| La Contea Nolana |
| Libera Associazione Culturale e di Volontariato |
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Nascita a Nola, nella seconda metà del I secolo d.C. Morte a Nola, 15 novembre 95 .Venerato dalla Chiesa cattolica. Culto principale, Cripta di San Felice nel Duomo di Nola. Ricorrenza 15 novembre Patrono della Città.
Il prodigio della Statua La statua di San Felice, si narra che il 26 aprile 1872, durante un’eruzione del Vesuvio, la statua di marmo del santo, eretta nel 1796 e oggi inglobata nella villa comunale, si contorse irreversibilmente sulla sinistra in direzione della colata lavica, proteggendo la città minacciata da una nube di ceneri e lapilli. Il 15 novembre dello stesso anno, dopo aver svolto un regolare processo canonico, il vescovo di Nola mons. Giuseppe Formisano riconobbe ufficialmente la prodigiosa contorsione della statua, molto venerata dal popolo nolano e dai fedeli dell’agro. L'Avvenimento Erano le due del pomeriggio, quando avvenne in Nola un fatto straordinario, che a buon diritto eccitò le meraviglie della Città e l'intera Diocesi. Nella piazza della Ferrovia trovasi eretta dalla pietà dei Nolani sin dal 1796 una statua di marmo, circondata da una balaustra di ferro, al primo Vescovo, cittadino Patrono S. Felice in memoria di aver preservato la Città, dall'eruzione vesuviana avvenuta in quell'anno. Ora mentre una fanciulla di sei sette anni dal nome Magnifica Broda, sola attendeva ai suoi trastulli entro il cancello, che sta attorno alla statua di S. Felice, vide che detta statua tutta si muoveva; e temendo non fosse caduta addosso, vinta da grave sbigottimento e paura si diete con quanto ne aveva in gola a gridare, chiamando soprattutto in aiuto la sua madre, la quale poco lontano, era intenta al lavoro delle funi con cui si procacciava il giornaliere sostentamento.
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| Viene venerato come santo e martire della Chiesa cattolica; il Martirologio romano ne registra la commemorazione il 15 novembre mentre nel Martirologio geronimiano è ricordato il 27 luglio. | ||||
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Agiografia Secondo il racconto della passio, un giorno il giovane Felice liberò con la sua preghiera due uomini indemoniati e, in seguito a questo episodio, il governatore di Nola Archelao, pressato dai sacerdoti pagani, lo arrestò per interrogarlo. Mentre cercava di costringerlo ad adorare le divinità pagane in un tempio della città, una profonda voragine inghiottì l’edificio e Archelao chiese a Felice di essere battezzato. Felice fu allora acclamato dal popolo vescovo di Nola.
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| Nell’anno 95 d.C. fu nuovamente arrestato dal Prefetto Marciano durante una delle prime persecuzioni cristiane. Si racconta che Felice sia stato dato in pasto ai leoni i quali, con meraviglia dei presenti, indietreggiarono davanti a lui. Fu poi gettato in una fornace di carboni ardenti, ma riuscì a liberarsi per l’intervento di un angelo. Il Prefetto lo fece allora appendere a testa in giù e, dopo averlo sottoposto ad altre torture, lo fece decapitare il 15 novembre. | ||||
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| Secondo la tradizione, il corpo del martire fu poi seppellito di nascosto all’interno di un pozzo, sul quale fu in seguito edificato un luogo di culto, che diventerà la cripta della cattedrale di Nola., dove riposano ancora oggi le spoglie del santo. | ||||
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Il culto Nel 1577 Papa Gregorio XIII elevò ad altare privilegiato quello della cripta: i defunti per i quali si celebra la messa godono, pertanto, dell'indulgenza plenaria.
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I festeggiamenti in onore di San Felice si tengono il 15 novembre. Il giorno della vigilia viene portato in processione per le strade cittadine un busto settecentesco in argento del santo. In cattedrale si venera anche una statua lignea di Giacomo Bonavita datata 1645, che in passato veniva portata in processione durante le calamità, come accadde anche in occasione dell’eruzione vesuviana del 1906 |
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A Sorrento c'è una chiesa dedicata al vescovo fin dal VII secolo. Si tratta della Chiesa dei Santi Felice e Baccolo, che per un periodo fu anche la cattedrale della città. Si ritiene che qui siano conservate alcune reliquie di San Felice. In una ricognizione fatta nel 1968 alla presenza di rappresentanti del clero di Sorrento e di Nola, furono trovate solo poche reliquie promiscue. Alla fine del Novecento, nella chiesa di Santa Maria Assunta nel comune di Pago del Vallo di Lauro, in località Pernosano, è stato rinvenuto un importante ciclo di affreschi risalente alla prima metà del X secolo che raffigura i tre principali vescovi nolani: San Felice, San Paolino e San Massimo.
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