di Nola cercava scampo verso Caserta, il Fiumara rimase a Nola al comando di una squadra di spalatori volontari che, saliti sulle terrazze delle case, alleggerivano i tetti dalla sabbia del Vesuvio, caduta in gran copia, onde evitare crolli. Questa "rena" di risulta fu poi depositata in un terreno (in via alle Croci) di proprietà del Canonico De Simone.
Il Fiumara (in uno con Tommaso Vitale) sollecitò l'abbattimento di una diruta Torre Medievale (detta Torre degli Zingari), per far posto ad una ridente Villa Comunale, in piazza Ferrovia.
Morì a Nola nell'imperversare della febbre "Spagnola" il 31 gennaio 1917.