"La Contea Nolana"

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Nola Antica Festa dei Gigli

In questa pagina:  

La Festa attuale, storia ed origini della Festa, il culto di S. Paolino di Nola.

Busto argenteo di San Paolino nel Duomo di Nola

La "Festa dei Gigli" si celebra in Nola da tempi immemorabili, la domenica successiva al 22 Giugno di ogni anno. Rientra tra quelle celebrate in onore di divinità Salvifiche.  Fin dal V secolo, questa festa è dedicata a San Paolino, Ossia Ponzio Meropio Anicio Paolino, nato a Bordeaux nel 354, alla morte del padre si trasferì a Roma dove viene eletto Console e poi Governatore della Campania, con sede a Nola. Dopo il matrimonio con la nobile Terasia, si trasferì in Spagna. A seguito della conversione e dell'ordinazione sacerdotale, si stabilì a Nola presso la tomba di San Felice, suo grande ispiratore. Nel 409 viene eletto Vescovo della città. Un racconto popolare, raccolto per iscritto nel VI secolo da San Gregorio Magno, narra che i Vandali di Alarico, durante il saccheggio della Campania fecero prigionieri molti cittadini nolani, per condurli schiavi in Africa e San Paolino, spinto dall'implorazioni di una vedova che chiedeva grazia per l'unico figlio, si sostituì a lui nella prigionia, seguendo in schiavitù i suoi concittadini. Durante la prigionia il Santo Vescovo compì numerosi prodigi, tra cui, essendo un esperto giardiniere riusciva a produrre frutta e fiori fuori stagione. Un giorno San Paolino sognò la morte del Re e lo riferì al genero di questo; in quella stessa notte il Re sognò San Paolino sottoforma di giudice accusatore. Questa predizione fu sufficiente al Re per capire che in San Paolino c'era qualcosa di Divino. Fece allora radunare i prigionieri, fornì loro delle imbarcazioni e ne permise il ritorno in patria. La notizia della liberazione di San Paolino e di tutti i prigionieri si diffuse immediatamente e i nolani, uniti in corporazioni, andarono incontro al Vescovo e ai loro concittadini recando in mano gigli e ceri, presumibilmente sul litorale di Torre Annunziata o alle foci del fiume Sarno che all'epoca dei fatti era navigabile ed arrivava fin sotto le mura della città di Nola. Naturalmente fin qui la leggenda. La festa, comunque, anche nell'attuale assetto e con destinazioni sicuramente di segno cristiano. Studiosi odierni, lasciano intendere origini ben più remote, legate forse ai riti della fertilità e del raccolto ; motivi , questi , comuni a numerose civiltà sia mediterranee ed orientali, che di matrice nordica. Noi propendiamo per una origine prevalentemente medioevale, infatti  con la rinascita della città sotto la signoria degli Orsini  dopo i secoli bui delle invasioni, pestilenze e carestie, la città nel XI - XII secolo,rifiorisce di belle case palazzi e poderose mura turrite.

Piazza Duomo i Gigli allineati davanti al palazzo di Città

I Gigli

Inizialmente erano grossi ceri adorni di fiori e spighe di grano posti su cataletti, poi diventati "macchine", col tempo cresciute sempre più. Inizialmente venivano spinte, trainate con cinghie o funi; successivamente si sentì, l'esigenza di alzare questi cataletti denominati Gigli e si introdussero le barre e gli uomini per tenerli sollevati. L'usanza della musica è testimoniata dall'uso dei “cantus sinphoniae. Oggi i gigli sono delle macchine alte circa 25 metri, a forma di piramidi, costruite essenzialmente con legno di abete, pioppo e castagno. Insieme ai gigli viene trasportato una barca, con a bordo un uomo col volto pitturato di scuro che rappresenta il moro detto "o' turco", che sta a simboleggiare il ritorno in patria di San Paolino. L'introduzione della barca risale, probabilmente al 1700. Sia la Barca che i gigli sono addobbati con decorazioni di cartapesta, le cui lavorazioni rappresentano un'arte antica e fiorente della città di Nola tramandata da padre in figlio. Esistono attualmente quattro "Botteghe" - Tudisco, Vecchione, Gruppo Nal , Scotti - che portano avanti, tenacemente ed al tempo stesso gelosamente questa tradizione originatasi in Nola presumibilmente in epoca Barocca.

