
Testo
integrale della proposta
di progetto per la rivalutazione e riqualificazione della Barca di San Paolino
di Nola nella Festa dei Gigli, presentata a Nola - Giugno 2004.
(a
cura della Contea Nolana)
Il momento più sentito
del folclore religioso nolano, è certamente rappresentato dalla
Festa dei Gigli, chiamati nel tempo Gilii oppure Cilii, oggetti di
devozione, di culto, di gioia collettiva, in essa si assomma l’idea del popolo
festante per un accadimento salvifico avvenuto nel
V secolo d. C. intorno alla figura del nobile, ricco e religioso San
Paolino di Nola.
Il rituale
plasmatosi nel tempo, è molto vicino allo spirito popolare; esso trova la sua
caratteristica nell’immutabilità, ritenuta con orgoglio dai nolani, segno di
decoro e lealtà verso la tradizione del proprio paese.
Le
corporazioni, rappresentavano probabilmente un particolare modo di sentire la
città, in quanto erano le depositarie della sua anima, campioni della sua
dignità e custodi della tradizione, le corporazioni quindi, prima di essere
ritenute un problema, erano una ricchezza. Non dimentichiamo che fino agli anni
settanta, ancora la città pullulava di botteghe artigiane, valenti fabbri,
falegnami, calzolai aprivano i battenti delle loro caratteristiche botteghe
direttamente sulle strade cittadine, con il loro martellio incessante
scandivano il trascorrere del tempo.
Il
modernismo imperante, in poco tempo ha distrutto tutto ciò, ripercotendosi
anche sulla festa, le antiche costumanze pian piano stanno scomparendo sotto il
grigio velo dell’indifferenza.
Per questo
si sente oggi il bisogno di correre ai ripari, d'altronde le prime e pericolose
avvisaglie si evidenziano nella lettura della festa odierna, priva di emozioni,
sentimenti, passione che animava invece le generazioni passate.
Ciò
premesso, la “Barca”, elemento portante della monumentale festa dei gigli,
da secoli rappresenta il legame in dissoluto con la storia della Festa ed il
Santo a cui essa è dedicata, da alcuni anni purtroppo, sciaguratamente sembra
diventata la cenerentola della
festa, in un clima sempre più esasperato ed estremizzato, caratterizzato
dall’accesa competizione tra i Gigli, la Barca ha perso sempre più attenzione
ed interesse fino ad arrivare all’abbandono ed alla repulsione.
Per
questo, oggi c’è il bisogno di una riqualificazione della festa nella sua
totalità,
Per far si
che ciò avvenga, bisogna per forza di cose riconnettersi con la tradizione ed
il passato, da cui attingere idee e progetti.
Senza
dimenticare che in tempi antichissimi la festa era curata, diretta e realizzata
dalle corporazioni di arti e mestieri da cui i Gigli prendevano il nome, le
cosiddette fratrie, Collegi di mercanti, “Comitatus”, o “Contee”, poi
successivamente, nella seconda metà dell’ottocento troviamo le società di
mutuo soccorso, fino ad arrivare ai comitati odierni.
Ma
soffermiamoci per un attimo sulle “corporazioni” da cui partono le più
antiche testimonianze della festa.
Ricordiamo: Le corporazioni, erano associazioni
professionali di arti e di mestiere, sorsero e si diffusero a partire dall’XII
secolo con nomi vari: corporazioni o arti o compagnie in Italia, Gilde. Nel XIV
secolo le gilde persero la loro importanza economica, in seguito al declino
delle signorie, quelle che sopravvissero si trasformarono in associazioni
religiose.
Le
corporazioni erano divise in “arti maggiori” (mercanti, banchieri, giudici e
notai, medici e speziali), “arti minori” (artigiani e commercianti )
influivano profondamente sull’organizzazione economica e popolare della città.
Le corporazioni sopravvissute a Nola furono quelle
Oggi,
visto il graduale ridursi delle corporazioni storiche,
in alcuni casi si registra addirittura la scomparsa delle stesse, c’è
il bisogno dopo gli smarrimenti dei tempi moderni, di riorganizzarle ed attuarle
ai tempi moderni con il ripristino delle associazioni o compagnie
religiose.
GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO:
Salvaguardia e rifioritura della religiosità
popolare, con grande attenzione rivolta al recupero e conservazione di reliquie
e cimeli relativi alla Festa Eterna.
P R O G E T T O
Per la rivalutazione della Barca di San Paolino, si
sente forte il bisogno di creare una organizzazione che partendo dai vecchi
collegi corporativi, rifondi una Compagnia eretta sotto il titolo di San
Paolino, detta appunto “Compagnia di San Paolino”,
costituita da cittadini con la funzione di ricreare l’interesse e la
passione per la riqualificazione storico – cristiana della Festa dei Gigli
attraverso la pratica devozionale e si impegna nel perpetrare le tradizioni
processionali religiose per la sacralità della festa patronale.
