NEL SECOLO XVI
La distinzione tra Ceto Nobile e Civile, fu introdotta dall'anno 1550. Le famiglie Nobili, che nel 1640 erano più di 50, si ridussero nel 1675, per ragioni diverse, maggiormente per il trasferimento in altre città e l'estinzione naturale. Certamente rimasero quelle degli: Albertini - Alfano - Barone - Cesarino Fellecchia - Fontanarosa - Frezza - Di Giuseppe - Del Giudice - Marifeola Mastrillo - Monforte - De Notaris - Di Palma - Risi e Tanzillo.
Nell'anno 1750 le Famiglie Nobili erano ridotte al numero di Nove: Albertini, Alfano, Barone, Cesarino, Mastrillo, Marifeola, Monforte, de Notaris, Di Palma, su di una popolazione di circa 8000 abitanti, mentre bisogna tener presente che sia gli Albertini che i Mastrilli (Duchi di Marigliano) si erano trasferiti nella Piazza del Ceto Nobile di Napoli, mentre i Monforte abitavano a Lauro di Nola.
Le famiglie del Ceto Civile, cioè coloro che si avvicendavano nel Reggimento della Città escludendo ogni altra famiglia, erano: Buonaiuto Francesco, Calefati Francesco, Candela Gioacchino (Notaro), Cariello Carlo, che avendo abbracciato la carriera ecclesiatica fu l'ultimo della famiglia. Fortino (famiglia estintasi nel XIX secolo), Gaetano che non ebbe figli; Gifuni Antonio, Martinelli Felice e Michele; Palliola Gaetano; Pancioli Filippo (scapolo); Vivenzio Felice dottore in fisica con due figli; con un fratello Antonio, che viveva abitualmente a Napoli.
Dopo il 1730, però, su richiesta del popolo nolano il numero dei Reggimentari fu portato a 60 Membri e cioè: 20 Nobili, 10 Dottori in Legge, 20 soggetti viventi Nobilium e 10 tra Mercanti, Curiali, Notai. 36 persone, 12 per ogni Ceto, avrebbero dovuto guidare la Città di Nola per sei anni, mentre sei di essi, in qualità di Eletti, avrebbero dovuto eleggersi in ciascun anno Due per ogni Ceto; in tal modo ciascun Ceto sarebbe stato partecipe degli onori del Governare.
Infine, essendo le famiglie Nobili ridotte al numero di nove, furono scelte tra le Antiche famiglie di Nola e dei paesi viciniori altre famiglie che vivevano nobilmente in modo da raggiungere il numero di venti Famiglie Nobili; in tal modo la Città, avendo un sufficiente numero di Nobili, sarebbe stata sempre ben governata.
In seguito, se si fosse estinta qualche Famiglia Nobile, sarebbe stata surrogata da qualcuna scelta tra le More Nobilium, avendo naturalmente l'approvazione della Real Camera di Napoli. Con tale sistema vennero aumentati e surrogati anche il numero dei Reggimentari dell'uno e dell'altro Ceto in luogo delle Famiglie estinte.
L'unica aggregazione di famiglia del Ceto Nobile di cui si hanno notizie certe è quella avvenuta il 25/3/1798 ed in virtù di un Sovrano Decreto e con l'intervento del Regio Governatore Ferdinando Mandarini vennero aggregate a quel Ceto:
Le copie relative ai Documenti di queste aggregazioni sono andate perdute, mentre l'originale, nel 1849, era ancora conservato nell'Archivio Storico Comunale di Nola.