La struttura

La festa dei Gigli può essere scissa in diverse fasi, organiche funzionali tra loro. Ha inizio nel momento in cui, con spari di mortaretti, viene comunicato alla cittadinanza che i nuovi Maestri di Festa si impegnano ufficialmente a costruire i Gigli per l'anno successivo, assumendosene l'onore e l'onere della spesa. Per l'assegnazione del Giglio esiste un preciso regolamento, che tiene conto sopratutto dell'anzianità e dell'appartenenza alla corporazione per la quale se ne chiede l'assegnazione, oltre alla discriminante della cittadinanza dalla nascita. Durante questa fase i Maestri di Festa sono impegnati nella organizzazione del loro Giglio: discutono ed approntano i progetti grafici; si accordano con le maestranze per la costruzione dell'obelisco; contattano le "paranze" e le "fanfare"; stabiliscono i "colori" del comitato e quanto altro necessita alla riuscita della festa, riguardo ad ogni particolare corporazione. Organizzano, altresì, "un comitato di festa" al fine di raccogliere fondi per la costruzione del giglio, tra parenti ed amici e conoscenti.

I rituali

Un'altra fase comprende il rituale dello "scambio della bandiera" tra il vecchio e il nuovo Maestro di Festa - con un cerimoniale rimasto più o meno invariato negli ultimi due secoli - e la "Questua" : momento in cui il Maestro di Festa (o il comitato di festa) si presenta alla città per chiedere la tradizionale offerta a favore della costruzione di quel Giglio ( oppure della Barca), nel frattempo, nelle Botteghe della cartapesta gli artigiani procedono alacremente alla costruzione dei Gigli commissionati dai vari Maestri di Festa.

La macchina

Finalmente arriva il mese di Giugno, la domenica precedente a quella della "Festa" vera e propria, con il trasporto dei "Gigli spogliati" (la sola macchina in carpenteria di legno adorna, appena di bandiere, qualche fascio di fiori e dell'immagine del Santo) dai luoghi di costruzione a quelli di "postazione" (nei pressi delle abitazioni dei rispettivi Maestri di Festa). Questa operazione oltre a ricollegare i rituali odierni a quelli in atto fino ai primi del secolo (quando la macchina veniva costruita in luogo adiacente al maestro di festa), veniva costruita in luogo adiacente alla casa del Maestro di Festa) risponde anche all'esigenza di fare "assestare" la costruzione in modo adeguato, onde permetterne un agevole trasporto dopo la "vestizione": In questa occasione, come del resto già per la "Bandiera" e la "Questua", vengono presentate ed utilizzate le "canzoni di festa" propriamente di ogni corporazione. (Le canzoni dei Gigli sono frutto della fantasia ed al tempo stesso del grande amore che il popolo ha per San Paolino; talvolta i testi si ispirano ad avvenimenti realmente verificatasi per l'intercessione del Santo, si compongono in genere di quartine sul ritmo della tarantelle o della marcia e giovano all'andamento sussultorio o lineare/ondulatorio dell'obelisco durante il trasporto). 

  

La processione religiosa

Questa fase continua il 22 giugno, giorno del Santo, con la processione e gli altri riti religiosi, cui partecipano i rappresentanti delle corporazioni, le autorità civili e militari, il Vescovo, il clero e diversi ordini religiosi ancora con la vestizione dei Gigli, nei primi giorni precedenti la domenica della "FESTA" vivendo il primo momento spettacolare la sera del sabato, con l'omaggio ai Gigli da parte dei comitati e l'esibizione "IN PIAZZA" di questi con suoni canti e performances di vario genere.

La domenica mattina

Il "Clou" della Festa è la domenica mattina : in questo giorno, infatti, le strutture lignee, i Gigli rivestiti con bassorilievi di cartapesta - o altri materiali di altra tecnologia - vengono trasportati in Piazza Duomo per rendere omaggio al Santo, tradotti a spalla dalle varie "Paranze". Queste sono rappresentate da centurie di  uomini che , sotto la spinta dell'emotività, e di un forte spirito competitivo, ligi agli  ordini impartiti dal Capoparanza, fanno ballare il più possibile gli obelischi. Di tanto in tanto, per comando perentorio, i Gigli vengono posati a terra: questa sosta risponde all'esigenza dei cullatori di riposarsi per poter riorganizzare le proprie forze. Trasportato ogni Giglio fin nella piazza si effettua la "ballata" o "cullata", le cui note sono emesse dai suonatori posizionati sull'obelisco, mentre si ode la voce di un cantante che intona la canzone scritta per l'occasione. 