Che cosa è la “Compagnia di San Paolino” ?
La “Compagnia di San Paolino” va
considerata come il corrispettivo religioso delle corporazioni di arti e
mestieri, è una associazione pubblica di fedeli di ambo i sessi, retta in
conformità ai canoni 312 – 320 del vigente Codice di Diritto Canonico.
La “Compagnia di San Paolino” si costituisce
mediante decreto dell’autorità ecclesiastica, che può modificarla o
sopprimerla, si differenzia da una “congregazione religiosa” perché non
segue regole monastiche, i suoi membri non vivono in comune e non pronunciano
voti. Essa è caratterizzata da una denominazione, uno statuto, un abito
speciale per gli aderenti e delle insegne.
Come fu previsto dal Concilio di Trento per le
confraternite così anche per la compagnia di San Paolino, essa si pone sotto la
stretta sorveglianza del Vescovo di Nola, la compagnia avendo uno scopo
prettamente di culto, per quanto attiene alla propria attività e
l’amministrazione, essa dipende dall’autorità religiosa e non è soggetta a
trasformazioni negli scopi.
La
Compagnia si riconoscerà da un tipico e particolare abito, l’uniformità
dell’abito esprime il senso dell’appartenenza ad individui che combattono il
degrado nella Festa di San Paolino e che indosserà per le sfilate cittadine
insieme alle proprie insegne. L’abito ha una sua particolare importanza per
tre motivi: è un richiamo visibile ai propri doveri di sodali di San Paolino,
onora la Compagnia nel suo insieme quando compare in pubblico, infine è un
segno di uguaglianza tra tutti i sodali di San Paolino contro l’esaltazione
delle differenze sociali ed economiche.
La Compagnia, si occuperà della realizzazione
della Barca e del suo trasporto processionale cittadino nel giorno stabilito per
i festeggiamenti in onore di San Paolino, La Barca deve rappresentare l’atto
di viva fede religiosa del popolo nolano verso il suo Santo Protettore San
Paolino.
Detto
sodalizio, è formato secondo i principi cristiani, simile alle Corporazioni di
Arti e Mestieri medioevali ed ai Collegia di età romana., tra i suoi compiti
istituzionali avrà anche la funzione solidaristica tra i componenti sociali.
Ogni confratello contribuirà alla “cassa
comune” per fronteggiare le spese occorrenti per la realizzazione dei
festeggiamenti ed al mantenimento del sodalizio con una quota mensile.
L’IMPEGNO
DELLA CHIESA
La Chiesa nolana dovrà fare la propria parte,
fornire ai sociali una sede per gli incontri spirituali, si individua per un
maggior prestigio del sodalizio la Chiesa dei Morti di via San Felice oppure la
chiesa o cappella di San Giovanni lato vicolo del duomo, oltre a ciò il Vescovo
dovrà nominare il “cappellano della Barca” che sarà la guida
spirituale della compagnia, potrebbe essere il parroco del Duomo, visto che nel
Duomo di Nola si conservano le Sacre Reliquie di San Paolino.
Inoltre,
il Vescovo di Nola con atto pubblico dovrà conferire alla confraternita il
diritto al trasporto del Busto Argenteo del Santo e sue Reliquie.
L’IMPEGNO COMUNALE
Il comune
di Nola deve impegnarsi a
riconoscere la Compagnia;
modifica
del regolamento vigente sull’assegnazione dei Gigli e della Barca;
scorporare l’assegnazione della Barca
dall’assegnazione dei Gigli;
affidare al sodalizio il compito della realizzazione
della Barca e le manifestazioni collaterali ad essa collegate;
l comune deve riconoscere un vitalizio annuo alla
Compagnia per la realizzazione della Barca, di € 5.000,00
(cinquemila/00), essa sarà realizzata secondo i canoni tradizionali
evitando sprechi inutili e manifestazioni contrarie ai principi di carità e
solidarietà ispirati dal pensiero Paoliniano.
STRUTTURA
“MAGISTER”
Nomina di
un Magister, che rimane in carica
per 5 anni, avrà il compito di assegnare l’incarico per la costruzione della
Barca , rappresenterà il sodalizio davanti a terzi, ha il potere della firma in
quanto responsabile unico, può essere rieletto a condizioni di una buona
gestione e riuscita del lavoro effettuato nell’incarico precedente, nomina il
Maestro di Festa della Barca a cui spetterà il compito del trasporto della
stessa.
N° 3 CONSIGLIERI (SAGGI)
Affiancheranno
il Magister con il potere deliberativo, stileranno il programma preventivo e
conclusivo annuale, firmano il bilancio annuale.
N° 1 CASSIERE O TESORIERE
Ha il
compito di redigere il bilancio, registrare e prelevare entrate ed uscite di
danaro dalla cassa per fronteggiare le varie incombenze dietro delega del
Magister.
N° 1 CAPPELLANO DELLA CONFRATERNITA
Con il
compito di guida spirituale della Confraternita, sarà
nominata dal Vescovo di Nola.
N°1 CAPO CULLATORI;
N° 4
CAPORALI laterali;
N° 150
CULLATORI di San Paolino.
ORGANIZZAZIONE
Possono iscriversi alla confraternita: Artigiani,
Commercianti, Impiegati, Liberi Professionisti e familiari appartenenti a tutte
le categorie sociali.
Tutti sono chiamati al rispetto del “Proescriptum
Honoris” (regolamento d’onore) che reggerà le sorti della Compagnia, il non
rispetto del regolamento comporterà l’espulsione dalla stessa.
Punti salienti:
1.
Giuramento di fedeltà agli impegni sottoscritti;
2.
Impegno al versamento delle quote sodali;
Ogni anno
agli inizi del mese di Giugno nella Cappella di San Paolino, verranno nominati i
nuovi sodali, nel corso della cerimonia ci sarà il fatidico giuramento in cui
si riceveranno le insegne della Compagnia, il costume, il pane di San Paolino,
l’incarico.
La
Conpagnia per il trasporto della Barca, indosserà il tradizionale costume dei
“cullatori” di San Paolino così composto:
Camicia
tela bianca con stemma sul petto lato sinistro raffigurante le insegne della
Conpagnia;
pantaloni
tela bianca, con fascia rossa in vita;
scarponcini
colore nero;
Berretto
Frigio color rosso o coppola bianca;
fazzoletto
triangolare color blu;
asciugamani
tela bianca.
La mattina
del trasporto, i Cullatori di San Paolino, si ritroveranno nel duomo di Nola per
ascoltare la Santa Messa ufficiata da S.E. il Vescovo di Nola e ricevere insieme
alla benedizione, il pane di San Paolino.
ASSEGNAZIONE DELLA
BARCA
Per la scelta del Maestro di Festa, la Barca sarà
assegnata nell’ambito della Congregazione, l’assegnazione avverrà sotto la
supervisione del Magister che avrà il compito di vigilare contro le fraudolenze
ed al corretto svolgimento dei riti sacri, l’assegnatario, che non potrà
risultare lo stesso per più di una volta, avrà il compito di allestire e
predisporre i festeggiamenti in onore di San Paolino, curerà il passaggio della
Bandiera che non potrà essere sostituita se non con atto deliberativo da tutta
la Compagnia, la stessa rimarrà di proprietà del sodalizio.
Provvederà
alla raccolta delle offerte tra amici e parenti.
Per il
meccanismo di assegnazione, sarà privilegiato secondo la tradizione, il
richiedente più anziano di età prima e di iscrizione poi alla Compagnia.
La Barca
sarà realizzata dalla Compagnia.
Il
trasporto sarà affidato alla Compagnia che con inizio dei sacri riti prenderà
possesso della stessa fino al trasporto finale che si concluderà in piazza
Duomo.
Fin qui,
abbiamo voluto tratteggiare per grosse linee la conformazione della Compagnia,
è naturale che il tutto dovrà essere conforme nello strumento essenziale che
regolerà la vita associativa lo Statuto e regolamento della stessa.
CONCLUSIONI
In definitiva, con la creazione della Compagnia, si
vogliono riunire tutti i solitari e gli irriducibili amanti delle tradizioni
legate alla festa dei Gigli, creare non un rifugio mistico, ma un posto di
resistenza, di combattimento e di realismo superiore teso al risveglio
formatrice delle coscienze.
In questa
zona non ritroviamo soltanto la comunanza:
qui c’è
l’identità ed il senso forte e chiaro dell’appartenenza, ciò che unisce
dunque deve essere l’idea, non essere della stessa terra, ma l’essere della
stessa idea è quel che oggi conta.
Altra via
oggi non si vede per la nostra Festa:
bisogna
che fra le rovine si rinnovi il processo delle origini, non intendere questo
realismo dell’idea, significa tenersi ad un piano, infondo semplicistico del
sentimentalismo, se non addirittura della sola e vuota retorica paesana.
“ Non date le
cose sante ai cani e non gettate le vostre perle ai porci
affinché non le
calpestino e rivoltandosi vi sbranino”.
Gesù
Chi
volesse arricchire il completamento del progetto può inviare una e – mail:
contnolan@libero.it
TORNA
A NOLA ANTICA FESTA DEI GIGLI
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