La benedizione dei ceri gigliati di Nola

Sistemate le torri in bell'ordine, con la Barca al centro, verso le ore 13.oo si svolge la processione del busto argenteo reliquiato del Santo, accompagnata dalle note dell' Inno a San Paolino (Salve o Nola) , suonate dalla fanfara dell'ultimo comitato giunto sul luogo. Al termine di questa, il Vescovo impartisce le benedizione. Dopo una pausa di circa tre ore, per consentire agli spettatori di consumare il pranzo. 

La processione pomeridiana e conclusione

Nel primo pomeriggio ha inizio una la processione vera e propria dei Gigli, che è poi quella più tecnica e spettacolare: i Gigli, con al centro il veliero, fanno il giro della città, secondo un percorso storico pre-fissato e rimasto complessivamente invariato a pertire dal XV secolo. Partono da Piazza Duomo, percorrono il primo tratto da via San Felice, effettuano una "girata" e poi una "ballata" in omaggio al Vescovo, davanti alla residenza episcopale,una seconda "girata" al quadrivio tra via San Felice e via San Paolino ed ancora "girate " e "ballate" fino al termine di via San Felice . Attraversano Via Senatore Cocozza e arrivano in Piazza Paolo Maggio, dove viene effettuata, spesso anche una prova di forza e di resistenza. Quindi, passando Via Ambrogio Leone, arriva al carcere dove viene eseguita una prova di abilità tecnica. Percorrendo Via Merliano, Piazza Calabrese, Via Tanzillo, ripercorrendo un tratto di Via San Felice per poi immettersi in Via San Paolino, si arriva a Piazza Marco Clodio Marcello (O' palazzo a' catena), penultima prova di resistenza e finalmente Via De Notaris detto (O' vico e' Piciocchi): ultima tappa , la più attesa. Si tratta infatti di una strada molto stretta, per cui si rende necessario togliere le barre mobili, riducendo così il numero di portatori , con conseguente instabilità del Giglio. All'uscita della strettoia, la processione storica prescritta ha termine. Essa sarà stata improntata da una forte ed a volte surreale teatralità. Questa fase della Festa si conclude col ritorno a "casa" di ciascuno Giglio, in attesa di essere trasportato, il giorno successivo, davanti al Palazzo di Città da parte di gente comune, giovani, ragazze e vecchi. (I Gigli restano in questa piazza dai due ai tre giorni, secondo un calendario di festeggiamenti predisposto dal Comune denominato GIUGNO NOLANO.) Quando ormai la Festa sembra volgere al termine , si odono spari di mortaretti, fatti esplodere a cura dei nuovi Maestri di Festa, che annunciano l'assegnazione del Giglio per l'anno successivo: come l'araba fenice, la festa rinasce dalle sue ceneri. 

Gigli allineati in Piazza anni '30

Le Antiche Corporazioni

            

            

L'Ordine di partenza dei Gigli da piazza DUOMO:

ORTOLANO - SALUMIERE - BETTOLIERE - PANETTIERE -BARCA - BECCAIO - CALZOLAIO - FABBRO - SARTO

comunicato stampa - a cura di Fabio Relino addetto stampa Comune di Nola

NOLA – Si è tenuta ieri, giovedì 14 giugno 2007, la cerimonia di esposizione dei drappi delle corporazioni alle finestre del Palazzo di Città. Sempre nel tradizionale ordine i vessilli degli Ortolani, dei Salumieri, dei Bettolieri, dei Panettieri, dei Beccai, dei Calzolai, dei Fabbri e dei Sarti, hanno fatto la loro comparsa sulla facciata del Municipio, tra lo stupore della cittadinanza. “Il nostro gesto – ha spiegato il sindaco Felice Napolitano – va nella direzione di recuperare il ruolo delle corporazioni all’interno della Festa dei Gigli”. “Recuperare le tradizioni – ha detto il sindaco – significa recuperare la memoria e con essa la possibilità di avere una Festa sempre più orientata al rispetto della fede cattolica e della storia della nostra terra”. “Non a caso quest’anno – ha concluso il sindaco Napolitano – oltre a rilanciare il ruolo delle corporazioni, abbiamo anche organizzato numerosi momenti di fede tra cui la messa di domenica, 17 giugno 2007 ore 12 in Cattedrale, che sarà celebrata dall’arcivescovo monsignor Beniamino Depalma e che vedrà la partecipazione dei Maestri di Festa, dei Comitati, delle Paranze e dei Giovani”. Artefice della ricerca storica da cui sono stati realizzati i drappi è stato Antonio Napolitano, presidente dell’Associazione “La Contea Nolana” il quale basandosi su antichi testi di storia locale ha potuto ricavare le immagini che oggi sventolano all’esterno della casa comunale.

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LE ORIGINI DELLA FESTA

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